The Congress di Ari Folman, le nuove immagini

 

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The Congress di Ari Folman, le nuove immagini

Lo annunciavamo a Febbraio 2011: è lo sci-fi The Congress, misto di animazione 2D e live action, liberamente ispirato a The Futurogical Congress, racconto lungo del '71 di Stanislaw Lem (dal suo Solaris uno dei capolavori di Andrej Tarkovskij) liberamente adattato da Ari Folman, il regista israeliano di Valzer con Bashir.

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Ecco le nuove immagini dal film, attualmente in postproduzione, che ci mostrano alcuni protagonisti in carne e ossa e nelle loro versioni ridisegnate con la tecnica del rotoscoping (come per un altro adattamento da un grande romanzo, Un oscuro scrutare di Philip Dick, realizzato da Richard Linklater nel 2006).

The Congress di Ari Folman, Harvey Keitel e Robin WrightRobin Wright (Millennium, House of Cards, A most wanted man) è l'interprete principale: "Ha adorato subito la sceneggiatura. Ho scoperto qualcosa di interessante sugli attori americani: se sono interessati al progetto, il denaro non è un problema" raccontava Folman in un'intervista rilasciata a Lalibre.be.
"Grazie alla loro intelligenza e alla passione per il progetto, ho avuto la possibilità di avere nel cast attori del calibro di Paul Giamatti, Harvey Keitel e Danny Huston".

La protagonista è un'attrice in declino con un figlio disabile (il bravo Kodi Smit-McPhee di The Road, Blood Story e Dead Europe), che sopravvive con difficoltà e si vede costretta ad accettare un'ultima proposta di lavoro: uno studio cinematografico sottoporrà il suo corpo a una copia e le "sottrarrà" la sua immagine, utilizzandola come meglio crede. L'attrice si dichiara disposta a cedere per sempre la sua identità: ma le conseguenze future sono imprevedibili e devastanti.

Vent'anni dopo il mondo è piombato nel caos, lo studio si è fuso con una multinazionale farmaceutica giapponese che ha assunto le proporzioni di una gigantesca corporation con l'unico obiettivo di sfruttare all'osso i paesi del terzo mondo e assicurare una vita sempre migliore ai pochi ricchi superstiti. L'immagine dell'attrice ora viene confezionata a venduta come "una sostanza chimica che i consumatori potranno riempire con i loro sogni".

The Congress di Ari Folman, le nuove immaginiFolman ha parlato del processo di adattamento dal libro (pubblicato in Italia da Marcos y Marcos con il titolo Il congresso di futurologia) al film, sottolineandone le differenze. "Ho letto il romanzo di Lem quando avevo 19 anni, e l'ho molto amato. Ma il film è diverso. Ho mantenuto lo spirito del romanzo, come riflessione sulla realtà virtuale".

Nel romanzo – che ha influenzato certamente anche Matrix dei Wachowski – il protagonista è Ijon Tichy, astronauta ibernato che si risveglia n un sistema che controlla ogni cosa attraverso droghe e allucinazioni sintetiche: il tema, come nelle migliori opere distopiche, è la percezione della realtà in un universo governato da una dittatura invisibile, che qui è la "chimicocrazia", un regime gestito attraverso la somministrazione di illusioni sintetiche.

All'intervistatore che gli domanda se non sia in un certo senso ironico che un regista di film d'animazione racconti la scomparsa degli attori in carne e ossa, Folman risponde divertito che quattro anni fa, quando ha iniziato a lavorare al film, l'uso di interpreti celebri trasformati in avatar di se stessi non era ancora una pratica così avanzata. "Oggi, dopo film come Avatar o Tintin, è un'opzione comune". E aggiunge: "Mi considero prima di tutto un regista, e gli attori sono sempre al centro del mio film. Sono un nostalgico. La questione è proprio questa: una riflessione sulla presenza fisica degli attori. L'uscita di Avatar è avvenuta in contemporanea con la realizzazione dello script. La cosa mi ha colpito molto."

Nel cast, anche Frances Fisher (The Host) Sami Gayle (Detachment) Michael Stahl-David (Cloverfield) Don McManus (Ubriaco d'amore)  Ed Corbin (True Grit) John Lacy (Hitchcock) e Matthew Wolf (Millennium).

The Congress di Ari Folman, ispirato a Il congresso di Futurologia di Stanislaw LemIl film contiene circa 70 minuti di live action e 50 minuti di animazione, fusi insieme appositamente per stimolare negli spettatori una riflessione sull'uso dei due diversi linguaggi – la duplicità della realtà viene suggerita anche dall'uso dei due codici – e senza l'uso di motion capture, con uno stile in qualche modo artigianale, ripercorrendo i passi dei fratelli Fleischer nelle serie di Superman o di Walt Disney in Biancaneve, già negli anni 40.

The Congress è una coproduzione internazionale (Belgio, Israele, Polonia, Germania, Lussemburgo): "per Valzer con Bashir ho dovuto ipotecare la mia casa" racconta Folman "per The Congress ho lavorato con centinaia di persone provenienti da cinque diversi paesi, un'esperienza faticosa, ma emozionante, anche per la possibilità di confrontare diverse tecniche di lavorazione e differenti approcci artistici".

Il film potrebbe essere presentato a Cannes 66. Nella nostra gallery, tutte le immagini.