"The Rolling Stones – Crossfire Hurricane", di Brett Morgen

crossfire hurricane

Documentario potente e allo stesso tempo lucido, anche se questo termine accostato alla vita 'irrequieta' degli Stones può sembrare assai ironico, capace di metabolizzare 50 anni di storia del rock e rigettarcela addosso ancora più calda e acida. When I’m drivin’ in my car and that man comes on the radio….

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 "Fino a quando ci saremo io e Mick… e Charlie Watts, il gruppo potrà chiamarsi Rolling Stones. Siamo noi tre i componenti irrinunciabili, il nucleo". Keith Richards

 

 

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 When I’m drivin’ in my car
and that man comes on the radio
he’s tellin’ me more and more
about some useless information
supposed to fire my imagination
I can’t get no, oh no no no
hey hey hey, that’s what I say

 

 

 

 

Nel 2006, i Rolling Stones suonano al Beacon Theatre di New York, tappa speciale del tuor 'A Bigger Bang'. Martin Scorsese è lì con loro per  girare un documentario sull’esibizione e dedicato alla storia del gruppo inglese, Rolling Stone's Shine a light . E' questo il punto d'arrivo, un doppio omaggio (come emerge dai titoli di coda) ai 50 anni di musica Mick Jagger esoci e proprio a Scorsese, di un ultimo film/concerto/evento dedicato alla band inglese The Rolling Stones – Crossfire Hurricane diretto da Brett Morgen. Il titolo, preso in presto dal successo 'Jumping Jack Flash' evoca fin dall'inizio la scelta precisa di uno stile. Un'impronta assolutamente unica per una progetto prodotto dagli stessi Stones e plasmato dallo sguardo e dalla scrittura di Morgen (candidato all'Oscar nel 2000 per il documentario On the Rope, Chicago 10) con il determinate aiuto al montaggio di Stuart Levy (Il silenzio degli innocenti, Ogni maledetta domenica). Un lavoro potente e allo stesso tempo lucido, anche se questo termine accostato con la vita 'irrequieta' dei Rolling Stones può sembrare assai ironico, capace di metabolizzare 50 anni di storia del rock e rigettarcela addosso ancora più calda e acida. "Come sta la memoria?" chiede Morgen, nella registrazione solo audio all'inizio di Crossifire Hurricane, a Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Ronnie Wood, oltre agli ex membri come Bill Wyman e Mick Taylor.  Le risposte sono una magnifica illusione per un gruppo di sentantenni sopravissuti ai Beatles e ad Elvis. E ad altri mostri sacri. Mai domi e di nuovi in tour con '50&Counting'.

 

La magnifica illusione degli Stones non è solo il loro essere ancora qui, tra noi, dopo mezzo secolo di carriera passato a fare i cattivi ragazzi sul palco e fuori dal palco. Aver attraversato tutte le tendenze della musica 'pop', riuscendo a produrre una quantità di pezzi, collaborazioni, 'featured' e altro ancora senza pari. Masticando linguaggi e sonorità come un frullatore. Il segreto di questo b(r)and, forse, è in quei tre punti di sospensione raccolti nella frase di Richards all'incipit di questo pezzo. Possono sembrare un vuoto (musicale) o una pausa (letterale), ma in realtà nascondono il meccanismo infinito che alimenta la vena dell'organismo nato nel 1962 quando Jagger e Richards iniziano l'avventura nei piccoli club di Londra dando ai ragazzi un sound primordiale e viscerale mai avvertito prima (grazie anche al genio di Brian Jones, morto poi suicida nel 1969). La scintilla che alimenta il fuoco di questi mostri sacri è nell'assoluta diversità delle loro personalità, che riescono però a fondersi in un organismo pulsante e camaleontico capace di vivere, agitarsi e contorcersi sul palco nelle corpo elastico e satrapico di Jagger. 

 

The Rolling Stones – Crossfire Hurricane potrebbe essere ingiustamente accusato di un'aspirazione agiografica promozionale verso il 'mito' degli Stones (se mai ce ne fosse bisogno) che in fondo l'hanno prodotto. Ma, sarebbe piuttosto ingiusto nei confronti dell'ottimo lavoro del regista (nella foto a destra), alchimista raffinato del materiale d'archivio, del montaggio video e aiudio. Anche se Morgen non ha lo stesso tocco di J. Demme, J. Temple o C. Crowe, quasi inarrivabili quando affrontano le icone della musica  La sua intuizione, invece, è quella di trattare la memoria e le immagini della storia degli Stones, appunto, come l'opera di un 'regista' che ha accumulato insieme agli album e ai concerti una miniera di immagini, visioni e ricordi. La sinergia tra il materiale fotografico e video d'archivio, straripante a tratti, registrato nei concerti e nelle esibizioni, in tv nella vita privata, in opere come The Rock and Roll Circus del 1968, è una lunga cavalcata attraverso il loro sguardo (cinematografico) sulla realtà. Un modo di stare al mondo che li ha visti protagonisti nel bene e nel male. Gli Stones dal palco hanno vissuto la ribellione del '68, le ragazzine impazzite e invasate, gli scontri durante le esibizioni, il Vietnam, la Guerra fredda, l'abisso delle droghe e la morte di Jones, la rinascita edonistica degli '80 e il divismo senza confini della rete. Oggi, dopo mezzo secolo, continuano loro malgrado a fare musica e, chiaramente, ad essere sempre più icone di uno spettacolo 'bigger than life'.

 

 

 

Titolo originale: The Rolling Stones Crossfire Hurricane

Interpreti: Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Ronnie Wood, Bill Wyman, Mick Taylor.

Origine: USA, 2012

Distribuzione: Microcinema 

Durata: 111'

 

 

 

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