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TORINO 30 – "Questo è il Festival dell'avvenire"

torino film festival
La prima parola che Gianni Amelio usa per descrivere il suo ultimo Festival di Torino come direttore è "orgoglio". Perchè portare a Torino 223 film nei 9 giorni di Festival è sintomo di  "una esperienza bellissima, che è giusto finisca perchè io sono un regista prestato ai Festival"

La prima parola che Gianni Amelio usa per descrivere il suo ultimo Festival di Torino come direttore è "orgoglio" per il lavoro svolto. Perchè portare a Torino 223 film nei 9 giorni di Festival, avere la possibilità di ospitare la prima retrospettiva pressochè completa su Joseph Losey dopo il restauro di tanti suoi capolavori, e continuare l'idea di scoperta e sperimentazione sui nuovi linguaggi è stata per il direttore "una esperienza bellissima, che doveva finire perchè io sono un regista prestato ai Festival, ma che va difesa con orgoglio". La seconda parola cardine è stata "avvenire. Perchè c'è una differenza tra futuro e avvenire, il primo c'è sicuramente ma non si hanno certezze, la seconda è una parola che mi piace di più perchè presuppone un orizzonte".

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E allora si parte, ovviamente, col già annunciato film d'apertura: l'esordio alla regia a settantacinque anni di Dustin Hoffman con Quartet; ci saranno sedici film in Concorso (tutte opere prime o seconde) con ben tre film italiani: Noi non siamo come James Bond di Mario Balsamo, Smettere di fumare fumando di Gipi; Su Re di Giovanni Columbu. La sezione Festa Mobile è quella che dal Vicedirettore Emanuela MArtini è stata definita "lo spazio pop" del Festival, che propone tra le altre cose il ritorno alla regia di Joe Wright con Anna Karenina scritto da Tom Stoppard con Kiera Knightley; Ginger e Rosa di Sally Potter; 28 Hotel Rooms che è l'esordio alla regia di un'altro attore Matt Ross; e poi la chicca del ritorno di Slavoj Zizek con la sua attesa The Pervert's Guide to Ideology seguito ideale della sua precedente guida al cinema.

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Corso DIREZIONE DELLA FOTOGRAFIA, dal 24 febbraio, online


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Sezione da sempre attenta al genere Rapporto Confidenziale ha quest'anno come tema "Ossessioni e possessioni". Uno sguardo trasversale sul cinema di tutto il mondo, in un periodo dove l'ossessione e la crisi è diventata nostra vicina e sgradita parente: aprirà Jennifer Lynch (figlia di David) con Chained, poi ci sarà un film molto caro ad Amelio e Martini perchè scritto e prodotto da Joe Lansdale (in giuria a Torino lo scorso anno) grandissimo scrittore americano, ossia Christmas With The Dead; l'atteso ritorno a Torino di Sion Sono col suo nuovo film  The Land of Hope dove si riflette sul disastro nucleare di Fukushima; e poi forse il colpo più grosso di questa Torino XXX che è l'anteprima di The Lords of Salem di Rob Zombie, il ritorno alla regia di uno dei più amati registi di genere dell'ultima decade.

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Girare con microbudget, corso online con Christian Filippi, dal 17 febbraio


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La sezione Onde come al solito offre una panoramica ricchissima sul cinema sperimentale odierno, con 19 film tra corti, medi e lungometraggi (da segnalare il ritorno di Ken Jacobs con un  mediometraggio in 3D e per l'Italia Carlo Michele Schirinzi con Natura morta in giallo) e una conferma: la retrospettiva/omaggio a Miguel Gomes il grande autore portoghese.

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Corso di Sceneggiatura in presenza a Roma dal 16 marzo

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In una edizione dove sono tanti io temi ricorrenti, ma uno è sicuramente quello della "claustrofobia", come sottolineato da Emanuela Martini, allora Joseph Losey non poteva che essere l'autore prescelto per una retrospettiva che "renda giustizia a un regista ingiustamente dimenticato dalle giovani generazioni, ci auguriamo che vemga riscoperto e amato come merita." Niente da dire, sulla carta una bella edizione, che si presenta col giusto mix di spettacolo e sperimentazione, forse con meno colpi rispetto ad altri anni ma Torino ci ha storicamente abituato a sorprese inattese e preziose scoperte. Appuntamento dal 23 novembre al 1 dicembre.
 

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