Tutti in piedi, di Franck Dubosc

Franck Dubosc debutta alla regia con un’altra commedia squisitamente francese, e anche questa volta ci sono delle sedie a rotelle di mezzo. Ma il film prende una diramazione molto diversa rispetto all’inflazionato Quasi amici, facendo ruotare tutta la faccenda attorno ad un equivoco, trasformato poi in inganno, e poi ancora in una trappola.
Dubosc, che qui si è impegnato nella regia, nella sceneggiatura e anche come attore protagonista, interpreta la parte di Jocelyn, un ricco uomo d’affari e un inguaribile seduttore, che gioca a cambiare personalità per conquistare le ragazze, come fosse una sfida con se stesso in cui l’altra è semplicemente una pedina da manovrare con cura. Alla soglia dei suoi cinquant’anni, Franck viene a sapere del decesso della madre e decide di far visita ai ricordi sepolti nella vecchia casa materna per un’ultima volta. Proprio qui, nell’intimità del momento accade l’equivoco. Sedendosi sulla sedia a rotelle della defunta madre, Jocelyn, non sente che la nuova dirimpettaia dell’appartamento ha varcato l’ingresso, armata di gambe giovani e sode che convinceranno il Casanova a fingersi paraplegico per farle pena e magari mettere in atto uno dei suoi divertenti giochi di ruolo. Il gioco però si complica quando Julie (la vicina) le presenta sua sorella maggiore Florence, costretta sulla sedia a rotelle a causa di un incidente.
Da questo momento in poi lo scapolo sarà intrappolato in un sentimento vero, radicato però su una bugia, e questa volta a prendersi gioco di lui sarà Florence.
Si può dire che Dubosc abbia intrapreso una direzione alquanto coraggiosa scegliendo di creare personaggi con handicap fisici per scherzare con essi, ma con molta consapevolezza. Il film, colmo di battute e scene esilaranti, è riuscito a trattare l’argomento in modo giusto, normalizzando l’handicap e non facendoci mai pesare la scelta infelice del protagonista di fingersi paraplegico.

Il titolo – Tutti in piedi – rievoca un errore che il cantante francese Francois Feldman ha fatto in tv durante una trasmissione di raccolta fondi per Telethon, con un black humour esilarante che fece da subito ridere tutto il pubblico. Da questa distrazione involontaria del suo amico, Franck Dubosc ne fa una questione morale: “il fatto di alzarsi o meno è nella propria testa”. Florence nel film è una donna piena di vita e felice, che ha imparato ad accettare il suo handicap e a convivere con esso senza vergogna, dichiarando il segreto di dover amare la sedia più di ogni altra cosa per riuscire a raggiungere la serenità d’animo che lei dimostra di avere. Le tematiche importanti che tocca questo film vengono però tutte prese con estrema leggerezza, a connotare la normalità di questa situazione e di come la donna riesca a vivere meglio rispetto all’uomo di successo, che trova piacere solo cambiando la sua personalità per conquistare le sue ingenue prede. Come gli dice il suo migliore amico “la vera sfida sarebbe conquistarle essendo te stesso”. E tra il divertimento, le risate e le capillari inquadrature ai seni e ai corpi di magnifiche donne ci troviamo anche tanta dolcezza, la dolcezza più pura che il protagonista scopre di nutrire in meandri del suo essere, e ancora inesplorati.

Titolo originale: Tout le monde debout
Regia: Franck Dubosc
Interpreti: Franck Dubosc, Alexandra Lamy, Elsa Zylberstein, Gérard Darmon, Laurent Bateau, Caroline Anglade, Claude Brasseur, François-Xavier Demaison
Origine: Francia, Belgio, 2018
Distribuzione: Vision
Durata: 107′