Un amore così grande, di Cristian de Mattheis

Un amore così grande, il nuovo film di Cristian De Mattheis, narra la storia di un amore e contemporaneamente indaga la difficoltà di un ragazzo di riuscire a gestire il suo talento naturale. Il tutto accade nella strade della bella Verona, città archetipica dei grandi amori ostacolati.
Il protagonista è Vladimir, un giovane ragazzo nato in Russia da genitori italiani, viene cresciuto dalla madre e abbandonato dal padre in tenera età, padre che non vedrà finché la morte della madre non lo trascinerà fino a Verona in cerca di quell’uomo tanto desiderato ed odiato.
Figlio d’arte, Vladimir serba una voce incantevole che da subito lo farà notare nelle strade veronesi e soprattutto agli occhi di Veronica. Quest’ultima fa parte di una delle famiglie più importanti di Verona. Oltre a Vladimir, altri protagonisti della storia sono l’Opera e in particolar modo la Bohème. L’opera di Puccini prende infatti maggior rilievo affettivo nella vita di Vladimir, arrivando ad essere la sua gioia ma anche una condanna, una tortura che risuona nelle orecchie ricordandogli chi ormai non può più ascoltarla. Ma la musica in generale rimane un filo conduttore in tutta la durata del film. Il regista infatti tramite i movimenti di macchina è riuscito ad integrare le immagini con la musica, al punto tale che essa diventa l’elemento catalizzatore di tutto il film.

De Mattheis parla di questa storia come di una fiaba moderna, senza la pretesa di essere realistica, legandola appunto a soluzioni “magiche”, improbabili. In questa fiaba moderna però le cose non sembrano avere un decorso naturale, fatto di ostacoli e snodi importanti, ma vengono servite al protagonista con una facilità davvero troppo ingenua. Proprio in questo modo si ritrova ad essere fidanzato e a cantare all’Arena di Verona accanto a Il Volo (che hanno preso parte al film interpretando, non senza qualche difficoltà, loro stessi), ad avere un padre che ora vuole prendersi cura di lui e un insegnante di canto che lo tratta come fosse il suo stesso figlio. Sono presenti anche dei personaggi che cercano di impedire l’amore tra i ragazzi, i quali provengono da due ranghi sociali quasi opposti, ma essi non sembrano mai davvero in grado di scombussolare la direzione del film. Lo stesso regista ha ammesso d’altronde che questo è un film dedicato esclusivamente ai romantici o ai puri di cuore.

Tra gli attori troviamo il protagonista Giuseppe Maggio (esordito con Amore 14) e la coprotagonista Francesca Loy, una studentessa veronese alle prime esperienze con la macchina cinematografica, scelta dal regista in quanto adatta ad interpretare un ruolo a lei già molto famigliare (a causa delle coincidenze tra la vita del personaggio e la sua vera vita).

Importante scelta del direttore della fotografia è stata quella di utilizzare sempre la luce naturale e nelle molte scene notturne a Verona servirsi unicamente delle luci della strada, creando un’atmosfera sospesa.
Tutto si chiude in una bolla di benessere, come ci si può aspettare in una “favola moderna”, sta solo al tempo decidere se questa formula è ancora valida oppure se i romantici o i puri di cuore sono invece una razza in via d’estinzione.

 

Regia: Cristian De Mattheis
Interpreti: Giuseppe Maggio, Francesca Loy, Piero Barone, Ignazio Boschetto, Gianluca Ginoble, Eleonora Brown, Riccardo P. Carbonelli, Fioretta Mari, Franco Castellano, Daniela Giordano
Distribuzione: Medusa
Durata: 106′
Origine: Italia, 2018

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