Una storia sbagliata, di Gianluca Maria Tavarelli

Buon ritorno del regista a otto anni di Non prendere impegni stasera. La felicità perduta della coppia funziona benissimo, la ricerca del perdono un po’ meno. Ma è un cinema di cui si ha bisogno.

Stefania guarda Roberto. Lui sta cantando Una storia sbagliata di De André. Poi lei lo raggiunge sul palco. Sembra un’immagine aperta sul futuro, invece è solo il passato. Si apre così l’ultimo film di Gianluca Maria Tavarelli che segna il suo ritorno al cinema ad otto anni da Non prendere impegni stasera. Quasi un ritorno a Un amore. La storia di una coppia mostrata attraverso il tempo. Ma anche una complicità che il suo sguardo leggero e vitale continua a cogliere.

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Stefania si unisce a una missione di pace e si reca in Iraq durante la Seconda guerra del Golfo. Il suo però è soprattutto un viaggio personale, alla ricerca di se stessa e di quelle risposte che non ha mai avuto. E lì riprendono forma le immagini del suo amore per Roberto.

Spezzoni di un lungo flashback. Che sembra riprendere forma più dalla mente della protagonista che dal cinema stesso. Tavarelli entra nei ricordi della protagonisti, dove Isabella Ragonese si conferma una delle migliori attrici oggi sulla piazza. L’emotività di Tavarelli contagia però anche Francesco Scianna, sospeso tra il desiderio di normalità e il demone che lo tormenta dentro.

francesco scianna in una storia sbagliataUna storia sbagliata ha dentro contemporaneamente due film e due luoghi. L’Iraq e Gela. Da una parte i bambini malati di labbro leporino, dall’altra quelli della cittadina siciliana dove molti sono nati con delle malformazioni a causa dell’azienda petrolchimica dell’Eni. L’impeto civile prosegue però parallelamente col percorso personale. Tavarelli mostra Stefania in Iraq persa nel luogo che si muove alla ricerca del suo unico obiettivo. La dipendenza dalla guerra può rimandare dalle parti di American Sniper, ma questo è solo uno tra i tanti frammenti di Una storia sbagliata.

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Tavarelli procede in mezzo la strada, proprio come il modo in cui guida prima Lorenzo poi Khaledd (Mehdi Dhebi), la persona che aiuta la donna sul posto perché conosce l’italiano anche se entra spesso in conflitto con lei. È a metà, per un pezzo contromano, come per mostrare la scissione, la doppia esistenza della protagonista. La felicità perduta della coppia funziona benissimo, la ricerca del perdono un po’ meno. Forse il finale vuole spiegare troppe cose. Bastava la scena con l’accendino. Anche se la Ragonese riesce benissimo a manifestare le due identità di Stefania, quella solare e quella ombrosa.

Ma Una storia sbagliata è pieno di momenti intensi, dalla corsa disperata a casa al modo in cui la protagonista viene circondata dopo essersi tolta il velo. E, anche se a tratti il meccanismo sembra rallentare per l’uso di controcampi che mettono continuamente in rapporto la similitudine tra le azioni del passato e quelle del presente, Una storia sbagliata è quel tipo di film di cui il cinema italiano ha bisogno e che è da difendere. Sarebbe stato benissimo quest’anno a Cannes a Un certain regard. Che agisce quasi silenziosamente, ma che riesce a lasciare le tracce del suo passaggio.

 

Regia: Gianluca Maria Tavarelli

Interpreti: Isabella Ragonese, Medhi Dhebi, Francesco Scianna, Stefania Orsola Garello, Nello Mascia

Distribuzione: Palomar

Durata: 109′

Origine: Italia 2015

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