Werner Herzog e Ernst Reijseger: Volcano Symphony

Condivisioni reali e percettive tra Into the Inferno di Herzog e il poema sinfonico appena inciso dal fido compositore Reijseger, tra lava, zampilli e divinità vulcaniche dei popoli hawaiani

Benchè nota la collaborazione tra il cineasta Werner Herzog e il compositore/violoncellista olandese Ernst Reijseger per titoli come L’ignoto spazio profondo, Il diamante bianco, My son my son what have ye doneCave of forgotten dreams ci si presenta una strana e interessante anomalia negli ultimi progetti di entrambi che vedono un allineamento di sguardi ed intenzioni, suscitando l’inevitabile curiosità degli appassionati.

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Into the Inferno, ultima fatica documentarista di Herzog (co-diretto da Clive Oppenheimer) si presta al racconto della fenomenologia vulcanica attraverso un linguaggio che fa del percorso umano-esistenzialista il suo obiettivo. Tra gli abissi dei “grandi inferni” vulcanici di Vanuatu, Corea del Nord, passando per l’Etiopia, l’Islanda, l’Indonesia, alle pendici dei quali troviamo popolazioni che Herzog, ospitandole nelle proprie riflessioni, veicola come concreto oggetto di una riflessione che fa dell’instabilità la reale percezione dell’esistenza.

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Il prodotto, visibile nel catalogo della piattaforma streaming Netflix, ha delle specifiche tematiche che non possiamo non riscontrare inevitabilmente nel primo poema sinfonico inciso da Reijseger.

Noto come musicista jazz fin dagli anni ’70 e dedicatosi sia all’improvvisazione che alla musica classica contemporanea, incide e compone diversi album tra cui Requiem for a Dying Planet, che comprende, tra le altre, anche le musiche utilizzate da Herzog per le precedenti collaborazioni.

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“The Volcano Symphony”, l’opera appena pubblicata dal compositore, già dal titolo ci rimanda ad una palese assonanza con il lavoro del regista: un netto filo comune che trova nel soggetto e nella fascinazione dell’elemento terrestre (simbolo di un profondo legame tra vita e morte), il punto saliente di congiunzione di due maestri che, ognuno nel proprio campo, si avvicinano intersecati da un interesse parallelo raccontato tramite i propri metodi artistici.

Scritto per la grande orchestra barocca “Forma Antiqua” diretta da Aaron Zapico, il poema di Reijseger racconta la nuova vita che nasce dopo l’apparente distruzione del passaggio della lava, attraverso la voce del soprano Eugenia Boix, che incarna la spirito di Pele, la dea dei vulcani secondo le credenze dei popoli hawaiani.

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