XXV edizione del Premio internazionale alla migliore sceneggiatura cinematografica "Sergio Amidei".

Nel programma della XXV edizione oltre cento pellicole tra retrospettive e rassegne


 


LA GIURIA del PREMIO


ALLA MIGLIORE SCENEGGIATURA "SERGIO AMIDEI"


HA SELEZIONATO I FILM IN CONCORSO


 


Scelti tra i titoli europei dell'ultima stagione cinematografica più apprezzati dalla critica


 


Teatro Tenda del Castello e Palazzo del Cinema di Gorizia, 20 – 29 luglio 2006


 


 


 


            C'è un po' d'Europa e c'è tanta Italia, ci sono il genere thriller e quello della commedia, c'è la regia matura e quella d'esordio, ci sono le storie di fantasia e i temi d'attualità. Ma soprattutto, nei dieci film selezionati per partecipare alla XXV edizione del Premio internazionale alla migliore sceneggiatura cinematografica "Sergio Amidei", ci sono le scritture d'autore dell'ultima stagione cinematografica, le più originali e creative, quelle che non hanno tardato a finire sotto la lente della critica internazionale e a meritare il plauso del pubblico e i premi delle giurie.


Non a caso, a scegliere d'inserirle nel programma che sarà proposto al Teatro Tenda del Castello di Gorizia, dal 20 al 29 luglio prossimi, è stata proprio una giuria composta da cineasti di fama e prestigio e legata ormai da un quarto di secolo alla prima manifestazione cinematografica nata in Italia per premiare la sceneggiatura e i suoi autori. Riuniti a Roma per completare la cernita delle pellicole, i giurati (i registi Mario Monicelli, Ettore Scola e Franco Giraldi, la sceneggiatrice Suso Cecchi D'Amico, lo sceneggiatore Francesco Bruni, peraltro già vincitore dell'edizione '96 dell'Amidei con il film "Ferie d'agosto", e l'attrice Giovanna Ralli, oltre che, da quest'anno, il regista e sceneggiatore Giuseppe Piccioni, a sua volta vincitore dell'Amidei nel 1999 con il film "Fuori dal mondo") hanno scelto in questi giorni l'elenco definitivo che parteciperà alla XXV edizione dell'attesa kermesse estiva. Presenti all'incontro romano anche l'avvocato Nereo Battello, presidente dell'Associazione di cultura cinematografica "Sergio Amidei", che organizza il Premio assieme al Comune di Gorizia e in collaborazione con il Dams Cinema dell'Università di Udine, e il direttore organizzativo del Premio, Giuseppe Longo, oltre a Francesco Donolato e Pierluigi Pintar.


Come di consueto dieci, dunque, i film che saranno proiettati nell'ormai tradizionale eppure invariabilmente suggestiva cornice del Castello. Da "Il Caimano", di Nanni Moretti, già vincitore di 6 David di Donatello e in concorso al 59° Festival di Cannes, a "Romanzo criminale", che di David di Donatello ne ha vinti 8 e che, accanto alla firma di Michele Placido alla regia porta il nome di Giancarlo De Cataldo, autore del libro da cui il film è tratto nonché giudice presso la Corte d'Assise di Roma. E ancora, da "La Terra", maestosa rappresentazione della Puglia di Sergio Rubini, a "Volver", l'ultima fatica di Pedro Almodovar, che con questo ulteriore capitolo alla rassegna di ritratti dedicati alle donne e al mondo femminile ha conquistato ancora una volta il pubblico di Cannes (suo il premio alla migliore sceneggiatura). Nel cartellone anche la firma di Woody Allen, con "Match Point", suo primo film interamente girato in Inghilterra e vincitore del David di Donatello 2006 come miglior film dell'Unione europea. Porta il nome di un attore italiano alla sua prima e già folgorante prova alla regia, invece, il film "Anche Libero Va Bene", girato ma anche interpretato da Kim Rossi Stuart, e scritto, tra gli altri anche da Federico Starnone, figlio di quel Domenico già premiato dagli organizzatori dell'Amidei. Tra gli italianissimi anche l'ultimo di Marco Bellocchio, "Il regista di matrimoni", presentato al 59° Festival di Cannes nella sezione "Un certain regard", e "La guerra di Mario", scritto e diretto da Antonio Capuano, vincitore del David di Donatello 2006 per la migliore attrice protagonista (Valeria Golino). Parla invece la lingua belga dei fratelli Dardenne "L'enfant", sontuoso esempio di cinema-verità premiato con la Palma d'oro al 58° Festival di Cannes. Immancabile, in un programma di cinema d'essay che si rispetti, anche la presenza di una pellicola danese. A occupare la casella è "Le mele di Adamo", di Anders Thomas Jensen.


Soddisfatto dell'importante contributo reso anche quest'anno al Premio dalla sua prestigiosa giuria, il direttore Giuseppe Longo ha definito la rosa dei dieci titoli selezionati "quanto di meglio si potesse trovare sia nelle ultime produzioni del cinema di marca italiana, sia in quelle del resto d'Europea. Con questi presupposti – ha aggiunto Longo – non posso che sperare in un Premio ancora più seguito e apprezzato che in passato, con dieci giornate di tutto esaurito, anche grazie all'arrivo dei cinefili, che, soprattutto tra i giovani e gli studenti, da tutta Italia ci hanno già contattati per prenotare un posto in Castello".