"Un amore di testimone", di Paul Weiland
La prima cosa che salta agli occhi è la scontata, quanto inevitabile, evidente affinità con un altro titolo di questo filone, Il matrimonio del mio migliore amico. In realtà, Un amore di testimone, del film citato, è praticamente la versione al maschile. Una favola paradossalmente intrisa di morale. Il regista pericolosamente volge lo sguardo alla commedia classica americana, ma incrocia mestamente i suoi occhi con i nostri, ancora una volta, tanto moderni quanto stanchi
Patrick Dempsey è il protagonista di questa commedia romantica, nel ruolo di un single per scelta: uno scapolo incallito che disdegna qualsiasi relazione stabile. All’improvviso, però, si scopre innamorato della sua migliore amica (Michelle Monaghan) in procinto di sposarsi. Nominato testimone di nozze farà di tutto per dichiararsi a lei prima che sia troppo tardi. La prima cosa che salta agli occhi è la scontata, quanto inevitabile, evidente affinità con un altro titolo di questo filone, Il matrimonio del mio migliore amico. In realtà, Un amore di testimone è, del film citato, praticamente la versione al maschile. Va però evidenziato che Weiland non ha trovato la stessa brillantezza di P.J. Hogan, (regista, appunto, di Il matrimonio del mio migliore amico), nonostante qualche bella trovata comica e alcune sequenze visive di rilievo girate nelle lande scozzesi. Viene quindi la tentazione di parlare d’altro, magari della presenza devastante, tra gli attori, di Sydney Pollack. Il grande, che pochi giorni fa ha lasciato questo mondo, l’attore/regista che sapeva mostrare le dirompenti tensioni dell’anima e della materia, della tecnica e dell’arte. Ritornando, dopo la deriva, ti ritrovi allora un cinema noto e familiare, che però mai trova la forza e forse la voglia di riscoprirsi e arricchirsi: questa forza avrebbe potuto essere la premessa dell’incontro, della seduzione e dell’avventura. Il cinema più bello è probabilmente quello del/sul ritorno. Ritorno sui propri sentimenti, ritorno sulle proprie convinzioni, anche. Weiland però da la sensazione di non essere sinceramente un grande regista, di trovarsi forse a suo agio solo quando prova a sterzare verso il grottesco. Alla fine, una favola paradossalmente intrisa di morale. Il regista pericolosamente sembra volgere lo sguardo alla commedia classica americana, ma incrocia mestamente i suoi occhi con i nostri, ancora una volta, tanto moderni quanto stanchi.
Titolo originale: Made of Honor
Regia: Paul Weiland
Interpreti: Patrick Dempsey, Michelle Monaghan, Kevin McKidd, Kelly Carlson, Busy Philipps, Jaime Ray Newman, Sydney Pollack
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Durata: 101’
Origine: USA/Gran Bretagna, 2008
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