"14 anni vergine", di Christian Charles

Se il sogno di ogni nerd si realizzasse, probabilmente il fatto di diventare la star del proprio liceo si rivelerebbe essere il peggior incubo della sua vita. 14 anni vergine cerca il suo posto nella commedia indipentente alla Juno, strizzando l'occhio ai freaks di Judd Apatow. Gli manca l'irriverenza, ma non il candore con cui affronta la contraddizione di ogni emarginato: essere rifiutati per quello che si è, oppure essere accettati per quello che non si è?

14 anni vergineWhy won’t you let me go home?
This is the worst trip I’ve never been on.

(The Beach Boys – Sloop John B)

Lo spunto iniziale di Full of It rientra nella categoria delle domande paradossali. Cosa accadrebbe infatti se il sogno di ogni nerd si realizzasse?
Se lo zimbello della scuola improvvisamente diventasse un asso del basket, corteggiato in modo asfissiante dalla ragazza più bella della scuola, con una Porsche parcheggiata nel cortile di casa? Se nel momento cruciale della vita di ogni adolescente americano – la festa di fine anno – venisse baciato davanti a tutti addirittura da Carmen Electra, l’oggetto dei primi pruriti sessuali di tutti i giovani d’oltreoceano?
Come detto nella canzone, questo potrebbe diventare il peggior incubo della sua vita.
Sam ascolta i Beach Boys, è orgoglioso di come il suo vecchio professore di matematica lo chiamasse “il principe dei polinomi” e ovviamente il suo primo giorno di scuola nella grigia Bridgeport, la città in cui si è trasferito da poco, si rivela una disgrazia: nei corridoi del suo liceo non c’è posto per lui, i suoi passatempi ingenui e le sue tranquille cene familiari - in cui i genitori lo trattano ancora un bambino - e i ragazzi più grandi lo umiliano continuamente.
Se non fosse che – diversamente da quanto accadeva a Michael J. Fox in Teen Wolf – Sam ad un certo punto non scopre di essere un licantropo, ma semplicemente che le bugie che cerca di inventare per risollevare la sua condizione di freak hanno la capacità di avverarsi. La sua volontà di potenza non ha più alcun ostacolo, eppure è proprio qui che si rivela la contraddizione del proprio riconoscimento: essere rifiutati per quello che si è, oppure essere accettati per quello che non si è? Certo, gli sceneggiatori hanno anche la mano pesante, ed è un peccato che l'allusività resti ferma alla facile metafora di un'immagine riflessa da uno specchio rotto.
E’ però qui il grande scarto tra lui e il suo collega degli anni Ottanta: se lì il protagonista cercava di integrarsi nel mondo ostile guadagnandosi la legittimazione con la rinuncia alla sua metamorfosi, qui invece Sam risponde presto al peso della popolarità solo con il desiderio sempre frustrato di tornare un emarginato, vivendo la sua condizione di star della scuola come un tunnel dell’orrore dal quale è quasi impossibile fuggire. Come se non ci fosse più la possibilità di un compromesso (a meno che non sia nel sorriso e nello sguardo di Annie, la ragazza dai capelli rossi che condivide la sua apatia), non gli resta altro che rimpiangere le vessazioni di un tempo.
Pieno di un piacevole gusto surreale, in anticipo rispetto a Juno (il film è stato distribuito negli Stati Uniti nel 2007), l'opera dell'esordiente Christian Charles ha i tratti tipici del racconto di formazione, e cerca di inserirsi dietro al nuovo filone della commedia americana sorto sotto il segno di Judd Apatow e di Daria, la fortunata serie animata di Mtv, che hanno reso il nerd e le sue manie asociali una nuova e prolifica maschera comica: a Sam manca l’irriverenza dei suoi colleghi si SuXbad, la sua maturazione viene appesantita da eccessivi riferimenti retorici, tra cui un’ennesima citazione del nume tutelare Thomas Jefferson, ma non gli fa difetto il candore con cui accetta il piacere della diversità, concedendosi ai riconquistati sberleffi dei suoi coetanei come alla più piacevole delle gratificazioni, ad una perentoria affermazione della propria personalità.

 

 

Titolo originale: Full of It

Interpreti: Ryan Pinkston, Kate Mara, Teri Polo, Carmen Electra, John Carroll Lynch, Garth Merkeley
Distribuzione: Videa CDE/Warner Bros Italia
Durata: 93'

Origine: USA/Sudafrica/Italia, 2007

 

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