VENEZIA 66 - "Valhalla Rising", di Nicolas Winding Refn (Fuori Concorso)
Il film finisce per non avere un'anima, indeciso tra lo sporcarsi appieno nel fango e nelle budella delle storie dei suoi eroici e spietati vichinghi, e il trasfigurare i vichinghi stessi in problematiche figure allegoriche che si interrogano sulla vita, la morte, la perdizione e il paradiso. Ma forse il senso sta proprio in questo vagare, una serie di tentativi di venire fuori dalla fitta nebbia, girando in cerchio senza alcuna possibilità né di uscita, né di reale entrata o passaggio
Nicolas Winding Refn continua nel suo personale percorso attraverso l'utopia di un blockbuster 'd'autore', che possa unire una certa attrattiva di cinema 'virile' ad un trattamento dell'immagine che sembra inserirsi appieno nelle problematiche della cinematografia danese (il fascino della violenza primordiale, i crucci cristologico-religiosi, le arcaiche questioni 'morali'): ma dalla trilogia del Pusher che lo ha fatto diventare il Piccolo Giove di un raccolto Olimpo di Adorazione, al progetto di questo Valhalla Rising, Refn pare aver volutamente rarefatto la indiscutibile potenza del suo stile verso un'astrazione che unisce un kitsch abbastanza pacchiano a diverse pretenziosità spesso irritanti. Come esempio simile viene in mente il recente Mongol di Bodrov, ma Refn si spinge ancora oltre, imbastendo la vicenda del guerriero muto e con un occhio cieco One-Eye, che come un Caronte minaccioso e letale traghetta un manipolo di vichinghi cristiani verso un Inferno di morte, deliri e violenza. La pellicola pare vista attraverso gli occhi del suo protagonista, e dunque è per larga parte silente, affidata al fascino di una fotografia desaturata in mezzo a cui si stagliano queste figure arcane e mastodontiche - fascinazioni visive spesso interrotte da sequenze di lotta particolarmente crude e concitate, e da frammenti 'onirici' affidati a tutta una serie di manipolazioni del colore degli elementi nel quadro, e sottolineati dal volume crescente della frastornante colonna sonora elettronica, completamente assente dalla sezione 'contemplativa' della pellicola. Così com'è, il film finisce per non avere un'anima, indeciso tra lo sporcarsi appieno nel fango e nelle budella delle storie dei suoi eroici e spietati vichinghi, e il trasfigurare i vichinghi stessi in problematiche figure allegoriche che si interrogano sulla vita, la morte, la perdizione e il paradiso. Ma forse il senso finale dell'operazione sta proprio in questo vagare senza un senso apparente, una serie di tentativi di venire fuori dalla fitta nebbia scanditi dal progredire dei capitoletti in cui il film è diviso, girando in cerchio senza alcuna possibilità né di uscita, né di reale entrata o passaggio attraverso un Cinema che sembra aver fatto della sua vocazione all'emblematicità la condanna definitiva a restare cristallizzato in una posizione di mezzo, inestricabile.
Sono presenti 5 commenti
-
"Il cinema non è per tutti"? Ma chi è sto "cretino" che decide di chi è e per chi è il cinema? Il cinema è di tutti e per tutti, esattamente come questa rivista che permette a tutti di fare i propri commenti senza filtri (registrazioni, ecc..) come invece fanno la maggior parte dei siti. Ma leggendo commenti come questi a noi lettori viene voglia, ogni tanto, di leggere una Sentieriselvaggi meno liberataria....
Inviato da Lino Sannuzzi il 28/11/2010 -
P.S.: facile parlare con le definizioni di Wikipedia eh? Eheheheheh.
Inviato da Michele Centini il 28/11/2010 -
Allora cos'è importante? Nel cinema italiano nulla. Non si può pretendere che Valhalla Rising debba necessariamente essere capito. Io non l'ho capito. Se è per questo non ho capito nemmeno grandissimi film come Tropical maladay di Weerasethakul ei film magnifici dei fratelli Qauy. Ma non c'è niente da capire. Molti non hanno capito Valhalla Rising, neanche Bruno Fornara di Cineforum. Il cinema non è per tutti. Funziona così. Ma lei ha visto il film?
Inviato da Michele Centini il 28/11/2010
Cerca nel sito

Articoli correlati
- michael fassbender
- jessica chastain
- cinema americano
- david fincher
- woody allen
- matt damon
- DVD
- brad pitt
- cinema spagnolo
- Sean Penn
- nanni moretti
- venezia 67
- horror
- hbo
- cannes 64
- Kate Winslet
- oscar
- Johnny Depp
- Festival di Roma
- cinema UK
- george clooney
- cinema orientale
- david cronenberg
- clint eastwood
- james franco
- Corso Salani
- Cannes 65
- torino 29
- Jafar Panahi
- trailer
- cannes 2011
- 3D
- cinema giapponese
- robert de niro
- Isabelle Huppert
- venezia 68
- leonardo di caprio
- cinema italiano
- cinema indipendente
- cinema francese
- film tratti da libri
- torino film festival 28
- marion cotillard
- serie tv
- animazione
- documentario
- ben affleck
- Martin Scorsese
- joaquin phoenix
- steven spielberg
News
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova






