GIFFONI 41 – “Submarine”, di Richard Ayoade


Prodotto da Ben Stiller e diretto dal regista del videoclip cult di Fluorescent Adolescent degli Arctic Monkeys, Submarine è un esordio che tenta un incrocio non troppo campato in aria tra la libertà stilistica e gli stilemi formali del free cinema inglese, e vertiginosi omaggi scopertissimi alla nouvelle vague francese. Canzoni originali realizzate per l'occasione da Alex Turner, e caratterizzazioni grottesche di Sally Hawkins, Noah Taylor, e il ritrovato Paddy Considine

Ok, ecco un altro talentone del mondo dei videoclip che esordisce nel lungometraggio con un’opera strabordante di trovate e di passione per il cinema, un film piccolo piccolo tutto tenerezza e imbarazzati, goffi amori adolescenziali. 34enne londinese, Ayoade tenta un incrocio non troppo campato per aria tra la libertà stilistica e gli stilemi formali del free cinema inglese, a cui rimanda chiaramente per costruzione delle inquadrature e respiro delle sequenze e della recitazione, e vertiginosi omaggi scopertissimi alla nouvelle vague francese (il poster di Frank Costello Faccia d’Angelo nella stanzetta del giovane protagonista, una colonna sonora che pare rimandare a Le Due Inglesi, un remake appassionato della celebre sequenza finale dei 400 colpi, Yasmin Paige con look a la Anna Karina): se il risultato definitivo è sicuramente pervaso da una contagiosa sincerità e da un esplicito afflato sentimentale, il pericolo dell’ennesimo esercizio di stile da parte dell’ultimo primo della classe arrivato sembrerebbe da queste righe comunque dietro l’angolo.
Ma Submarine vanta tra i produttori l’apporto fondamentale di Ben Stiller, che fa virare pesantemente il progetto nei territori del cinema familiare strampalato, sgangherato e profondamente umano degli amici Wes Anderson e Noah Baumbach: oltre al crepuscolarismo pastello della storia minima dell’amore tra due quindicenni sfigati, intellettuali e solitari, ne portano il chiaro segno le caratterizzazioni grottesche dei personaggi adulti, la grigia coppia di genitori interpretata da Noah Taylor e Sally Hawkins, strepitosi, e la macchietta del vicino di casa santone mistico che il ritrovato Paddy Considine azzanna con circonvoluzioni comiche non lontane dal lavoro che sul personaggio avrebbe svolto lo stesso Stiller.
Inoltre, a dire della sostanziale onestà di Ayoade vanno portate a testimonianza le numerose, sorprendenti regie per i videoclip, alcune delle quali già inequivocabilmente pervase da un genuino amore cinefilo: è il caso del bellissimo video di Fluorescent Adolescent firmato per gli Arctic Monkeys, potente brevissimo action dai chiari toni seventies, dell’omaggio agli horror delle origini ideato per i Kasabian di Vlad the Impaler, e della malinconia eighties richiamata con ironia per i Super Furry Animals e il video della loro Run Away.
Le canzoni del film, molto belle, sono firmate dal frontman degli Arctic Mokeys, Alex Turner – per la band, Ayoade ha diretto diversi videoclip e ha curato la regia del dvd del Live at the Apollo.


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