"Controvento", di Peter Del Monte

Questo è un film triste, come molto spesso lo è la vita. E, lo ammettiamo, non è neanche bello, come del resto troppe volte non lo è anche la vita. E’ chiuso in se stesso, introverso, quasi ossessivo nel suo tentativo di dar voce, dar “aria” alla disperazione. E poi manca del tutto di ironia, di quella “leggerezza” un po’ surreale che ci aveva fatto amare Compagna di viaggio, merito anche dello strano attrito che i personaggi-corpi di Asia Argento e Michel Piccoli riuscivano a creare. Qui invece sembra di stare nei film degli anni settanta, quelli cupi e senza speranza, con atmosfere grigie e nere, personaggi perduti e irrimediabilmente senza più alcun futuro.
Eppure, in un contesto cosi inaccettabile per lo “sguardo moderno” (?),Controvento sembra quasi paventare la necessità di un passo indietro della visione, di un passo indietro dell’ascolto, nell’attenzione verso gli altri. E pare come voler mostrare non tanto i personaggi, colti in flagrante negli attimi disperati delle loro assurde vite quotidiane (le nostre?), non tanto le loro storie, così banali, così insensate e capricciose, e neppure la desolazione del paesaggio che li contiene, in quella Torino così secca e senz’anima che pare una metropoli astratta, quasi senza volto; quello che invece ci mostra con efficacia e senso Controvento è quel qualcosa che c’é (ogni tanto) tra le persone, quello spazio “pieno”, quell’indescrivibile segno dell’essere, del tentativo, più che di comunicare, di esistere con gli altri. E allora ecco donne che rincorrono uomini sbagliati, e donne rincorse dagli uomini sbagliati. Ecco incontri su panchine desolate, ma solcate da un pallido sole invernale. Ecco camere da letto spoglie, ecco rapporti sessuali che tentano (invano) di mimare l’amore, come fosse una canzone, da cantare a squarciagola, nella quale scaricare tutta la propria dannata e insopprimibile voglia di vivere.
Sembrano tre fantasmi i personaggi di Fantastichini della Buy e della Golino in Controvento, fantasmi che giocano tra loro, che si incrociano, scambiano ruoli, si sfiorano, provano a condurre un tentativo di vita sensata. Ma è come se questo senso, questa strada verso un qualsivoglia domani, fosse franata, come se l’attuale eccesso di comunicazione planetaria avesse ricondotto gli umani all’impossibilità di una comunicazione vera. Perciò il film di Del Monte, che certo non è “bello”, ma è sincero e magnifico in questa sua esibita sfrontatezza di ammissione del delirio del vivere, ci appare come una meteora impazzita, in mezzo a un cinema presuntuoso e arrogante, che “abusa” di ciò che parla, e usa le persone, le storie i personaggi e persino gli attori come veicoli per commercializzare il loro cinema fottutamente “d’autore”. Qui siamo da un’altra parte. E filmare ciò che sta tra le persone (che diavolo sarà, oggi?) è qualcosa da ammirare, per il coraggio e la follia di una simile ricerca inattuale (contromoda, controtendenza...controvento...).

Regia: Peter Del Monte
Sceneggiatura: Gloria Malatesta, Claudia Sbarigia, Peter Del Monte
Fotografia: Saverio Guarna
Montaggio: Simona Paggi
Musica: Paolo Silvestri
Scenografia: Tommaso Bordone
Costumi: Metella Raboni
Interpreti: Margherita Buy (Clara), Valeria Golino (Nina), Ennio Fantastichini (Leo), Stedania Marsale (Teresa), Rosaria Caracciolo (Agente)
Produzione: Andrea De Liberato, Carlo Pontesilli, Peter Del Monte per Poetiche Cinematografiche e Controvento Film
Distribuzione: Istituto Luce
Durata: 98'
Origine: Italia, 2000

 

 

IL TRAILER DEL FILM

 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa