SOL LEVANTE - Il fantastico mondo di Paul

Dal celebre Studio Tatsunoko un classico dell'animazione seriale per ragazzi, dotato di grande forza immaginifica e poetica, capace di dosare in maniera equilibrata l'intento pedagogico della storia.

Nina e Paul nel Mondo delle Meraviglie

Gli anime indirizzati a un pubblico prevalentemente infantile rappresentano un terreno poco esplorato, complice anche un doppio pregiudizio che, almeno in Italia, li ha sempre relegati ai margini: da un lato si pongono infatti i denigratori che accusano i cartoons giapponesi di essere indirizzati principalmente verso storie "forti" dal versante visivo e tematico; dall'altra parte della barricata invece c'è il pubblico degli appassionati che ritiene poco appetibile un anime pensato per i giovanissimi. Alla luce di queste considerazioni risulta dunque molto interessante notare il rispetto che circonda invece una serie tv come Il fantastico mondo di Paul (in originale "Paul no miracle daisakusen" ovvero "Le battaglie miracolose di Paul"), creata nel 1976 e giunta in Italia a partire dal 1980.

Il racconto si dipana a partire dall'indole romantica e sognatrice del protagonista Paul, un bambino che nel giorno del suo decimo compleanno riceve in regalo l'orsacchiotto Pakkun: questi si rivela essere un folletto che schiude a Paul e alla sua amica Nina le porte del Mondo delle Meraviglie, un regno incantato e fantastico, composto da differenti reami pieni di strane creature e invenzioni magiche. Sfortunatamente Nina viene rapita dal crudele demone Belt Satan e Paul si ritrova dunque costretto a un continuo andirivieni tra il nostro mondo e quello delle meraviglie: il primo obiettivo è ovviamente quello di intraprendere una serie di azioni di recupero ma, una volta ritrovata l'amica, l'intento finale resta quello di sconfiggere definitivamente il pericolo rappresentato dal demone.

Dal Paese dei Dolci a quello degli Scheletri, ogni branca del fantastico sembra ritrovarsi negli universi compresi nell'altrodove meraviglioso immaginato dagli autori (il regista Hiroshi Sasagawa e il produttore Ippei Kuri), che pescano abilmente da un immaginario occidentale, omaggiando molti classici della letteratura per ragazzi, dal più scontato "Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carroll al "Pinocchio" di Collodi fino ai classici cartoon della Disney. Il tutto è comunque amalgamato con una cifra delirante squisitamente nipponica, che riesce a non far apparire eccessivamente pedante l'intento pedagogico della storia, anch'esso ossequioso di quella "morale" tipica delle favole: il Mondo delle Meraviglie e in particolare il pericolo rappresentato da Belt Satan riflettono infatti il Male presente nel nostro mondo, anche se trasfigurato in chiave fantastica.

Per questo motivo non soltanto le avventure di Paul si dipanano spesso a partire da un evento molto concreto (un litigio con un compagno, un rimprovero del genitore) ma nella prima puntata Belt Satan spiega in maniera evidente che per apprezzare il Bene è necessario comprendere il Male: dunque la sua presenza sta lì a rovesciare l'immagine idilliaca di un mondo perfetto sempre agognato dal sognatore Paul nei suoi sogni di bambino ancora ingenuo.

E che il mondo non sia perfetto appare evidente dal progressivo isolamento che il protagonista deve scontare di fronte ai membri della cittadina costiera dove vive: accusato di essere il responsabile della sparizione di Nina, Paul non viene creduto quando spiega l'esistenza del Mondo delle Meraviglie, e capisce suo malgrado di dover fare affidamento principalmente su se stesso e sulla verità che solo lui conosce. Il che già introduce degli elementi di drammaticità che intervengono a contrappuntare la gaiezza apparente della storia, fatta di colori sgargianti e di figure morbide e piacevoli (l'orsetto Pakkun sembra precorrere i celeberrimi Pokémon).

L'impianto favolistico della storia si estrinseca dunque in una continua girandola di situazioni inventive, dove anche i toni del racconto si amalgamano in modo intelligente passando senza soluzione di continuità dal divertito al drammatico, con punte anche blandamente orrorifiche. Le vere pecche il cartoon le evidenzia dal versante tecnico perché l'animazione è alquanto povera e di conseguenza l'afflato delirante e libero della serie ne risulta impoverito. Anche la struttura episodica è eccessivamente rigida: ogni puntata si apre infatti su un piccolo caso che coinvolge Paul, poi catapultato nel Mondo delle Meraviglie, impegnato a salvare Nina, salvo essere infine battuto da Belt Satan e costretto a tornare a casa prima che il passaggio fra gli universi paralleli si chiuda. Da questo punto di vista bisogna ammettere che forse sarebbe stato meglio tentare la carta del lungometraggio o della miniserie e chissà che un giorno un eventuale remake non giunga a esplorare compiutamente le ottime potenzialità della serie, per il resto comunque in grado di risultare divertente, poetica e capace di veicolare emozioni contrastanti. Una nota di merito va anche alle ottime musiche di Shunsuke Kikuchi che cercano di correlarsi agli stati d'animo di volta in volta evocati dalle diverse situazioni che coinvolgono Paul, Pakkun e il cane antropomorfo Doppe.

 

Lo Studio Tatsunoko

Il fantastico mondo di Paul fa parte di un pacchetto di titoli che hanno reso celebre la casa di produzione Tatsunoko, una factory fondata da Tatsuo Yoshida e che nel 2005 ha festeggiato i 40 anni di vita. Nel corso degli anni settanta la Tatsunoko ha saputo imprimere un marchio personale alle sue produzioni attraverso uno stile visivo immediatamente riconoscibile (noto non a caso come lo "stile Tatsunoko"), fatto di tratti morbidi, colori molto vivi e figure leggermente deformate e per questo molto cartoonesche. In alcuni titoli si palesano anche alcune curiose invenzioni visive, come dei passaggi psichedelici che nel caso de Il fantastico mondo di Paul, risultano evidenti nel momento in cui i protagonisti passano dal nostro mondo a quello delle Meraviglie. L'unicità delle produzioni Tatsunoko è evidente anche nella capacità dimostrata dallo staff di inventare veri e propri generi, come quello comico-fantascientifico delle "Macchine del tempo" (anche note come "Time Bokan") che comprende serie quali Yattaman (1977) e Calendarman (1981) o quello dei supereroi come Kyashan (1973), Gatchaman (1972), Hurricane Polymar (1974), che hanno goduto anche di più recenti remake. Più in generale le storie create da questo celeberrimo Studio sono ricordate come allegre e solari (basti pensare al celeberrimo Gigi la trottola, del 1981) ma in realtà il catalogo è molto vario e tocca tutti i generi, sempre con un'impronta molto personale. Ad esempio l'inflazionato filone dei robot è stato rivisitato con gusto grottesco (il poco riuscito Godam, 1976) o con una felice ibridazione con la space opera (Gordian, 1979) sfociata poi nella creazione della serie più rappresentativa  degli anni Ottanta ovvero Macross/Robotech (1984). Né mancano nel catalogo della casa lunghe epopee drammatiche come quella della celeberrima Ape Magà (1970) in cerca della sua mamma o il pluricensurato Rosa Alpina - Alpen Rose (1985). La predilezione per le favole è infine manifestata anche da una celebre e lunga serie dedicata al nostro Pinocchio (Le nuove avventure di Pinocchio, 1972), trasmessa con grande successo anche in Italia.

 

Il DVD

I 50 episodi che compongono la serie animata de Il fantastico mondo di Paul sono in corso di pubblicazione in DVD per Dynit. Dieci le uscite previste, con il box raccoglitore limitato e numerato allegato al primo volume. L'edizione è ben curata, il restauro ha infatti permesso alle tinte di riacquistare la loro vivacità e il quadro (eccezion fatta per i primi attimi della sigla di testa) non presenta spuntinature o danni. Il che permette alla storia di riacquisire tutta la propria capacità immaginifica. L'edizione italiana è quella d'epoca, con la sigla di Patrizia Pratella e il doppiaggio di sempre, in molti punti purtroppo infedele al dettato originale e in generale caratterizzato da un tono troppo infantile che appesantisce la narrazione: si consiglia di visionare la serie nella versione originale avvalendosi dei sottotitoli, fortunatamente basati su una traduzione fedele. La codifica audio è in Dolby Digital dual mono anche se il livello di registrazione è buono e permette di comprendere appieno quanto accade nonostante la non più verde età delle piste originali.

Per ciò che riguarda gli extra il primo volume risulta privo del trailer italiano pubblicizzato sulla fascetta mentre troviamo le schede dei personaggi e dei vari mondi, la sigla giapponese  e quella italiana in versione karaoke. Chiudono gli immancabili trailer dedicati alle ultime novità del catalogo Dynit.

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