La musica del cuore, di Wes Craven

Ci sono ogni tanto dei film da riscoprire. Poco considerati all’epoca della loro uscita, snobbati anche dai fans dello stesso Craven e poi caduti nel dimenticatoio. La musica del cuore è uno di questi. Può apparire quasi una pellicola anomala nella filmografia del regista, un esempio di quei film dove un regista si mette al servizio della protagonista, Meryl Streep, che in questo caso ha avuto la nomination all’Oscar. Realizzata dal secondo e il terzo Scream, può qiindi apparire come una stasi momentanea. Niente di più falso.

La musica del cuore è un film maiuscolo, profondamente inabissato nei tormenti del cinema di Craven. Tanto è vero che lo stesso regista aveva dichiarato che avrebbe diretto Scream 3 solo se gli lasciavano realizzare questo progetto.

Alla base c’è il documentario Small Wonders, realizzato nel 1995, e la storia vera dell’insegnante di violino Roberta Guaspari. Lasciata dal marito, con due figli da crescere, cerca lavoro come insegnante di violino in una scuola multietnica di East Harlem. Gli inizi sono difficili. Poi, dieci anni dopo, gli studenti sono triplicati. Vengono però tagliati i fondi per il suo insegnamento e Roberta viene licenziata. La donna non si da per vinta e riesce ad organizzare un grande concerto di beneficienza alla Carnegia Hall a Manhattan.

la musica del cuore meryl streep gloria estefanApparentemente, La musica del cuore sta al cinema di Wes Craven come Una storia vera sta a quello di David Lynch. Curiosamente, entrambi sono stati realizzati nel 1999. In realtà i segni dell’opera del regista sono disseminati nel modo in cui viene filmato il nuovo appartamento dove va a vivere Roberta (con quasi squarci di La casa nera), nella figura inquietante della madre della protagonista interpretata da Cloris Leachman e soprattutto proprio negli occhi truccati di Roberta. Apparentemente insegnante modello, il volto della Streep diventa un’altra maschera icona-horror. Le sue gonne lunghe come la maglietta a righe di Freddy Kruger. E soprattutto il suo sguardo nasconde un’altra creatura mostruosa. Meryl Streep ha sostituito all’ultimo Madonna che ha avuto dei dissidi con Craven e ha messo in atto il Metodo imparando a suonare un concerto per violino di Bach. Ma sono i suoi occhi fuori dal Metodo. Novella Bette Davis, che subisce mutazioni nel corpo nel corso del tempo, tratta gli alunni come un’aguzzina. Il modo in cui sposta una bambina con una protesi alla gamba, mortifica un alunno che fa casino, l’insistenza e la perenne insoddisfazione nei confronti delle loro esecuzioni, ne fanno una delle più raffinate incarnazioni del Male del cinema di Craven.

la musica del cuore meryl streepPoi però, oltre alla trasformazione, c’è il personaggio vero. Che Craven ama sinceramente e che segue nel suo dolore e nei continui tentativi di riscatto. Un film sulla musica che è circondato da cantanti e musicisti a cominciare da Gloria Estefan nei panni della collega che stringe per prima amicizia con lei e che per l’occasione ha cantato la bellissima canzone omonima per passare a Isaac Stern, Itzhak Perlman e Mark O’Connor. Un film che ha davvero dentro la ‘musica del cuore’ nel modo in cui la filma. Ma soprattutto ha quei puri slanci mélo che forse sono insieme la sfida e il desiderio di Craven: il litigio del figlio maggiore con la madre che butta il violino a terra prima di abbracciarla assieme al fratello, l’impercettibile pacca sulle spalle al padre della bambina che si sta separando e l’immagine di Roberta che, sola in casa, sta guardando La vita è meravigliosa di Frank Capra, amplifica tutto il respiro di un cineasta che poteva dirigere qualunque tipo di film. Non è vero, come si è visto, che questo è l’unico film al di fuori dell’horror che ha girato. Abbiamo qui dimostrato il contrario. Però è vero che è il suo unico melodramma. Ed è straordinario.


Titolo originale: Music of the Heart

Regia: Wes Craven

Interpreti: Meryl Streep, Aidan Quinn, Angela Bassett, Gloria Estefan, Cloris Leachman

Durata: 126′

Origine: Usa 1999

Genere: drammatico

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