2:22 – Il destino è già scritto, di Paul Currie

Una pretenziosa cornice mistica racchiude la storia d’amore di Dylan e Sarah, unico fulcro narrativo di senso in quello che è un prodotto privo di entusiasmo. Con Michiel “Daario” Huisman

L’universo e il destino sconvolgono la vita del metodico Dylan, controllore di volo che durante un imprevisto sul luogo di lavoro viene accecato da una forte luce capace di aprire il suo sguardo ad eventi fuori dall’ordinario, in una ritmica sequenza che, giorno dopo giorno, lo porterà alla ricerca di un chiarimento per se stesso e per salvare il rapporto con la sua compagna Sarah, coinvolta in questi strani giochi del fato.

Se lo scrittore Nicholas Sparks decidesse un giorno di far approdare le sue consuete storie d’amore in un’atmofera thriller sci-fi probabilmente il risultato avrebbe molto a che fare con quest’ultimo lavoro dell’australiano Paul Currie. Infatti 2:22 – Il destino è già scritto sembra voler attirare il pubblico presentandosi con toni vagamente seri e di spirito mistico-scientifico, una chiave che si rivela quasi subdola contaminazione a quello che è il reale intento della pellicola: dare spazio al divo prestante di turno (Michiel Huisman, noto per il ruolo di Daario nel serial Game of thrones) in salsa sentimentale. Accanto al muscoloso e monotematico Dylan troviamo Sarah che, interpretata da Teresa Palmer, dimostra una chiara ispirazione stilizzata ad Amy Adams: i due affrontano il loro travagliato destino tra dinamiche surreali e contorni di alta banalità, arricchendo il loro legame in un saldo vincolo che si conclamerà in un finale lontano dalla benchè minima audacia narrativa.

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E se la cornice messa in piedi da Currie si sforza di dare un’impronta fantascientifica al contesto, richiamando specchi di mistica trascendenza con intrecci universali, questa si rivela effimero e blando pretesto nell’intento reale di fornire allo spettatore un tedioso rapporto emotivo-sentimentale, degno del peggior mainstream per cuori solitari. Un messaggio ben chiaro e dimostrato da un’alternanza di fatti che sfiorano l’assurdo senza una vera ricerca di fondo, in un mare di scusanti pseudo scientifiche costruite con palpabile noncuranza. Un ritmo flessibile e sicuramente più attento ne permette la visione senza eccessivi accenni di fatica ma a poco serve per tenere a galla una storia che fa acqua da tutte le parti, variegata solo da echi di note pellicole precedenti sul tema che generano il bisogno di essere revisionate per dimenticare l’approccio ad un prodotto che più che scadente appare come platealmente scaduto.

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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Titolo originale: 2:22
Regia: Paul Currie

Interpreti: Michiel Huisman, Teresa Palmer, Sam Reid, Maeve Dermody, Remy Hii, Simone Kessell
Origine: USA, Australia, 2017
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 98′

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