A Toronto applausi per Amelio

Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival, Il primo uomo di Gianni Amelio ha raccolto il plauso del pubblico e ha entusiasmato la critica. Girato interamente in Algeria e prodotto dal francese Bruno Peséry, il film ha una piccola coproduzione italiana, con Rai Cinema e Cattleya.

Intervistato da Giovanna Grassi per Il Corriere, il regista spiega così la sua scelta del festival canadese: "Il primo uomo non è un film italiano se non per la mia nazionalità: è stato girato in Algeria, ha bisogno di un mercato internazionale e Toronto è un modello di festival del presente e del futuro, con una collocazione internazionale. Non in un microcosmo, ma in una intera metropoli che partecipa con immenso amore alla gioia del cinema".

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E ancora, sull’ambientazione del film: "Camus prese nella sua vita posizioni sulla libertà da ogni forma di colonialismo dell’Algeria, dove era nato poverissimo da una madre analfabeta e dove aveva potuto studiare grazie all’aiuto della nonna […] Nell’Algeria del film ho ricostruito in fondo la mia Calabria povera del dopoguerra anni '50-'60, le radici di una violenza terroristica che chiedeva un’Algeria libera. 'La Francia è bella – dice l’anziana Catherine al figlio che ritorna – ma non ci sono gli arabi': questa frase sintetizza due culture, due mondi in cerca di unione […] Considero il libro di Camus, e anche il mio film, un atto d’amore e di speranza internazionali come uomo, cittadino e cineasta". (fonte: Corriere della Sera)

(news a cura di www.cinemafrica.org)

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