Back To Front – Peter Gabriel Live in London, di Hamish Hamilton

Ti volti indietro e segni che Peter Gabriel c’è: nell’epoca d’oro del rock, del progressive, del concept album; nella fondazione dei video musicali e della Music Television; nei grandi successi da stadio e nelle tournée mondiali degli anni ’80; nelle colonne sonore delle pellicole di Alan Parker e Martin Scorsese; nei duetti inter-stellari con Kate Bush e Sinéad O'Connor; nella nascita e diffusione della world music con l’etichetta Real World e il WOMAD. E poi ritorni al presente e segni che lui è ancora qua, con l’introduzione di quest’anno nella Rock & Roll Hall of Fame e Back To Front – Peter Gabriel Live in London, il film-concerto in uscita per tre giorni di programmazione speciale.

 

Girato all’O2 Arena di Londra il 21 e 22 ottobre scorsi, è il documento sonico e visivo del tour che partito due anni fa celebra il venticinquennale dell’uscita di So, l’album che ha lanciato nelle vette stratosferiche delle classifiche e del successo mondiale la carriera solista di Peter Gabriel. Dopo i baccanali e le maschere e le architetture dei Genesis, all’apice e alla fine delle peregrinazioni mondiali di The Lamb Lies Down On Broadway, nella primavera del ’75 Gabriel lascia il gruppo inglese e si lancia nella nuova folle corsa della sua vita. Con quattro album auto-titolati alle spalle (o per i puristi-completisti, Car, Scratch, Melt, Security), un live (Plays Live) e la colonna sonora per il Birdy di Alan Parker, Gabriel nel 1986 rilascia So, che abbatte charts e awards: Sledgehammer e il video di Sledgehammer, Don’t Give Up e il duetto con Kater Bush, le cinematografiche Mercy Street e In Your Eyes, Big Time e il video di Big Time.

 

Il tour iniziato a settembre 2012 e che ha toccato fino a questo mese ventiquattro nazioni, non è soltanto l’anniversario del venticinquennale di So quanto il tentativo nostalgico (ed economico) di riafferrare quello spicchio di tempo: la riproposizione dell’album non è data soltanto dall’esecuzione di tutte le sue nove tracce – con l’aggiunta di altre grandi hit come Shock the Monkey, Games Without Frontiers, Diggin in the Dirt –, ma dalla reunion della vecchia gang al completo, Manu Katché, Tony Levin, David Rhodes e David Sancious. E nella classica prassi gabrieliana tutto questo è di prima grandezza: dalla cornice dell’arena londinese alla fotografia di Brett Turnbull e la regia di Hamish Hamilton – reduce da un trennio da sbornia con la direzione televisiva delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Londra, degli ultimi due Super Bowl Half-Time Show, degli MTV’s VMA 2013 e degli Oscar 2014. Prodotto dalla Dune+Dusted, Real World e Eagle Rock Productions, il film-concerto è in definitiva una mostrazione tout court di Peter Gabriel, con gli stilemi e le ossessioni che lo hanno ingabbiato e liberato per tutta la sua vita e che possono essere ricostruite attraverso le movenze, i particolari scenici, la stessa scaletta dell’esibizione londinese. Così abbiamo il vestiario à la Peter Gabriel – qui però ridotto ai minimi termini –, l’ossessione per la tecnologia, l’impegno umanitario e politico, il rapporto familiare con la band, l’estrema consapevolezza della musica e dello show che si va a fare.

 

97’ minuti che scorrono accanto alla performance di Gabriel e della sua gang, attaccati, con quasi nessun spiraglio per il controcampo del pubblico, per le mani alzate e i visi stupefatti. Scelta che appiattisce i volumi e la profondità dello show, tutto tarato ed etero-diretto dal palco, frutto delle scelte “istituzionali” di Hamilton, che filma sempre e comunque in funzione della star, della scenografia, della performance e mai del pubblico e di quello che sta attorno – frutto del suo ingombrante passato e presente da award shows director. Ma in alcuni momenti, lampi, la bidimensionalità si spezza e viene invasa dal davanti, dal passato, e Peter Gabriel canta e balla Solsbury Hill e le immagini di un presente del 2013 si alternano con quelle del tour del 1986 e del Secret World Live del 1994, il palco ridiviene a forma di “O” e di nuovo “Grab your things, I've come to take you home”.

 

 

Titolo originale: Back To Front – Peter Gabriel Live in London

Regia di: Hamish Hamilton

Origine: Gran Bretagna

Distribuzione: Microcinema

Durata: '97