BERLINALE 58: "Tropa de elite" vince a sorpresa l'Orso d'oro

E’ un verdetto a sorpresa. Ad essere generosi, discutibile. Ad essere onesti, ingiusto, quasi scandaloso. Tropa de elite, il film del brasiliano José Padilha, ha vinto l’Orso d’Oro della 58° Berlinale. Restano così a mani vuote There Will Be Blood di Paul Thomas Anderson che si deve accontentare dell’Orso d’Argento per la miglior regia e Happy Go-Lucky di Mike Leigh che ha visto premiata soltanto l’interprete femminile, la bravissima Sally Hawkins. Niente premi all’Italia per Caos calmo di Antonello Grimaldi e Feuerherz di Luigi Falorni.

Le voci alla vigilia si rincorrevano in maniera confusa, ma sembrava sin dall’inizio che nessuno potesse togliere il massimo riconoscimento al film di Paul Thomas Anderson. Ci si poteva anche attendere una sorpresa ‘nazionale’, come quella all’irritante Kirschblüten – Hanami, di Doris Dörrie

C’è da dire che il livello del concorso di questa edizione è stato complessivamente di livello medio tendente verso il basso. Però non sono mancati i film che potevano essere premiati. L’edizione del 2008 poteva essere l’anno giusto per il riconoscimento di un grande cineasta come il coreano Hong Sangsoo con il suo immenso Night and Day e poteva essere anche un’occasione per i nostri distributori di farlo conoscere in Italia. Clamorosa anche l’esclusione dai premi finali del bellissimo Sparrow di Johnnie To, un perfetto teorema geometrico del cinema d’azione con frammenti quasi musical da brividi e dell’ottimo Kabei del giapponese Yoji Yamada.

La giuria presieduta da Costa-Gavras ha invede deciso di scegliere il cinema d’impegno civile con un occhio anche alla dimensione spettacolare, privilegiando, come è già avvenuto in passato, un cinema di contenuti. Di Tropa de elite pensiamo che ci dimenticheremo abbastanza presto. Lascia anche piuttosto sconcertati il premio per il miglior attore.  Nessuno nega l’indubbia bravura a Reza Najie, vincitore per The Song of Sparrows dell’iraniano Majid Majidi. Ma negare il premio a un mostruoso Daniel Day-Lewis (sulla stampa tedesca qui a Berlino, dopo la proiezione del film di Anderson, c’è chi ha parlato addirittura di prova epocale da parte dell’attore) ma anche a Nanni Moretti per Caos calmo appare quantomeno un’ altra forzatura di questo verdetto. L’unica decisione che ci trova d’accordo è quella, oltre al premio per la miglior attrice, di assegnare il Gran Premio della giuria a Standard Operating Procedure di un ottimo documentarista come Errol Morris. Per il resto, restiamo a notevole distanza dai premi di questa 58° Berlinale.