"Biancaneve e gli 007 nani", di Steven E. Gordon e Boyd Kirkland



007 nani
Non è il caso di lasciarsi raggirare dagli 007 nani del titolo: chi è alla ricerca di nani con tanto di smoking alla James Bond rimarrà mestamente deluso da un film che non è né uno spy né tantomeno un action movie. In più,
Biancaneve e gli 007 nani fa sì l’occhiolino a Shrek, ma è ben lontano dai suoi livelli sotto tutti i punti di vista possibili. E il doppiaggio fa accapponare la pelle



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007 nani«C’era una volta, tanto tanto tempo fa, un regno fatato molto molto lontano chiamato Terra delle Favole, dove viveva una principessa…» Non è questo il caso di lasciarsi ingannare dall’incipit per eccellenza della più classica delle fiabe, né tantomeno dal nome della protagonista: il personaggio principale di Biancaneve e gli 007 nani, infatti, non ha quasi nulla a che vedere con quello ideato agli inizi dell’‘800 dai fratelli Grimm (addirittura uno di loro si trova a rivestire i panni di assistente reale). In realtà, nell’adattamento ad opera di Steven E. Gordon (che esordisce alla regia dopo aver curato la fotografia della trilogia de L’incantesimo del lago) e Boyd Kirkland (all’opera seconda dopo la serie animata di Batman), la giovane erede al trono è addirittura un’adolescente simil-Paris Hilton: irriverente, viziata, vanitosa, maniaca della cura del corpo e dell’abbigliamento, shopaholic, amante dei flash dei fotografi e dei riflettori, e presenza fissa a cerimonie, party e serate in discoteca con le sue amiche e dame di compagnia Cappuccetto Rosso, Riccioli d’oro e Pastorella (con le quali comunica contemporaneamente con tanto di cellulare). Ma più di tutto non è il caso di lasciarsi raggirare dagli 007 nani del titolo: chi è alla ricerca di nani con (ma anche senza) smoking alla James Bond rimarrà mestamente deluso da un film che in realtà non è né uno spy né tantomeno un action movie. Già dal titolo infatti, Biancaneve e gli 007 nani cerca chiaramente (e semplicemente) di ripetere il successo ottenuto col predecessore Cenerentola e gli 007 nani (di cui in realtà, chiamandosi in originale Happily N’Ever After 2, è proprio il sequel), che a sua volta fa l’occhiolino a Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti come a tutti quei film che da Shrek in poi usano le carte dell’ironia e dello stravolgimento su quelle fiabe che ben conosciamo. Peccato che l’ultimo lavoro animato dalla Bef Berlin Animation Film è ben lontano dai livelli raggiunti dall’orco verde, sotto tutti i punti di vista possibili. La grafica in 3D, primo elemento a saltare agli occhi, è assai povera e grezza, donando ai personaggi tratti e fisionomie che rendono molesta la visione del film, e movimenti lenti, inarticolati, impacciati. Un’animazione che torna negativamente indietro di molti anni, dopo i passi da gigante fatti dalla Disney Pixar. Ma i problemi non si fermano al puro aspetto visivo: vanno già ricercati nella sceneggiatura d’esordio di Chris Denk, che impregnano il film di un irritante e costante tono paternalistico, frasi fatte e più che mai banali e gag talmente patetiche che convinceranno con difficoltà anche il pubblico più piccolo. Il colpo di grazia che affonda, invece, è tutto italiano: l'imbarazzante doppiaggio (lo Specchio-Jerry Calà ha pure il tempo per un "Libidine, doppia libidine!" ed un “ocho!”).



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Titolo originale: Happily N’Ever After 2

Regia: Steven E. Gordon, Boyd Kirkland
Voci italiane: Antonella Clerici, Jerry Calà, Laura Boccanera, Fabrizio Pucci, Davide Lepore, Daniele Giuliani

Distribuzione: Eagle Pictures

Durata: 70’

Origine: USA, 2009

 

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