Box Office USA 12/1/2011

Seth Rogen in The Green Hornet di Michel Gondry, in testa al Box Office USA
Il primo duello del 2011 è stato quello tra The Green Hornet e The Dilemma: Seth Rogen ha battuto Vince Vaughn, a cui non è bastato fare coppia con Kevin James e farsi dirigere da Ron Howard, tornato alla commedia dopo i trionfi di Grinch. Ovviamente, Michel Gondry ha potuto subito festeggiare il migliore incasso della sua carriera. Dopo essersi piazzato saldamente nella top ten, il terzetto composto da Black Swan, The Fighter e The King's Speech può valutare il ritorno economico dei Golden Globes…

Seth Rogen in The Green Hornet di Michel Gondry, in testa al Box Office USAIl 2011 è iniziato con un duello tra due pesi massimi della commedia americana. La sfida tra Seth Rogen e Vince Vaughn ha avuto un esito chiaro ed inequivocabile: The Green Hornet ha preso il primo posto con trentaquattro milioni di incasso e si è lasciato The Dilemma dietro le spalle. Il film di Michel Gondry ha quindi raggiunto un suo primo obbiettivo: per l’aria che tira ad Hollywood, avere evitato il flop è già un’ottima notizia. Il Natale ha lasciato sul campo un numero insolitamente abbondante di blockbuster partiti con grandi ambizioni, e poi finiti ad elemosinare il recupero del budget. Non sembra il caso della superhero comedy con Seth Rogen, che si è presentata con un 3D dell’ultimo minuto ma è riuscita a collezionare il terzo migliore esordio della storia di gennaio. Ovviamente, per Michel Gondry si tratta già del migliore bottino di una carriera che fino a questo momento era stata segnata da un approccio molto più indie: film come The Eternal Sunshine of a Spotless Mind o Be Kind, Rewind avevano grandi possibilità di diventare dei cult movies, ma potevano coltivare ben poche speranze di superare i cento milioni di dollari. Dall’altra parte, la posizione di The Dilemma già comincia a scricchiolare, così come svaniscono rapidamente i sogni della Universal di iniziare l’anno con un’inversione di tendenza. Il film con Vince Vaughn è stato accolto tiepidamente, nonostante il divo faccia coppia con l’astro nascente Kevin James e sul titolo ci sia la firma prestigiosa di Ron Howard: il regista non è riuscito a ripetere il successo di Grinch e l’attore è incappato nel suo primo fiasco, dopo i trionfi di I Now Pronunce You, Chuck and Larry, di Paul Blart: Mall Cop e dell’ultimo exploit estivo di Grown Ups. Gli outsider continuano ad ostentare un ottimo stato di forma, che potrebbe addirittura migliorare con i verdetti dei Golden Globe e le prossime nominations per gli Oscar. Era da molto tempo che il mercato non vedeva un simile terzetto di produzioni low-budget, che da più di un mese ha saldamente conquistato la top ten americana: Black Swan e The Fighter potrebbero aspirare ad un incasso oltre i cento milioni, mentre The King’s Speech deve ancora valutare il ritorno commerciale del premio vinto da Colin Firth. D’altra parte, True Grit e il suo boom festivo hanno lanciato un segnale inequivocabile sugli ultimi mesi del box office americano: il bilancio complessivo dell’ultimo film dei Coen non ha niente da invidiare a quello di kolossal come Tron Legacy o Little Fockers. Ci vorrà tempo per capire il passo di questo 2011: l’impressione è che il gap tra i blockbuster e gli underdog tenderà a ridursi ulteriormente.

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