Cemento armato, gli interventi dei lettori di Sentieriselvaggi 11

L'intervento "provocazione" del direttore di Sentieri selvaggi, e la nostra recensione totalmente in controtendenza con l'intero panorama critico italiano, sta suscitando diverse reazioni. Da qui cominciamo a dare spazio agli interventi, di lettori, amici, collaboratori e di chi vorrà dire la sua sul film di Marco Martani. Scrivete a redazione@sentieriselvaggi.infoTUTTI GLI INTERVENTI SUL FILM

Una recensione originale ed acutissima del fim Cemento Armato scritta
da Matteo Laforgia che ha raccolto l'appello di Sentieri Selvaggi e
dell'Associazione Duesicilie Abruzzo di andarlo a vedere.
Matteo Laforgia considera il film un prototipo, l'inizio di un nuovo
stile cinematografico di mostrare il mondo della mafia, fuori dai
ridicoli stereotipi che imperversano nella cinematografia nazionale e
internazionale.
Una recensione che invita ancora di piu' a vedere questo film nella
pagina cinema-libri- dischi del sito
http://www.beepworl d.it/members/ duesicilieabruzz o
Giulio La Rosa

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Cemento Armato di Matteo Laforgia

Un bel film, pieno di significato e di crudo impatto con la realtà, una realtà di forze che operano di nascosto ma sempre più imponenti, pervasive e prevalicatrici, una realta’ di una societa’ che diventa sempre piu’ priva di regole legali ma dominata di fatto dalle regole della strada.
E' difficile per lo spettatore accettare Giorgio Faletti nel ruolo di Capo Criminale dati i suoi anni di carriera in stile comico-satirico, ma è altrettanto vero che lo spettatore è troppo abituato nel vedere interpretare quel tipo di ruolo personaggi con esclusivo accento siciliano o napoletano.
Quindi, questo film potrebbe essere il prototipo dell'entrata di un nuovo stile interpretativo di massa del mafioso che cambia il concetto di mafia che si tenta di dare come fatto etnico: il film mostra chiaramente che la stessa può trovarsi ovunque, non solo in Sicilia o in Campania e che il mafioso puo’ essere chiunque, non sempre e soltanto il meridionale.
Attualmente lo spettatore e’ costretto ad osservare in ogni film sulla malavita, sempre la cattiva abitudine dei vari registi nel mettere in cattiva luce solo determinate persone che provengono da determinate regioni piuttosto che da altre, regola cinematografica che vale ovunque sia ambientato il film.
Anche sottintendendo che non esiste il concetto del capolavoro assoluto, il film non è un capolavoro, infatti lo considero un prototipo, in quanto mostra alcune ingenutita’, come la vicenda del povero negretto che, se non fosse stato un film, non si sarebbe fatto ammazzare in quel modo che reputo……troppo semplice.
Ingenuita’ anche per ciò che concerne il poliziotto corrotto, anche in questo caso, se non fosse stato un film, molto probabilmente non si sarebbe fatto assolutamente vedere dal suo superiore o dalla poliziotta nel cercare a chi appartenesse la targa del motorino incriminato, un professionista della polizia si sarebbe organizzato sicuramente con meno superficialità.
Un ulteriore eccesso di semplicita’ sta nel mostrare il normale lo scambio di favori illeciti che certi personaggi si fanno tra di loro: nella realtà si sa già da chi andare e da chi non andare.
Comunque, queste sono sottigliezze che la maggiorparte delle persone non nota e che nulla tolgono alla profondita’ della storia e alla denuncia sociale del film.
Cemento Armato rimane un bel film che lascia intendere che il mondo non va come crediamo e vorremmo che andasse e ci lascia nella tristezza della consapevolezza di rendersi conto di questo.
Il film lascia pertanto una bella impronta sfacciata ed esplicita di ciò che accade, purtroppo, nella quotidianità dell'OVUNQUE geografico ed umano e non esclusivamente in quella dei soli Meridionali in ogni dove.
Dimenticavo, la musica è OK !

 

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