Chadwick Boseman Lives

La tragica morte a soli 43 anni della star di Black Panther si ammanta, in questo momento storico, di una valenza simbolica e culturale incredibili

In Da 5 Bloods Chadwick Boseman è già un fantasma. Il suo Norman è il compagno caduto in Vietnam da ricordare ossessivamente, un’apparizione nel cuore della giungla che assume contorni psicoanalitici e spirituali. È un martire che torna dal passato per rassicurare i “fratelli” che sono tornati fin lì e rimuovere dalla loro anima il trauma della guerra. Nei flashback del film di Spike Lee è un soldato quasi invincibile, viene infatti ucciso per sbaglio da Delroy Lindo, ma è anche un profeta, un capo carismatico che cita i grandi pensatori black. Fa impressione la lucidità con cui Boseman ha accettato quello che sarebbe stato l’ultimo ruolo della sua vita. Norman è infatti quasi un’integrazione di T’Challa, il supereroe di Black Panther, ovvero il ruolo che lo ha consegnato alla storia del cinema. Ed è allo stesso tempo già altrove… parla da un altro mondo e si consegna ai posteri.

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Nato nella Carolina del sud nel 1976, Boseman studiò recitazione alla Howard University di Washington. Prima di firmare nel 2014 il contratto con i Marvel Studios che avrebbe per sempre cambiato la sua carriera aveva interpretato alcune icone nere come James Brown (Get on Up) e Jackie Robinson (42).

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Inutile rimarcare come oggi, in questo momento storico, politico e sociale, in un’America funestata da una nuova ondata di scontri razziali e da barbare esecuzioni nei confronti degli afroamericani, la tragica morte di Boseman, stroncato a 43 anni da un male incurabile diagnosticato nel 2016, assuma una valenza tragica e simbolica incredibile. Come simbolica può dirsi, vista retrospettivamente, l’intera sua filmografia.

La sua scomparsa inciderà nell’immaginario collettivo degli afroamericani (ma non solo) quanto quella di James Dean per i giovani bianchi nel 1955. Boseman aveva una valenza altrettanto generazionale, ma più politica, sociale, forse persino cristologica. Come ha giustamente scritto Francesco Abazia in un suo post “Chadwick Boseman ha radicalmente trasformato il cinema nero, portando in scena i supereroi che hanno definito una cultura e che mancavano di rappresentazione mainstream, rappresentando, in questo modo, una intera generazione di afroamericani che si sono ritrovati compatti e consapevoli nel Wakanda Forever”.

In poche ore sono arrivati i messaggi di cordoglio di Viola Davis, Denzel Washington — che con una sua donazione anni prima finanziò proprio al giovanissimo attore di Black Panther un viaggio studio a Londra — di Joe Biden e Barack Obama. Quest’ultimo ha voluto rimarcare l’esempio artistico e umano fornito da Boseman (“You could tell right away that he was blessed. To be young, gifted, and Black; to use that power to give them heroes to look up to; to do it all while in pain — what a use of his years”). In Avengers: Civil War c’è una scena tra lui e Scarlett Johansson più volte rilanciata dai fan in questi giorni: “Nella mia cultura la morte non è la fine. E’ più un punto di partenza!” Chadwick Life Matters…

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