Crudelia, di Craig Gillespie

Felicissima escursione di Gillespie della fiaba Disney che viene stravolta e manipolata in un trascinante film pop/rock dove tra Emma Stone ed Emma Thompson c’è una gara di bravura all’ultimo respiro.

C’è un mutazione da Estella a Crudelia che resta a metà. Le due personalità sono suddivise in parti uguali, 50 e 50. Il negozio di moda dove la protagonista lavora come addetta alle pulizie è chiuso. Lei si ubriaca, rompe un vaso e si addormenta. La mattina, quando si risveglia, ha completamente rivoluzionato la vetrina. Emma Stone balla mentre crea, distrugge ma inventa arte sulle note di The Boots Are Made for Walkin’ di Nancy Sinatra. È una danza dionisiaca, un viaggio nell’inconscio della notte, una decisa manipolazione del sogno della Disney dove resta la cornice. Da un lato Crudelia è lo spin-off del cartoon Disney di La carica dei 101 e della versione live action del film del 1996 interpretato da Glenn Close – qui produttrice – e diretto da Stephen Herek e del sequel del 2000. Dall’altra però diventa anche un viaggio nelle tenebre, dove la villa della Baronessa segna le fasi cruciali della vita della protagonista. C’è l’ipnosi del castello di Biancaneve, ma anche tutta l’euforia fashion della Londra degli anni ’70 dove la festa in maschera diventa un elettrizzante e insieme sinistro viaggio in un regno oscuro.

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Crudelia segue la vita della protagonista sin dalla nascita, subito dopo il parto della madre. Ha già la chioma divisa a metà quando è ancora piccolissima. Metà bianca, metà nera. La sua doppia personalità già si manifesta e la madre Catherine, a cui è particolarmente legata, la spinge a far prevalere quella più positiva. La donna però muore tragicamente nel corso di un fastoso party organizzato dalla Baronessa dopo essere stata aggredita dai tre cani dalmata della padrona di casa. Crudelia si sente in colpa perché pensa che la morte della madre sia stata causata da lei; la ragazzina infatti si era introdotta senza permesso al ricevimento dove si stava svolgendo una grande sfilata di moda e aveva creato il caos tra gli invitati. Rimasta orfana, conosce Horace e Jasper, due ragazzini coetanei e si arrangia organizzando dei furti con loro. Ma come lei stessa ha ammesso, voleva essere una fashion designer e non una ladra. Passano dieci anni e il sodalizio con i due amici continua. Il sogno di entrare nel mondo della moda anche. Poi il suo destino si incrocia nuovamente con quello della Baronessa. I suoi sentimenti però stanno cambiando. Sul dolore e la rabbia ora prevale la vendetta.

Gli occhi di Emma Stone contro quelli di Emma Thompson. Il duello tra le due rivali parte proprio da lì. La maschera di Estella/Crudelia inizia dal suo sguardo, così come l’altezzosità e il disprezzo della Baronessa, evidente, per esempio, anche nell’immagine dall’alto con cui guarda i suoi dipendenti che fanno la pausa pranzo. Crudelia non è devastata come Joker. Ma le sue apparizioni agli eventi mondani organizzati dalla Baronessa per boicottarli sono fulminanti a cominciare da quella in cui il vestito bianco diventa rosso, fino alla maschera con la scritta “The Future” fino alla sua duplicazione dove le donne invitate al parte hanno lo stesso doppio colore nell’acconciatura. Il cinema di Gillespie trasforma la bambola di silicone di Lars e una ragazza tutta sua la cui immobilità è evidente nell’iniziale comportamento trattenuto della protagonista. L’identità nascosta, la rabbia faticosamente rimossa e poi pronta a riemergere arriva da Margot Robbie di Tonya. La sua felicissima escursione dentro la fiaba dark Disney è quindi fortemente personalizzata. Al tempo stesso Crudelia è un film coloratissimo pop con una persistente e trascinante colonna sonora che spazia dai Clash a Blondie, dai Queen ai Supertramp, da Nina Simone ai Bee Gees. Dentro ci sono tutti gli impazziti movimenti del muto. La sua duplicazione alla Keaton, l’inseguimento della polizia in strada a Crudelia e i due amici bambini sulle orme di Il monello di Chaplin. Gillespie lo riempie di suggestioni, di bellezza, di passione, paura e desiderio. Guarda alle invenzioni di Zemeckis di La morte ti fa bella e lo mescola con Dark Shadows, uno dei Burton più belli di sempre. Forse è il cineasta a cui questo film potrebbe somigliare di più. Ma Gillespie, come si è visto, se ne impossessa e lo rende torbido ed euforico. Due ore e un quarto volano via come per magia. E la gara tra Emma Stone ed Emma Thompson, una delle recenti cattive Disney più affascinanti finisce in parità. Entrambe sono bravissime. C’è solo il terzo incomodo, uno strepitoso Mark Strong nei panni del valletto della Baronessa. Somiglia ad Hector Elizondo che arriva da un film di Garry Marshall o da un melodramma anni ’30.

 

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Titolo originale: Cruella
Regia: Craig Gillespie
Interpreti: Emma Stone, Emma Thompson, Joel Fry, Paul Walter Hauser, Emily Beecham, Mark Strong, Kirby Howell-Baptiste
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures/Disney+
Durata: 134′
Origine: USA, 2021

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3 (52 voti)
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