DEEPWATER. Mark Wahlberg presenta il nuovo film di Peter Berg a Roma

Deepwater è soltanto uno tra i numerosi progetti che vedono Mark Wahlberg reimmergersi tra la gente comune in situazioni straordinarie, eroi di tutti i giorni tra un Transformers e l’altro: “girare i blockbuster mi permette di avere la libertà per poter produrre film come questo di Peter Berg”, racconta ai giornalisti romani che sono andati a incontrarlo in albergo, “storie a cui tengo, vicine al tipo di persone con cui sono cresciuto, i miei vicini di casa a Boston…insomma, film che mi piace andare a vedere!”
L’attore e produttore rinnova infatti il sodalizio con Berg (insieme i due hanno girato anche Lone Survivor) per l’imminente Patriots Day, sugli attentati alla maratona di Boston del 2013 (“un film fondamentale sul clima di paura di questi giorni, per ribadire che l’amore vincerà”), per poi tornare a lavorare con David O. Russell alla storia di un giocatore di football americano e della sua battaglia per farsi ordinare prete pur restandogli poco tempo da vivere a causa di una malattia degenerativa.

Per Wahlberg il fulcro del mestiere è proprio quello di mantenersi il più vicino possibile alle “persone, prima che agli eventi”. E infatti, in questa ricostruzione delle ultime ore sulla piattaforma oceanica Deepwater Horizon prima che il petrolio si aprisse una strada distruggendo tutto e riversandosi nel Golfo del Messico causando 11 vittime e l’immane disastro ambientale dell’aprile 2010, l’interprete è stato accompagnato passo dopo passo dal vero Mike Williams, il tecnico delle impalcature che Wahlberg porta sullo schermo: “Mike non era per niente impressionato dal mio curriculum, abbiamo dovuto guadagnare il suo rispetto e la sua attenzione sul nostro progetto. Solo quando ha capito che avremmo onorato a dovere la memoria dei suoi 11 compagni scomparsi, ha iniziato a seguirci per tutta la lavorazione, garantendo un livello di veridicità al film. Il mio training si è basato sulla dieta della Louisiana per prendere peso: un sacco di cibo fritto e grandi bevute!”

Il produttore Lorenzo di Bonaventura conferma la difficoltà altissima nel tirare su il set e la ricostruzione della piattaforma petrolifera in mezzo alle correnti dell’oceano, e la doppia responsabilità sul piano spettacolare e su quello dell’equilibrio per non perdere di vista il lato umano del racconto.
“Se la compagnia responsabile del disastro ci avesse aiutato sarebbe stato tutto più facile”, ribatte Wahlberg, “ma hanno deciso di non supportare minimamente la produzione, nonostante le mie email e le mie richieste di poter salire a bordo di un’effettiva piattaforma per capire com’è davvero la vita lassù. Non hanno capito che il fulcro del nostro film è soprattutto sulle vicende personali, e sul coraggio di quegli uomini che hanno lasciato la struttura per ultimi per evitare fino alla fine una perdita ancora più incontrollata di petrolio in mare.

Deepwater è in sala da giovedì 6 ottobre in oltre 400 copie.