DVD – "Ip Man", di Wilson Yip

Ip ManPur non essendo rilasciato in nord America e in gran parte dell’Europa, Ip Man, distribuito dalla Tucker Film e CG Home Video, ha riscosso 21 milioni di dollari in tutto il mondo e ha ottenuto la nomination per dodici Hong Kong Film Awards, vincitore successivamente di premi per Miglior Film e Miglior Coreografia in azione. Senza misurarsi troppo con il metro della verosimiglianza storica, il film esalta le gesta e la tenacia del fondatore di una tecnica che fa della filosofia, delle buone maniere e della fermezza di spirito i punti cardine di un percorso che trova massima conferma nell’equilibrio perfetto tra mente, corpo e azione

Ip Man
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IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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Titolo originale
: Ip Man
Anno: 2008
Durata: 104’
Distribuzione: Tucker FIlm
Genere: Azione
Cast: Donnie Yen, Simon Yam, Xiong Dazhi, Hiroyuki Ikeuchi, Calvin Cheng, Fan Siu-wong Regia: Wilson Yip
FormatoDVD/video: 16/9 2,35:1
Audio: italiano Dolby Digital 5.1, cantonese Dolby DIgital 5.1, italiano Dolby Digital 2.0, cantonese Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: italiano, italiano non udenti
Extra: “Ip Man: un maestro molto conteso”: intervista a Emanuele Sacchi, Teaser, Tv Spot, Shooting Diaries, Scene tagliate, Intervista al regista Wilson Yip, al protagonista Donnie Yen e al martirial arts director Sammo Hung, Dietro le quinte di tre scene fondamentali, Trailer della line Far East
 
 

 

IL FILM
In una Fushan anni ’30, corrosa dalla guerra sino-nipponica, un giovane Ip Man dedica la propria vita all’arte del Wing Chun, una disciplina che segue come un credo. La grande casa soleggiata chiude presto i battenti davanti all’imperversare di una rovina nera come il carbone, con cui l’uomo deve sporcarsi per riuscire a sopravvivere. La moglie malata e un figlio cui badare sono l’unica forza che lo spingono a risollevarsi dal fango e dalla fatica per intraprendere l’ultima sfida, quella di battere l’arrogante Miura, generale dell’esercito giapponese disposto a tutto pur di innalzare l’orgoglio superbo della propria razza dimostrandone la superiorità. Una sfida che vale la vita. Maestro indiscusso di una variante del kung fu, da lui stesso istituita, Ip Man non è il nome di un nuovo supereroe, ma l’anima semplice di un uomo (stra)ordinario che assurge a simbolo di un intero popolo. L’omonimo film di Wilson Yip ritrae l’inarrivabile maestria dell’indiscusso campione di arti marziali che, in nome di una dignità ancora viva, riscatta la Cina dall’offesa subita. Nonostante le controversie celate dietro il titolo – che aveva seminato tensioni tra i produttori di Ip Man e il regista Wong Kar-wai per lo sviluppo di una propria biografia sullo stesso soggetto – la pellicola di Yip ha ricevuto consensi di pubblico e critica con un’eco che ha risuonato al di fuori dei confini nazionali. Prima dell’uscita nel 2008, Raymond Wong ha prontamente annunciato la produzione di un sequel, distribuito nell’aprile del 2010. Ip Man
Pur non essendo rilasciato in nord America e in gran parte dell’Europa, Ip Man ha riscosso 21 milioni di dollari in tutto il mondo e ha ottenuto la nomination per dodici Hong Kong Film Awards, vincitore successivamente di premi per Miglior Film e Miglior Coreografia in azione. Senza misurarsi troppo con il metro della verosimiglianza storica, il film esalta le gesta e la tenacia del fondatore di una tecnica che fa della filosofia, delle buone maniere e della fermezza di spirito i punti cardine di un percorso che trova massima conferma nell’equilibrio perfetto tra mente, corpo e azione. Ip Man si avvale della raffinata fotografia di Sing-pui, virata quasi in seppia a ricordare le immagini ingiallite di un tempo, in perfetta sintonia con la dimensione narrativa del film, fino ad arrivare quasi ad un bianco e nero che sottolinea le tinte fosche dei risvolti drammaturgici. Le scene di combattimento privilegiano la fluidità d’azione a scapito di un frenetico montaggio da capogiro, a sottolineare ogni minima tensione sul volto del minuto Donnie Yen, cui la macchina da presa resta incollata in ogni esibizione, paradigma di uno stile minimale e pieno di grazia. Il veterano del cinema asiatico Yip mima lo stile di un vecchio film hongkonghese dei migliori anni ’70 e conferisce alla pellicola un apprezzabile gusto retrò, che si riflette nella stessa scelta di non affidarsi al solito wire work, che ha reso celebri tante scene d’azione e conferito lo scettro a star del calibro di Jet-Li. Sulla scia di indimenticabili immagini vertiginose, Ip Man restituisce un’aura eroica all’uomo che fu la guida di un ancora poco illustre Bruce Lee. Su tutto aleggia la grandezza interiore di chi si definiva solo un cinese.

IL DVD
Reduce dal Far East Film Festival 2009, uno dei migliori film di arti marziali arriva anche in versione home video. Presentato dalla Tucker Film, il DVD di Ip Man offre una vasta gamma di contenuti extra. L’immagine è nitida e ben definita, con un audio che si distingue chiaramente nelle versioni in lingua originale e in italiano, a denotare una degna qualità Dolby Diital 2.0 e 5.1, con la presenza di sottotitoli in italiano per non udenti. L’intervista a Emanuele Sacchi è un’intensa lezione sul cinema di uno dei maggiori autori del panorama hongkonghese. Ip Man
Dopo Sla Po Lang e la saga di Ip Man, Wilson Yip riesce a imporsi nuovamente sulla scena cinematografica, con un’esplosione stilistica che testimonia un re-incontro tra l’attore DennieYen, il coreografo Sammo Hung e il regista stesso, cui viene dedicata un’intervista individuale da cui si evince la profonda sintonia che ne lega le personalità. Questi tre grandi professionisti descrivono il duro lavoro della progettazione e della realizzazione dell’opera, cui si sono dedicati anima e corpo anche nell’addestramento ad una tecnica sofisticata nel ricordo di un uomo che ha riscattato la propria terra, spinto da una forza interiore inestimabile. Oltre al trailer della linea dedicata al Far East Film Festival, lo Shooting Diaries mostra foto di scena e immagini di backstage che scorrono a sottolineare la fase lavorativa, sollecitando intensamente le aspettative del pubblico. Non meno interessanti i 4’ di scene tagliate e il dietro le quinte di tre delle principali scene. Il personaggio del proprietario del cotonificio presenta con passione il proprio ruolo e descrive il lavoro dietro alla ricostruzione dell’edificio, realizzato principalmente a mano, all’insegna di un’atmosfera antica e nostalgica, dove ogni oggetto si predispone a configurare uno scenario più dettagliato possibile. Fan Siu-wong (l’aggressivo maestro di arti marziali che arriva per sfidare altri praticanti) spiega l’impresa di ricostruire la strada principale di Foshan e Mo Goon, lo scenario principale dove Ip Man si batte con il generale Miura. Si passa, quindi, all’abitazione di Ip Man, resa realistica in ogni particolare per riportare sullo schermo la vera essenza che aveva animato quell’ambiente e quei personaggi. Tutto rispetta lo stile degli anni Trenta, a testimoniare uno studio preciso e dettagliato basato sulla realizzazione manuale più che sulla copia acquistata in negozi d’antiquariato.

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