È morta Anna Karina

È morta ieri a Parigi a 79 anni Anna Karina, una delle attrici-simbolo del cinema di Jean-Luc Godard con il quale è stata sposata per sette anni. Nata in Danimarca, a Solbjerg, il 22 settembre 1940,il suo vero nome era Hanna Karin Blarke Bayer. Con Godard avrebbe già dovuto girare Fino all’ultimo respiro, ma poi l’attrice aveva rifiutato perché non voleva girare scene di nudo. La sua presenza ha comunque segnato una fase dell’opera del cineasta francese: La donna è donna (1961, miglior attrice al Festival di Berlino), Questa è la mia vita (1962), Le petit soldat (1963, che in realtà era il loro primo film insieme girato tre anni prima che non era uscito per problemi di censura), Bande à part (1964), Agente Lemmy Caution: missione Alphaville e Il bandito delle 11 (1965), Una storia americana (1966) e l’episodio Anticipation di L’amore attraverso i secoli (1967). Tra i suoi ruoli più significativi va ricordato soprattutto quello di Susanna Simonin, la religiosa (1966) di Jacques Rivette, per alcuni critici considerato come il migliore della sua carriera per il modo in cui aveva mostrato il tormento di Suzanne, destinata contro la sua volontà a diventare monaca e ribelle a ogni tipo di autorità. Nel corso del nostro incontro con lei al Bergamo Film Meeting, che nel 2016 le aveva dedicato una retrospettiva, ha detto: “Prima che al cinema, avevo debuttato a teatro con La Religieuse, ed era stato un enorme successo. Molti si complimentarono con me per la mia interpretazione. Qualche anno dopo, quando uscì al cinema, il film provocò uno scandalo spaventoso. Eravamo tutti costernati per quella censura, non capivamo cosa ci fosse di male nel racconto di una donna credente che si rifiuta di farsi monaca. Oltre a questo, ricordo Rivette con molto affetto, sono molto triste che ci abbia abbandonati. Come persona Jacques era un mistero, come regista invece sapeva esattamente quello che voleva. Durante le riprese lo vedevo spesso accanto a me, accanto alla macchina da presa, e mi sono sempre chiesta perchè si posizionasse lì. Domanda che non ha avuto risposta, ma credo che fosse per stare vicino agli attori, ed anche per controllare che la macchina da presa facesse esattamente i movimenti che lui voleva, che erano sempre molto complessi”. Con lo stesso regista tornerà a lavorare di nuovo insieme quasi trent’anni dopo in Alto, basso, fragile (1995), lì quasi iconica incarnazione della nostalgia per la Nouvelle Vague.

Nel corso della sua carriera ha collaborato, tra gli altri, anche con Michel Deville (Ce soir ou jamais, 1961). Roger Vadim (Il piacere e l’amore, 1964), Valerio Zurlini (Le soldatesse, 1965), Luchino Visconti (Lo straniero, 1967), Tony Richardson (In fondo al buio, 1969), George Cukor (Rapporto a quattro, 1969), Franco Brusati (Pane e cioccolata, 1974), Emidio Greco (L’invenzione di Morel, 1974), Benoît Jacquot (L’assassin musicien, 1976), Rainer Werner Fassbinder (Roulette cinese, 1977), Raúl Ruiz (L’isola del tesoro, 1985). E infine è stata ancora magica apparizione in The Truth About Charlie (2002) di Jonathan Demme.

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È stata anche scrittrice e cantante. Suoi sono i due brani Roller Girl e Sous le soleil exactement, entrambe dalla commedia musicale Anna di Sege Gainsbourg, che sono stati due successi all’inizio degli anni ’60.

 

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A breve, pubblicheremo un profilo approfondito.

 

LA NOSTRA TOP 5 (+1)

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Susanne Simonin, la religiosa (1966). Il trailer della versione restaurata in 4K del 2018

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Questa è la mia vita (1962)

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Bande à part (1964)

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Il bandito delle 11 (1965)

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Roulette cinese (1977)

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Canzone Roller Girl

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