FESTIVAL DI ROMA 2013 – Incontro con Paulo e Pedro Morelli per "Entre nos"

paulo e pedro morelliTra i primi film del concorso, passa Entre nos dei brasiliani Paulo e Pedro Morelli, padre e figlio, che raccontano la linea d'ombra di un gruppo di amici, costretti ad affrontare la realtà del tempo che passa e la fine dell'illusione. a presentare il film all'incontro con la stampa, i due registi con una delle protagoniste, Martha Nowill e la produttrice Diane Maia.

 

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Il vostro film racconta il cambiamento, la disillusione ma può anche essere visto come un'opera sull'identità. Cosa ci potete dire al riguardo?

Paulo Morelli. Credo che il film parli di quello che lasciamo per strada, ma soprattutto della crescita personale di ognuno di noi, della vita adulta e del modo in cui si trasformano i sogni e i desideri della gioventù. Si trasformano a tal punto da cambiare profondamente. Ma Entre nos è anche un film sull'amicizia e il tradimento. Ci sono valori che sono alla base dell'amicizia, come la lealtà, e il film ci fa vedere la negazione di questi valori… il tradimento della lealtà. Come se assistessimo alla materializzazione della delusione, al venir meno della speranza.

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Ma c'è anche un sentimento dei luoghi, una loro importanza…

Pedro Morelli. Amiamo molto questa regione nello stato di San Paolo, dove, tra l'altro, abbiamo anche una casa. E abbiamo cercato di lavorare sul rapporto tra la grandezza della natura e la limitatezza dell'uomo. Il modo in cui le persone si rapportano tra loro, ma anche quello in cui si rapportano a questa natura infinita…

 

Avete detto in un'intervista che sono passati ben dieci anni tra l'idea e la realizzazione del film. Come siete sopravvissuti a tutto questo tempo, senza venir meno all'ispirazione iniziale? Avreste potuto rinunciare al vostro sogno, come i personaggi del film.

Paulo Morelli. Volevamo da tempo fare un film in quella zona, ma non avevamo una storia. Dieci anni fa avevamo solo il desiderio di realizzare un film insieme. Ma non c'era nulla di più concreto. Potevamo concentrarci proprio sul rapporto padre/figlio. Ma sarebbe stato, forse, troppo didascalico e abbiamo avvertito l'urgenza di un altro tema.

Pedro Morelli. Durante questi dieci anni abbiamo maturato la nostra idea, abbiamo parlato. Ed è stato un lavoro necessario, perché in fondo si tratta di un racconto sul tempo e sulle aspettative.

 

E come è stata, allora, questa collaborazione tra padre e figlio?

Paulo Morelli. È stato un sogno realizzare un film insieme a mio figlio. Un critico di San Paolo ha detto che il film è migliore degli altri che ho realizzato, proprio perché accanto a me c'era mio figlio. Ho sentito di essere cresciuto molto insieme a lui. È stato un modo di lavorare molto produttivo e fruttuoso.