FILM IN TV – "Vedo nudo", di Dino Risi

Nino Manfredi nell'episodio "La commedia all'italiana è questo: trattare con termini comici, divertenti, ironici, umoristici degli argomenti che sono invece drammatici. È questo che distingue la commedia all'italiana da tutte le altre commedie" diceva Mario Monicelli, l'uomo che forse ha incarnato più di tutti lo spirito di una variazione di genere tutta figlia di un paese, l'Italia, di una società e di un modo d'essere uomini e cittadini, in degli anni particolari – dalla seconda metà degli anni cinquanta (I soliti ignoti è del 1958, Il Vedovo del 1959), fino agli anni settanta, dove la maschera buffa di Alberto Sordi tronca con il passato facendosi tragica in Un borghese piccolo piccolo del 1977.

Alcune caratteristiche accomunano questi film: l’utilizzo di attori feticci (Alberto Sordi, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e, tra le attrici, Monica Vitti), temi e trame legati a vicende di coppia, equivoci, ambiguità sessuali, provincialismi, struttura molto spesso a episodi, ambientazione soprattutto a Roma o in Ciociaria.

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Vedo Nudo di Dino Risi si colloca in pieno all’interno della Commedia all’Italiana, forse nella fascia un po’ più bassa, quella che pensa più a divertire e meno a fare una critica sociale travestita con abiti umoristici – la lezione di Pirandello sull’umorismo sicuramente ha fatto breccia nella cultura italiana. Dino Risi è un maestro indiscusso del genere (è autore de Il sorpasso, I mostri, Profumo di donna – da cui Martin Brest ha fatto un remake interpretato da Al Pacino nel 1992 -, Telefoni bianchi, La stanza del vescovo). Vedo Nudo è strutturato in 7 episodi: La diva, Udienza a porte chiuse, Ornella, Guardone, L'ultima vergine, Motrice mia! e Vedo nudo. Tra gli episodi più brillanti c'è l’Udienza a porte chiuse, divenuta un cult di genere, laddove Nino Manfredi interpreta un contadino convocato in udienza perché accusato di aver abusato di una gallina, accusa dalla quale l’imputato cerca di discolparsi e giustificarsi descrivendo, da una parte, le avances della gallina e, dall’altra, la personale lunga astinenza.

Un altro cult, il siparietto più divertente e lungo del film, è Ornella, episodio in cui un impiegato delle poste, Ercole (Manfredi), nell’intimità della sua casa si veste da donna e intrattiene una corrispondenza con il ragioniere torinese Carlo Alberto Ribaudo (Enrico Maria Salerno), firmandosi "Ornella". Tutto procede bene fino a quando il ragioniere vorrà incontrare di persone l’autrice di lettere così profonde.

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Il punto di forza del film è, oltre all’abilità di Nino Manfredi nel districarsi nei vari ruoli in modo così convincente e la familiarità del suo viso per il pubblico di allora, è sicuramente la scrittura (gli autori del soggetto sono Ruggero Maccari, Fabio Carpi, Dino Risi, Bernardino Zapponi, ai quali si aggiunge Jaja Fiastri per la sceneggiatura): questi professionisti conoscevano precisamente le formule per strappare grosse risate in modo arguto e intelligente. Forse gli autori del presente dovrebbero ristudiare i film che hanno fatto la storia di questo genere: la commedia è parte integrante della vita e del modo d’essere degli italiani, ma commedia non vuol dire bassamente, come molti pensano oggi, cinepanettoni, i quali si accontentano di far ridere con qualche paio seni e una manciata di parolacce: il guaio, probabilmente, è che ci riescono.

La colonna sonora è firmata da Armando Trovajoli.

 

Titolo originale: id.

Regia: Dino Risi

Interpreti: Nino Manfredi, Sylva Koscina, Enrico Maria Salerno, Nerina Montagnani, Véronique Vendell

Durata: 114 min

Origine: Italia, 1969

Lunedì 25 marzo ore 08.10 Rai Movie