Firestarter, di Keith Thomas

Il film, secondo adattamento del romanzo “L’incendiaria” (1980) di Stephen King , è un prodotto a metà fra il classico e il moderno, tra l’omaggio e la rivisitazione. Efron stupisce.

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Basato sull’omonimo romanzo pubblicato da Stephen King nel 1980, Firestarter è il reboot di Fenomeni paranormali incontrollabili, film del 1984 con Drew Barrymore, da cui ne prende spunto a piene mani, iniziando dalla locandina.

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Charlie, una bambina figlia di due esperimenti mal riusciti e con poteri di mentalismo, è in grado di controllare il fuoco a suo piacimento (pirocinesi). Questo rappresenta un pericolo per la famiglia, in quanto un’agenzia federale sta dando loro la caccia. Con quasi assoluta certezza si può dire che rappresenterà uno dei titoli di punta nelle prossime settimane.

Le premesse ci sono tutte e, nonostante il film non sia particolarmente innovativo rispetto al suo capostipite, sorprende positivamente grazie al suo approccio bilaterale. Da un lato infatti svecchia il genere e dall’altro ne resta ancorato saldamente e ne omaggia in qualche modo il glorioso passato, che nel corso degli ultimi anni si è andato dissolvendo per la maggior parte a favore di splatter di bassa lega.

Forte di una colonna sonora strepitosa (firmata da John Carpenter, che sembrerebbe aver voluto prendersi una rivincita rispetto al film del 1984 che avrebbe dovuto dirigere), Firestarter completa il rito di passaggio che Zac Efron aveva già iniziato con The Paperboy prima e con Ted Bundy – Fascino criminale poi. L’attore è poi senza dubbio l’unico nome del cast capace di attirare spettatori al botteghino (anche se il vero nome è quello di King stesso). Il vero punto è proprio questo. Firestarter parte da un libro fra i più amato del re dell’orrore. Stephen King è uno dei pochi autori contemporanei a rappresentare una vera e propria icona e al cinema funziona (quasi) sempre. Ma il film è realizzato come un B-movie qualsiasi: non ha un impianto solenne, non gioca con effetti speciali spettacolari. Approccio interessante.
L’effetto finale è però molto poco horror e molto thriller: i colpi di scena sono pochissimi, Keith Thomas sembrerebbe più interessato ai risvolti psicologici che alla suspence. Se vogliamo vederla dal punto di vista puramente tecnico, Firestarter è un revenge movie uscito bene, ma un horror riuscito male. Questo però non deve essere visto come un elemento negativo. Si tratta semplicemente di una scelta narrativa, probabilmente dettata anche da un soggetto che di partenza si presta all’introspezione della sua protagonista, per la quale la sua capacità, il suo “superpotere” è al tempo stesso condanna e benedizione. Ci si abbandona più e più volte a tenere scene tra padre e figlia e diversi sono i momenti in cui la tensione viene sciolta da piccoli intervalli di leggera comicità (come la scena in cui Charlie interagisce con il gatto). Nel complesso un prodotto interessante, anche se siamo lontani dai vertici delle migliori produzioni nate dai lavori di King.
Titolo originale: id.
Regia: Keith Thomas
Interpreti: Zac Efron, Ryan Keira Armstrong, Sydney Lemmon, Michael Greyeyes, Gloria Reuben, Kurtwood Smith, John Beasley, Tina Jung
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 94′
Origine: USA, 2022
La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.3
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Il voto dei lettori
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