Gabriele Salvatores e John Malkovich raccontano la loro 'educazione siberiana'

Salvatores e Malkovich sul set di Educazione Siberiana

Il regista e l'attore hanno presentato Educazione siberiana. Con loro anche i giovani protagonisti Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Eleanor Tomlinson, gli sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia, e Nicolai Lilin, lo scrittore dell'omonimo romanzo da cui è tratto il film. In sala dal 28 febbraio in oltre 350 copie

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Gabriele Salvatores e il protagonista John Malkovich hanno presentato a Roma Educazione siberiana. Con loro anche il giovane cast: Arnas Fedaravicius nei panni di Kolima, Vilius Tumalavicius in quelli di Gagarin ed Eleanor Tomlinson (che presto vedremo anche in Il cacciatore di giganti di Bryan Singer) in quelli di Xenja. Ad accompagnarli anche gli sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia, il produttore Marco Chimenz della Cattleya, Paolo Del Brocco di Rai Cinema e Nicolai Lilin, lo scrittore dell'omonimo romanzo da cui è tratto il film.

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Educazione siberiana uscirà in sala il prossimo 28 febbraio in oltre 350 copie.

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Il regista esordisce ringraziando Cattleya e Rai Cinema: "Hanno creduto in un progetto difficile, inusuale per l'Italia. Sono stati fatti gli 'screening test' a Londra che sono andati molto bene ma ci hanno dato indicazioni per cambiare il finale. Così, dopo 5 mesi dalla fine delle riprese, siamo dovuti ritornare sul set per rigirare la scena".

 

Che posto occupa Educazione siberiana nella tua filmografia?

Gabriele Salvatores: Dei film che ho fatto, questo o è quello che preferisco anche perché è stato il più difficile. l'obiettivo è stato dargli anche una dimensione europea

 

Tra due giorni c'è l'Oscar che hai vinto con Mediterraneo

Gabriele Salvatores: L'Oscar è un premio importante ma viene dato dall'industria cinematografica. Poi ci sono film brutti che l'hanno vinto – tra questi però non c'è Mediterraneo – e  altri belli che non hanno neanche avuto la nomination.

 

Si è parlato anche della presentazione del film al Festtival di Berlino, anzi Cattleya sembrava aver dato per scontata la partecipazione

Gabriele Salvatores: Eravamo interessati a un'ipotesi di concorso. Poi non è vero che Cattleya dava per scontata la partecipazione. In ogni caso io ci sarei andato volentieri.

 

Come è stato costruito il personaggio di nonno Kuzja?

John Malkovich: Anche se sono un grande lettore di libri di storia russa, non conoscevo questa situazione, soprattutto quella relativa ai clan siberiani. La preparazione del personaggio è tutta nella scrittura

 

Il rapporto con il romanzo da cui è tratto il film? A quale parte hai dovuto rinunciare?

Gabriele Salvatores: Il libro ha una quantità enorme di personaggi e aneddoti. Mi piaceva per esempio un ragazzino soprannominato 'il ferroviere' che stava sempre su una locomotiva. Volevo inserirlo e invece l'ho dovuto tagliare. Invece la scena della giostra, che è uno dei piccoli cuori del film, l'ho aggiunta e quella della prigione era collocata in un contesto diverso.

 

john malkovich in Educazione siberianaChe importanza hanno i tatuaggi sul corpo di nonno Kuzja?

John Malkovich: I tatuaggi hanno rivestito un'importanza grandissima e la truccatrice ha lavorato molto bene. La scena della sauna è, in questo senso, indicativa. Io tendo a lavorare a stretto contatto con il costumista (in questo caso Patrizia Chericoni).

Gabriele Salvatores: La prima volta che John è venuto in Italia e ha avuto il primo contatto col set, toccava le stoffe, controllava il colore. Per chi viene dal teatro il costume è un rito.

 

Quali sono i maestri per quanto riguarda la recitazione?

John Malkovich: Ci sono stati dei grandi maestri che per me sono stati veramente importanti. Però devo dire che ho imparato sia da colleghi più anziani di me sia da quelli più giovani, come per esempio in una tournée che ho fatto in Francia.

 

Nel tuo cinema sono spesso presenti i bambini e i ragazzi che a volte sono come indifesi

Gabriele Salvatores: Leggo che in Italia il maggior numero dei morti è tra le donne e i bambini. Concepirei la pena di morte a chi fa male ai bambini. In Educazione siberiana mi piaceva anche la storia di questi due ragazzi che dovevano inventarsi il futuro.

 

Hai dovuto reinventare il set?

Gabriele Salvatores: Si, a livello scenografico ci sono state diverse modifiche come il cambiamento delle scritte delle vie delle strade, dei pacchetti di sigarette. Quindi il set è stato ricreato. (aggiunge) Poi il film uscirà il 28 febbraio, proprio lo stesso giorno in cui il Papa si dimette.

 

Dopo aver visto il film, parafrasando l'ultimo film di Sergio Leone, c'è chi potrebbe soprannominarlo 'C'era una volta in Siberia'

Gabriele Salvatores: Sergio Leone è uno di quei registi italiani che amo molto. Uno dei miei maestri è però Nino Baragli, ex borgataro che ha lavorato come montatore proprio per Leone, Pier Paolo Pasolini e l'ultimo Fellini. Mi piace quel tipo di cinema che, come quello di Leone, ama raccontare le grandi storie.

 

Nel corso della tua carriera hai sperimentato diversi generi ed Educazione siberiana sembra un'altra sfida

Gabriele Salvatores: Cerco sempre di cambiare sempre la forma delle cose anche se da un punto di visto tematico possono esserci delle analogie con altri miei film. Mi piace sperimentare cose nuove.

 

 

 

 

 

 

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