Il giorno sbagliato, di Derrick Borte

Una donna (Caren Pistorius), perennemente in ritardo, esce per accompagnare il figlio a scuola e andare a lavoro. Imbottigliata nel traffico, discute con uno sconosciuto (Russell Crowe) fermo al semaforo verde. Da quel momento ha inizio un inseguimento al massacro che metterà a rischio la vita della donna e delle persone che le sono accanto. Il film di Borte si dispiega in maniera semplice e schematica: da una premessa teorica costruita sull’avvicendarsi di voci e immagini che testimoniano un aumento della violenza e il degrado della società americana si passa a un thriller in piena regola che probabilmente avrebbe funzionato anche da solo. Non che manchi un legame logico tra le due parti – il rapporto di causa e conseguenze è fin troppo esplicito; si perde tuttavia quel senso di profondità di un film che, almeno dal discorso iniziale, sembra interessato a muovere una critica e non ad affidarsi unicamente a una solida interpretazione – la massa corporea di Crowe in piena simbiosi con il suv che guida – e a un ritmo sostenuto.

La sceneggiatura, a firma di Carl Ellsworth (una carriera ventennale tra cinema e serie tv), non indaga la rabbia del protagonista, i motivi di quell’accesso furioso dovuto una condizione personale di frustrazione che si riversa poi sulla strada – da qui il nome per descrivere questo tipo di comportamenti: road rage rampage. Sceglie piuttosto l’intrattenimento facile che fa capire subito da che lato schierarsi, perché fondamentalmente esistono carnefici e vittime senza alcuna possibilità di fuga che non sia l’annullamento di una delle due forze. Non c’è ad esempio quello scambio improvviso e destabilizzante di ruoli che vediamo in Seven – tra il poliziotto e il serial killer che punisce i peccatori finendo per mettere se stesso nella schiera dei dannati; o quella follia lucida di un uomo qualunque che nel bel mezzo del traffico – e qui l’incipit è il medesimo – abbandona la macchina e diventa suo malgrado giustiziere delle contraddizioni e delle ipocrisie, alla ricerca di una normalità che gli è negata. E infine, non prova a riflettere sulla perdita di identità che caratterizza l’individuo moderno, tema che era alla base di The Joneses, film d’esordio scritto e prodotto da Borte: un altro sguardo sul nostro presente, lì messo in relazione al consumismo – e alle sue derive – che ci riduce a prodotti di un sistema da cui però è possibile evadere, accettando la propria natura e ritrovando un legame umano con la realtà.

Titolo originale: Unhinged

 

Regia: Derrick Borte

 

Interpreti: Russell Crowe, Caren Pistorius, Gabriel Bateman, Jimmi Simpson, Michael Papajohn

 

Distribuzione: 01 Distribution

 

Durata: 90′

 

Origine: USA, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.8

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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