Il giro del mondo in 80 giorni, di Samuel Tourneux

Divertente e riuscito adattamento cartoon del romanzo di Jules Verne che raggiunge l’obiettvo di appassionarsi ai suoi personaggi e di divertire.

Non ci sono più il gentleman inglese e il suo servitore. Rispetto al romanzo di Jules Verne si è abbattuta infatti la differenza di classe. Phileas Fogg cambia il cognome e diventa Frog e si trasforma nel temerario e sbruffone ranocchio che arriva sulla tavola di surf nel villaggio dove abita Passepartout, che qui non è più al servizio del lord ma si è trasformato in una scimmietta che abita con una madre possessiva e sogna di viaggiare per il mondo. La strana coppia parte all’avventura e scommette che ritornerà in tempo entro 80 giorni dopo aver attraversato il pianeta. Ma sulla loro strada incontrano diversi ostacoli tra cui l’agente Fix, un gerbillo femmina che, dopo aver accusato Frog di aver rubato dieci milioni di vongoloni, farà di tutto per mandargli a monte l’impresa.

Dopo gli adattamenti del 1956 con David Niven e della produzione Disney del 2004 con Jackie Chan e Steve Coogan, la versione cartoon francese che rilegge liberamente il romanzo è un’esplosione di idee, avventura e colori. A dirigere Il giro del mondo in 80 giorni è Samuel Tourneux che con il suo corto Même les pigeons vont au paradis aveva avuto la nomination all’Oscar per il miglior cortometraggio nel 2008.

Passepartout è il grande sognatore che cerca di seguire le gesta del suo modello Juan Frog De Leon che aveva già fatto il giro del mondo. Frog è invece il cinico viaggiatore. L’accoppiata è quella del buddy-movie. L’inventiva nel film, più che nella rivisitazione del romanzo di Verne e in alcune battute che servono per riaggiornare la storia (“non faccio body shaming”), è nella varietà dei disegni animati, soprattutto quelli che fanno da sfondo ai paesaggi. Il giro del mondo in 80 giorni viaggia dal deserto dove arrivano i motociclisti alla giungla della morte, mostra uno squarcio di Londra in un selfie e poi anche tutte le diverse condizioni atmosferiche, dal caldo torrido alla pioggia fino alla neve sulle montagne. Trova anche momenti di comicità pura nella scena in cui si incrociano le lingue di Frog e della Principessa Akita che cercano entrambi di catturare un insetto.

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Il giro del mondo in 80 giorni, scritto anche dal co-sceneggiatore di L’era glaciale 2: il disgelo Gerry Swallow, trova la formula giusta nella semplicità narrativa e nell’inventività visiva. Guarda alla tradizione letteraria cinematografica e poi la reinventa e ogni nuova apparizione ai protagonisti è una rivelazione come l’incontro con Juan Frog De Leon. Raggiunge così il suo obiettivo, quello di appassionarsi ai suoi personaggi e di divertire con i tratti grafici che definiscono il cinema di Tourneux che trova l’equilibrio tra l’azione dei personaggi e gli ambienti.

 

Titolo originale: Le tour du monde en 80 jours
Regia: Samuel Tourneux
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 82′
Origine: Francia, Belgio 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.6

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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