In Italia il cinema torna a dare i numeri

«[…]Anche se la situazione non è molto solida dal punto di vista economico, ci muoveremo come se, al contrario, la condizione del cinema fosse ottimale o se i finanziamenti fossero sufficienti. Abbiamo voluto costruire un cinema di lotta e non di élite. Le Associazioni che diedero vita alle Giornate degli Autori, come l'ANAC, sono sempre state in prima per sostenere le nostre battaglie» così parlava Roberto Barzanti nel luglio 2013, presentando attraverso una chiara dichiarazione di intenti l’impegno di tutte le Associazioni dell’Audiovisivo nel “ri-qualificare" il finanziamento del Tax Credit. E proprio questo atteggiamento appassionato ha incoraggiato un nuovo periodo del cinema in Italia che ha chiuso il 2013 con dati incoraggianti: secondo il Cinetel, che rileva il 90% del mercato cinematografico, i biglietti venduti l’anno passato sono stati 97.380.572 (un incremento del 6,56% rispetto al 2012) e gli incassi hanno toccato la cifra di 618.353.030 euro, con una crescita dell'1,45%. Anche la quota di mercato del cinema italiano aumenta in termini di presenze, arrivando al 31,02% contro il 26,5 del 2012. Inoltre il numero dei film distribuiti è cresciuto sensibilmente: 453 nel 2013 rispetto ai 364 del 2012, un traguardo questo, agevolato dal passaggio al digitale. A giovare tale processo la diminuzione del prezzo medio del biglietto, pari a 6,08 euro contro i 6,21 del 2012. Così ha commentato il presidente Anec, Cerri: «Grande risultato vista la crisi che ancora investe il paese»- seguito da Occhipinti (Anica)– «Tra i pochi in Europa ad attraversare un momento positivo».

(s.p.)

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