inizioPartita – Padre e Figlio e Genshin Impact (PC)

Una nuova serie di articoli all’interno della nostra storica rubrica sui videogame mette a confronto due generazioni di player all’interno dello stesso nucleo familiare. Iniziamo dall’rpg cinese…

In questo periodo di lockdown, inutile negarlo, i videogame hanno rappresentato per molti ragazzi un’ancora di salvezza, permettendo loro di restare in contatto con i propri amici e di svagarsi, trovandosi forzatamente bloccati in casa per via delle disposizioni anti Covid-19. Non per nulla i principali analisti di settore hanno rilevato, nello stesso periodo, una significativa crescita del mercato videoludico (come segnala Videogiochi e coronavirus: boom di gamer in quarantena).

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Uno scenario semi-apocalittico, causato dalla pandemia globale, ha dunque permesso l’affermarsi di una pletora di nuovi titoli, tra cui uno in particolare, che, scalando le classifiche dei download, è riuscito a raggiungere in relativamente breve tempo le vette della notorietà; stiamo ovviamente parlando di Genshin Impact, che ha recentemente ricevuto numerosi premi internazionali (oltre che ad aver sollevato qualche critica).

Prodotto dalla miHoYo e catalogato con un PEGI 12, il gioco si rivolge ad un pubblico giovane con una passione per uno stile grafico particolare, che abbiamo già visto in capolavori quali The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Si tratta di un JRPG (Japanese role-playing game), anche se sarebbe meglio definirlo un CRPG (visto che è “made in China”), in netta contrapposizione con i classici RPG occidentali; è strutturato come un open-world da esplorare, con atmosfere fantasy e temi musicali degni della London Philharmonic Orchestra (soprattutto visto che alcuni segmenti fonico-acustici sono stati orchestrati proprio da loro), anche se alcune armonie (più nello specifico, gli arpeggi) sono fin troppo simili a quelle di Final Fantasy (cosa non gradita dai numerosissimi fan della nota serie nipponica).

Al netto di tutte queste “citazioni”, somiglianze e vere e proprie copiature, di cosa vi stiamo realmente parlando?

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In definitiva, Genshin Impact è una produzione che in tre o quattro mesi di vendite (la release commerciale è appena datata 28 settembre 2020) ha già incassato circa 450 milioni di dollari ed è stato quindi giudicato campione d’incassi sia per sistemi Android, sia per iOS nei rispettivi store.

Un videogame che, apparentemente, su Twitch è riuscito in più di un’occasione ad offuscare i fasti del “Re” Fortnite

Oggi cercheremo di offrirvi una valutazione di questo titolo utilizzando una metodica inusuale.

Il padre, quello che stava giocando a Cyberpunk 2077 su Stadia, si è trovato a giocare con il figlio quattordicenne a Genshin Impact su PC, con grande imbarazzo per entrambi, visto che, a cinquantaquattro anni suonati, almeno uno dei due non è proprio il target di riferimento della produzione presa in esame.

Per giunta il canone grafico che impronta il gioco non rientra nelle preferenze di un adulto, differentemente da ciò che avviene per i più giovani; il teen-ager si è, invece, sentito subito più a suo agio, dimostrando di saper apprezzare e sfruttare il titolo più del genitore, essendo anche un appassionato di anime jappi.

Questa disamina mette pertanto due generazioni a confronto su di una release che promette grande giocabilità, e che, forse, è anche in grado di poter mantenere ciò che lascia trasparire ad un primo contatto.

Il gioco è veloce e dopo una serie di aggiornamenti dimostra subito una buona, anzi ottima, struttura tecnica. Basato sul motore grafico UNITY, risulta fin da subito capace di fornire un discreto feedback di risposta sul personaggio. Abbiamo già accennato al fatto che, almeno inizialmente, ricorda molto l’impianto scenografico di The Legend of Zelda: Breath of the Wild; i developer devono aver attinto a piene mani (…come ispirazione; non vogliamo dire che abbiano copiato) dal capolavoro Nintendo, ma hanno poi dato vita ad un universo virtuale totalmente differente. Questa consapevolezza non arriva subito, ma nel giro di pochissime ore ci si adegua ai differenti ritmi di gioco. 

Anche rispetto ad altri giochi PEGI 12 (come World of Warcraft) questo Genshin Impact appare alquanto innocente (e convincentemente innocuo) nelle sue atmosfere generali; in particolare il layout cartoonesco, carico di colori pastello, tende a non far prendere sul serio le sfide proposte dal gameplay. 

Ma, anche qui, dopo poco entrano in azione le meccaniche di gioco con tutti i svariati abbinamenti possibili tra personaggi/oggetti, che sono “easy to learn, difficult to master”, e che dimostrano un lavoro certosino di ideazione ed affinamento operato dai ragazzi della miHoYo (oltre mille addetti a Shanghai, ovviamente non tutti dedicati a questo gioco; ma, visto il successo, immaginiamo che molti siano stati impiegati per la sua messa a punto).

Il gioco, come detto, superato il primo scoglio dovuto all’impatto grafico un po’ straniante per un adulto, offre un eccellente livello di coinvolgimento ed anche una funzionale gestione dei personaggi. Il player ne può gestire fino a quattro, ma potrà “evocarne” solamente uno per volta, con armi, poteri e livelli diversi. Ci si troverà, quindi, a gestire un classico party da GDR, che, tuttavia, cambierà aspetto (personaggio, nello specifico) all’occorrenza, con combo costruite su misura. Questa meccanica di cambio tra personaggi porta ad un gameplay veloce e molto dinamico, adatto ad un target giovane, svelto di mano e di riflessi.

PADRE – Per un cinquantenne, il gioco si lascia apprezzare più per l’impianto finale, che per la grafica. Se un World of Warcraft possiede una “lore” profonda, citazioni infinite e mille sfaccettature, qui ci si trova più a giocare per il piacere del gameplay e dei temi musicali di sottofondo che per la storia o le ambientazioni in sé. Ma questa è la visione precipua di chi gioca da quando c’era un Lord British in Ultima Online.

Per un ragazzo dei nostri giorni, Genshin Impact, con tutte le sue combo, i colori fumettosi e la rapidità del gameplay, probabilmente appare come un mondo fantastico dove i manga si fondono perfettamente con il gioco di ruolo.

Se vi piacciono il genere manga e gli JRPG, troverete in questa produzione un validissimo passatempo, ed anche un modo per giocare con vostro figlio/a, trascorrendo molte ore insieme a sconfiggere mostri per avanzare di livello.

FIGLIO – Un quattordicenne, a grandi linee, è ricompreso nel target di età dei giocatori di Genshin Impact. Come avviene per la maggior parte dei teenager, il gameplay  tende ad abituare velocemente il player ad ambienti diversi, potendo così godere appieno di tutti i cambiamenti della mappa. Impegnandosi a fondo si riesce, anche se non sempre, a stare dietro al grande numero di eventi proposti dal team di sviluppo del gioco, e ad adattarvisi al meglio. Non è un segreto che, per il development di questa produzione, la miHoYo si sia basata su di un target di età letteralmente “affamato” di nuovi videogiochi, un po’ per passare del tempo con gli amici e un po’ per puro divertimento.

Con ciò, non si vuol dire che non si riesca a capire la difficoltà di un adulto ad approcciarsi ad un titolo apparentemente fumettoso, che prende in giro gli RPG più seriosi tramite le sue grafiche “bamboccione” piene di colori pastello. Ma sia chiaro: non si tratta per niente di una produzione dal gameplay semplicistico, o facile da affrontare. In alcuni casi, questo titolo dall’aspetto un po’ buffo può risultare davvero ostico e difficile da padroneggiare nelle sue meccaniche. Bisogna saperlo maneggiare.

REQUISITI PC:

  • CPU: Intel Core i5 o superiore
  • RAM: 8 GB.
  • OS: Windows 7 SP1 64-bit, Windows 8.1 64-bit or Windows 10 64-bit.
  • VIDEO CARD: NVIDIA GeForce GT 1030 o superiore
  • PIXEL SHADER: 5.1.
  • VERTEX SHADER: 5.1.
  • Spazio su disco: 30 GB.
  • Scheda grafica con: 2048 MB.
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