inizioPartita. Final Fantasy VII Remake (PS4): il pilot videoloudico e le sue implicazioni

Tra i grandi giochi del 2020, il primo episodio della serializzazione di Final Fantasy per le console next-gen è molto più che un’operazione nostalgia: è un pilot videoludico connesso col presente

La fine del capitolo 18 della prima parte dell’aggiornamento next-generation dell’episodio dell’omonima saga più venduto e famoso della Square Enix, uscito il 10 Aprile per PS4 dopo un’attesa che superando il canonico hype ha sconfinato per tanti nell’attesa messianica, lascia in dote questa idea primaria: Final Fantasy VII Remake è equiparabile per struttura e narrazione crossmediale alle più intelligenti serie tv scritte da/per la generazione Z. Le vecchie/nuove avventure di Cloud Strife si appropriano con invidiabile felicità – e pensare al fatto che al gioco manca del tutto la componente online lascia solo sognare le ulteriore espansioni teoriche – dei tempi e dei modi dell’odierna frantumazione in atto non solo in qualunque ambito audiovisuale ma finanche nel discorso politico. La distanza temporale e l’aggiornamento grafico di FFVII sono strabilianti cavalli di Troia che servono per entrare nel cuore della fortezza critica: questo remake non racconta gli stessi eventi apparsi ventitré anni fa per la prima delle console Sony su 3 cd da 700 MB né la rebootizza tecnologicamente ma scrive una storia che ha tanti punti di contatto con una apparsa in precedenza (e, senza per forza voler scomodare le varianti del Mito, quale non ce l’ha nell’industria videoludica?) mettendoli in scena come farebbe un programmatore/sviluppatore/produttore del 2020. Così, se l’originale Final Fantasy VII era legato indissolubilmente al cinema e alla letteratura di genere fantasy e, nonostante la mole impressionante di gioco richiesto all’epoca – più di 100 ore per chi sceglieva di portare a 99 i livelli dei vari personaggi, giocabilità impensabile per qualunque capolavoro tripla A di oggi -, si configurava comunque come esperienza unica, da vivere in un arco di tempo ben definito, questo episodio per PS4 espande i suoi orizzonti mediali (il prossimo episodio uscirà per un’altra console!) andando a dialogare sfacciatamente con lo storytelling a rilascio progressivo.
Il Remake infatti prende le 7/10 ore del capostipite ambientate nella città di Midgar e le amplia fino a farle diventare le 40 necessarie al compimento di questa campagna. A beneficiare di questo approfondimento sono naturalmente i comprimari, dai membri dell’Avalanche Wedge e Jessie (che diventa con convinzione la terza spasimante di Cloud e ben prima delle più famose Tifa ed Aerith) ai numerosi abitanti della città dominata dalla Shinra Electric Power Company che in una serie di missioni secondarie tipiche dei JRPG (trovare i gattini di una bambina scomparsa, recuperare i Chocobo fuggiti) fanno perdere il gamer che volesse avventurarvisi nelle diramazioni tipiche della fu Squaresoft. Ma la novità più importante introdotta in quello che appare davvero un pilot videoludico straordinario è la presenza dei Numen, esseri fantasmatici che intervengono negli eventi più importanti della saga – la distruzione del bar Settimo Cielo – e la cui funzione viene esplicata da Red XIII soltanto nel capitolo finale. Queste figure infatti sono i guardiani del destino che cercano di indirizzare la storia negli stessi binari desiderati dai fan che pretenderebbero un Remake fotocopiato almeno dal punto di vista fattuale.

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Soltanto che Kazushige Nojima, deus ex machina di entrambe le versioni, ha avuto idee divergenti e dopo la spericolata fuga dal palazzo della Shinra Corporation del party comandato dal giocatore abbandona la linearità tenuta fino a quel momento, aprendo senza timore ad una possibile rivisitazione multiverso di Final Fantasy VII. Conscia del proprio patrimonio mitologico, la Square Enix allora fa un’operazione apparentabile a quella della Marvel approfittando della libertà concessa dal nuovo medium per mettere in scena una storia adatta alle nuove generazioni e sorprendente per le vecchie. Ed i soliti timori puristi di una reinterpretazione troppo fuori canone cadono alla semplice constatazione del furore action avviato già da Final Fantasy VII: Advent Children (gli iperbolici scontri per fortuna qui ripresi) e del gameplay già rivoluzionato da Dissidia Final Fantasy.
A questo proposito Final Fantasy VII Remake riesce nel miracolo di replicare la struttura a turni del combattimento e il vecchio sistema di level up dei personaggi basato sullo sviluppo delle materie amalgamandolo col moderno ed oramai imprescindibile hack ‘n’ slash. Il felice risultato di questa commistione tra antico e nuovo è ancora una volta l’indice di una strategia produttiva attenta sì alle aspettative del 2020 ma che tesaurizza con efficacia quelle del 1997.

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Proseguendo in questo percorso di suggestione si può allora dire che in questo certificato Antropocene lo sfacciato messaggio ecologista di Final Fantasy VII Remake rimane intatto ed allo stesso tempo si colora ancor più dell’urgenza del Climate Change. L’originale terrorismo ambientalista dell’Avalanche viene approfondito psicologicamente dando voce alle idiosincrasie di una popolazione che si avvale comunque degli enormi vantaggi derivanti dallo sfruttamento della forma energetica, ma rimane ancorato alla visione velleitaria della questione atmosferica. Barret incarna ora più che mai l’ideologia dei giovani dei Fridays For Future proponendo soluzioni semplici a questioni complesse, esemplificando comunque con la sua lotta verso cattivi totemici la necessità fisiologica di una rivoluzione oramai necessaria. Final Fantasy VII Remake s’abbandona quindi al Lifestream della narrazione come una forma di vita del pianeta audiovisuale senza timore di perdere la sua specificità ben contento di rappresentare una parte (importante) di questo eterno ciclo di storie.

Requisiti PS4:
– Da utilizzarsi con (consigliato): PlayStation 4 Pro (1 TB)
– Dispositivo di controllo: DualShock 4 Wireless Controller (o altro dispositivo compatibile, dotato di funzionalità vibrazione)
– Internet: Richiesta obbligatoriamente connessione internet stabile a banda larga per il download del gioco dal PlayStation Network, e per accedere ai contenuti online
Voto: 93/100
Tipologia: RPG/open world
Produttore: Square Enix
Sviluppatore: Square Enix
Distributore:  PlayStation Store

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