inizioPartita. Windows 10 S e le sue “peculiari” restrizioni (PC)

Ad inizio mese, e precisamente il 2 di Maggio 2017, Microsoft ha lanciato una nuova versione di Windows 10, denominata Windows 10 S: si tratta di una release pensata espressamente per il mercato “educational”, cioè per essere installata sui PC scolastici e/o degli ambiti educativi.

Windows 10 S dovrebbe fornire migliori caratteristiche di sicurezza

Windows 10 S dovrebbe fornire migliori caratteristiche di sicurezza

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La volontà apparente che sta dietro il lancio di questa nuova versione è quella di offrire un OS dal funzionamento stabile e costante, dall’avvio rapido, potente quanto Windows 10 standard, ma più snello, con il vantaggio ulteriore di maggiore sicurezza e semplicità d’utilizzo.

In particolare, su Windows 10 S sono assenti parecchi di quei servizi che vengono solitamente caricati durante la fase di avvio della release più “pesanti” del noto sistema operativo; quest’ultima procedura risulta pertanto decisamente più rapida (…intorno ai 15 secondi) e non si deve attendere oltre un minuto per accedere alla schermata desktop. L’essere privo di tali servizi, che quindi non occupano capacità di memoria RAM solo per il fatto di essere attivi in background, rende Windows 10 S fruibile anche su PC (…o addirittura sistemi netbook) di fascia bassa, intorno ai 200 dollari.

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C’è poi tutta serie di feature pensate apposta per gli istituti scolastici, come la configurazione dei PC tramite USB-key; in pratica, un installatore che dovesse settare (…o resettare) un nutrito numero di macchine con una stessa specifica configurazione software (…caso tipico di un scuola altamente informatizzata), potrebbe farlo molto più agevolmente tramite il nuovo Windows 10 S.

La maggiore sicurezza si dovrebbe poi estrinsecare attraverso l’impossibilità di installare software di terze parti che non provenga direttamente dal Windows Store, fonte privilegiata ed esente dalla possibilità di trasmette infezioni virali informatiche. L’esordiente OS di Microsoft impedisce, in effetti, l’esecuzione dei noti file setup.exe, comunemente utilizzati per procedere all’installazione di nuovo software (…sia esso scaricato in digital-download, o proveniente da supporto ottico, tipo CD-Rom o DVD-Rom), evitando all’utente di incappare erroneamente nel caricamento di qualche subdolo virus.

Quest’ultima strategia di mercato viene quindi veicolata a livello di marketing come un espediente quasi filantropico per arginare l’annosa piaga delle infezioni informatiche.

Peccato che l’obiettivo principale della stessa sia, invece, quello di abituare l’utente finale ad acquistare software tramite il Windows Store: attualmente, chi vende software in maniera diretta per gli OS di Microsoft trattiene il 100% del ricavo, ma passando attraverso il Windows Store si vedrà costretto a lasciare una fetta degli utili all’azienda di Redmond, un po’ come già succede per chi vuole commerciare in programmi per sistemi Apple (iOS o MacOS) o per piattaforme su cui viene installato Android.

Il logo di BING, il motore di ricerca di Microsoft

Il logo di BING, il motore di ricerca di Microsoft

L’obiettivo secondario è, invece, quello di promuovere il motore di ricerca Bing, storico antagonista di Google sviluppato da Microsoft.

Ciò si evince dal fatto che Microsoft Edge, il browser installato di default su Windows 10 S, verrà settato in maniera che le ricerche compiute utilizzando lo stesso vengano portate a termine solo attraverso Bing, senza la possibilità di utilizzare i motori di ricerca della concorrenza.

Inoltre, pur mantenendo la possibilità teorica di installare altri browser (…che dovranno comunque essere acquistati da Windows Store), si è deciso che Edge rimanga sempre selezionato come browser principale e non sarà mai possibile modificare questa pre-impostazione di fabbrica (…cioè, in soldoni, cliccando sui file .html, essi verranno aperti in automatico da Edge, e la stessa cosa succederà per il link URL presenti nel testo delle e-mail, o proposti dalle app di messaggistica eventualmente installate sul sistema). Per visualizzare un determinato sito-web con un altro browser che non sia Edge, bisognerà prima averlo installato (…a pagamento) dal Windows Store, poi bisognerà attivarlo e quindi digitare o copiare manualmente sulla barra degli indirizzi dello stesso lo specifico URL da visionare (niente automatismi).

Al momento, perciò, su Windows 10 S non è nemmeno possibile installare Chrome: il browser sviluppato da Google non è – naturalmente – presente tra i prodotti in vendita sul Windows Store e, forse, non lo sarà mai.

Windows 10 S: che manovra commerciale si nasconde dietro il lancio di questa nuova versione di Windows 10?

Windows 10 S: che manovra commerciale si nasconde dietro il lancio di questa nuova versione di Windows 10?

Queste “peculiari” restrizioni verranno per ora applicate solo a Windows 10 S: se Microsoft tutto d’un colpo decidesse di estenderle anche agli altri prodotti della sua gamma OS si scatenerebbe probabilmente una rivolta degli acquirenti storici.

 

Subdolamente, tuttavia, Windows 10 S è pensato, come abbiamo già spiegato, per il mercato “educational”, e cioè per utilizzatori giovani (…ragazzi in età scolare soprattutto) che si abitueranno velocemente al nuovo trend imposto dal produttore, non essendo sufficientemente smaliziati per intuire il trappolone travisato da questa manovra commerciale.

 

Il sospetto (…fondato) è che, se l’OS in questione dovesse ottenere una buona diffusione, successivamente e poco alla volta (… naturalmente dopo aver assuefatto il target giovanile), tutti i nuovi sistemi operativi di Microsoft vengano commercializzati con questo tipo di formula e di specifiche restrittive.