"La città proibita", di Zhang Yimou

Il viaggio di Zhang Yimou nelle terre lontane dominate dalle potenti dinastie dell'impero cinese attraversa, ancora una volta, dopo La foresta dei pugnali volanti e Hero, i drammatici scontri di potere che insanguinarono le regioni d'oriente durante la dinastia Tang. Spostando l'azione nei meandri della fortezza della città imperiale, dimora imperiale immersa nei colori sfolgoranti e seducenti di una corte tanto sfarzosa quanto amleticamente colma di marcio, il regista mette in scena la tragedia del potere. Alla vigilia delle festività del Chong Yang, la celebrazione della famiglia e degli antenati simboleggiata dal crisantemo, l'imperatore (Chow Yun-Fat) e il suo secondogenito, il principe Jai (Jay Chou), fanno ritorno nella città proibita dopo una lunga campagna di guerra. Ad accoglierli c'è l'imperatrice (Gong Li) da tempo insofferente nei confronti dell'Imperatore e misteriosamente debole di salute. Ma dietro il velo dell'unione familiare, simbolica si nascondono, intrecciati come i lunghi corridoi che collegano le stanze della fortezza, i legami incestuosi dell'Imperatrice e del principe ereditario Wn (Liu Ye) figlio di primo letto dell'Imperatore. Le tensioni tra i diversi membri di questa famiglia così modernamente disgregata e allo stesso tempo edipicamente aggredita dalle passioni carnali, dalla brama di potere, si annodano nella misteriosa ossessione dell'Imperatrice per l'arrivo della festività del crisantemo dorato. La carnalità delle passioni accende i personaggi, ne determina le azioni, le scelte, il loro agitarsi inquieto e nervoso intorno alle sorti del regno. Figli divisi dall'odio per una padre avido di potere e gloria, diabolico uxoricida, e terribile assassino, e dall'amore sconfinato per una madre lacerata dal desiderio di opporsi al destino di vittima sacrificale. Sul palcoscenico di questo drammatico wuxiapian, assai più contemporaneo di quello che possono raccontare gli splendidi costumi e la vibrante fotografia, colmo di ipertrofiche accelerazioni visive e magnetici movimenti di massa degni delle prossime olimpiadi di Pechino, Zhang Yimou decide di liberare i suoi personaggi dalle maschere ingabbianti dei ruoli familiari e sociali imposte dall' onere imperiale, ponendoli davanti alle scelte, umanamente distruttive, di lottare per la proprie libertà e per le proprie passioni.


Titolo originale: Man cheng jin dai huang jin jia
Regia: Zhang Yimou
Interpreti: Gong Li, Chow Yun-Fat, Jay Chou, Li uYe, Chen Jin, Ni Dahong, Li Man


Distribuzione: 01 Distribution


Durata: 111'
Origine:  Cina/Hong Kong, 2007