La digitalizzazione degli schermi in Europa

Dopo la presentazione da parte di Media Salles di alcuni dati sulla digitalizzazione e sul mercato cinematografico europeo alla Berlinale, è risultato che all’inizio del 2014 l'Europa ha convertito quasi l'84% delle sue sale, presentando un tasso di penetrazione leggermente al di sotto della media mondiale, che si aggira intorno all'87% circa. La differenza è netta rispetto al Nord America, dove gli schermi passati alle tecnologie Dlp Cinema o Sxrd sono il 93%. Nonostante in Europa si sia registrato un aumento nel 2014 (30.402 schermi rispetto ai 25.084 del 2013), l'analisi di Media Salles rileva notevoli differenze da Paese a Paese: degli oltre 30.000 proiettori digitali europei, circa il 72% è situato nei sei maggiori mercati (Francia, Regno Unito, Germania, Italia, Spagna e Russia), che, includendo anche le sale non ancora convertite, rappresentano circa il 68,5% degli schermi europei. Accanto ai mercati come quello della Scandinavia, del Benelux, dell'Austria, della Svizzera, dove la pellicola è praticamente scomparsa sia nell'esercizio che nella distribuzione, rimangono Paesi dove la diffusione della nuova tecnologia si mantiene decisamente al di sotto della media del continente. Tra questi la Serbia, con un tasso pari al 26%, la Slovenia (45%), la Repubblica Ceca (51%) e l'Estonia (44%), dove, però, è stato registrato negli ultimi sei mesi del 2013 un incremento apri al 18%. Tornando ai sei maggiori mercati europei, risulta che il processo di conversione in Francia e Regno Unito è quasi ultimato, in Germania resta ancora un 10% di schermi non digitalizzati, mentre il fanalino di coda spetta a Russia, Italia e Spagna, che contano rispettivamente l'81%, il 75% e il 61% degli schermi digitalizzati.

(s.p.)