La programmazione di Fuori Orario dal 7 al 13 febbraio

Su Fuori Orario quattro pellicole degli anni ’50 firmate da Richard Fleischer e due titoli di due registe contemporanee, Certain Women di Kelly Reichtardt e Corpo e anima di ildikó Enyedi.

Domenica 7 febbraio dalle 2.45 alle 6.00

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DOCUSFERA film, incontri, masterclasss, workshop sul documentario italiano


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Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

presenta

SCARTO MINIMO / MASSIMA VERTIGINE

(Richard Fleischer alla RKO)  (2)

a cura di Donatello Fumarola

UNA RISATA PER FAVORE                   

(Make Mine Laughs…, USA 1949, b/n, dur., 64′, 07” v.o.sott.it.)

Regia: Richard Fleischer

Con: Joan Davis, Dennis Day, Ray Bolger, Anne Shirley, Leon Errol, Frances Langford, Hack Haley, Gil Lamb.

“Una risata per favore” è stato il secondo di tre film “pastiche” della RKO, in gran parte composto da momenti musicali e comici delle precedenti produzioni RKO. Il comico Gil Lamb è il cerimoniere, che accompagna lo spettatore in questo viaggio ‘di montaggio’ dentro le produzioni di varietà dell’epoca. Le schegge presentate includono due cortometraggi, “Beware of Redheads” di Leon Errol e uno dei pezzi di Flicker Flashback, entrambi presentati nella loro interezza. Sono presenti anche Frances Langford che canta “Moonlight Over the Islands” (da “Bamboo Blonde”), Anne Shirley e Dennis Day duettano in “If You Happen to Find a Heart” (da “Music in Manhattan”), il ventriloquo Robert Lamouret e le squadre di ballo Manuel & Marita Viera. Il film è stato ritirato dalla distribuzione dopo che Ray Bolger e Jack Haley hanno intentato una causa contro la RKO per uso non autorizzato di brani della pantomima di boxe di Bolger in “Four Jacks and Jill” (1944) e “Who Killed Vaudeville?” di Haley.

STERMINATE LA GANG                                        

(Armored Car Robbery, USA 1950, b/n, 68′)

Regia: Richard Fleischer

Con: Charles McGraw, Adele Jergens, William Talman, Douglas Fowley, Steve Brodie, Don McGuire.

Noir grintoso, senza fronzoli, dove un montaggio rapido scandisce l’avanzare spietato del racconto di una rapina finita male (in anticipo sul The Killing di Kubrick e con molte assonanze con Heat di Michael Mann). L’espressionismo apparente del film è alimentato in modo originale da una tensione documentaria e dalle riprese realizzate in luoghi reali, che troveranno nell’ultimo film di Fleischer per la RKO, “Le jene di Chicago”, una ulteriore e più matura articolazione.

Venerdì 12 febbraio dalle 1.10 alle 6.00

LA CONDIZIONE UMANA

ovvero

La sottile macchina del desiderio di Kelly Reichardt e Ildikó Enyedi

a cura di Lorenzo Esposito

CERTAIN WOMEN              

(Usa, 2006, col, dur., 102’30”, v.o. sott.italiano) 

Regia: Kelly Reichardt 

Con: Kristen Stewart, Laura Dern, Lily Gladstone, Michelle Williams, Jared Harris, James Le Gros, Rné Auberjonois

Mai distribuiti in Italia i film di Kelly Reichardt sono oggetto in questo momento di una diffusa consacrazione internazionale, dal premio alla carriera appena ottenuto al recente Festival di Rotterdam alla prossima retrospettiva completa  al Centre  Pompidou a Parigi, dal titolo L’Amérique retraversée. Fuori Orario ripresenta per l’occasione il settimo film della regista. 

La vita di quattro donne si intrecciano sullo sfondo della cittadina di Livingston, nel Montana, in una sottile meditazione sui temi della solitudine, del desiderio e della ricerca del “luogo” di sé stessi. Tratto da alcuni racconti di Maile Meloy raccolti in Both Ways is the Only I Want it.  Presentato in prima al Sundance del 2016 e vincitore del BFI London Film Festival dello stesso anno. 

“Laura Dern è un avvocato, Kristen Stewart una studentessa di legge e insegnante di diritto per adulti in una specie di doposcuola. Davanti alla prima un operaio vittima di un incidente sul lavoro (Jared Harris) al quale sarà negato l’indennizzo, e alla seconda una giovane indiana Jamie (l’esordiente Lily Gladstone) cow-girl in un ranch per cavalli, innamorata della maestra. La quarta di certe donne è l’ex Marilyn Monroe Michelle Williams, anche lei nata nel Montana, che trasferisce il flusso interrotto d’amore per figlia teenager e marito su un cumulo di pietre d’arenaria, simbolo materico e poetico dello Stato, sognando una nuova casa/famiglia nel parco di Yellowstone […] Lo spazio si dilata e assorbe le parole spezzate dei protagonisti, dialoghi minimalisti, tra i parcheggi fotografati da Stephen Shore e i bar desolati di Hopper. Ma dentro questo indolente e gelido panorama di interni-esterni preme il grido di Kelly Reichardt. Freccia tesa nell’arco.” (Mariuccia Ciotta, Freccia tesa nell’arco, “Film parlato” n. 7, marzo 2017)

“Maile Meloy, dai cui racconti ho tratto il film, è cresciuta in quei luoghi. Certo, il freddo e l’isolamento sono determinanti. È un isolamento magnifico, ma che può rendere la tua vita molto solitaria. Sono due tensioni opposte – quella tra l’amore per il luogo e il desiderio di qualcosa di più – che coesistono, per esempio nel personaggio di Kristen Stewart; e che sentivo anche in una delle mie attrici, Lily Gladstone, nata proprio in Montana, a Misssoula. Presi singolarmente i miei film hanno tutti elementi western molto forti. Certain Women apre sull’immagine di un treno, il primo effetto sonoro è quello di una locomotiva. Ma è difficile girare il paesaggio del West senza tenere conto della sua storia. Parte del disagio che provano i personaggi nei confronti della loro esistenza è ascrivibile a quella storia” 

(Kelly Reichardt, da un’intervista di Giulia D’Agnolo Vallan, “Il Manifesto”, 31 dicembre 2016)

CORPO E ANIMA                         

(Testról és lélekről, Ungheria, 2017, col., dur. 112’58”, v.o.sottotitoli italiani)

Regia e sceneggiatura: Ildikó Enyedi

Con: Géza Morcsányi, Alexandra Borbély

Il film ha conquistato l’Orso d’Oro al Festival di Berlino del 2017, a quasi trent’ anni di distanza da Il mio ventesimo secolo, vincitore della Caméra d’Or al Festival di Cannes del 1989, che aveva consacrato internazionalmente la regista ungherese fin dal suo primo film. Fuori Orario ritorna su Ildikó Enyedi, di cui aveva presentato agli albori del programma proprio Il ventesimo secolo

Mária e Endre lavorano nello stesso mattatoio industriale nella periferia di Budapest, lei come responsabile del controllo di qualità, lui come direttore amministrativo. Tutti e due conducono una vita solitaria e dedita al lavoro, nulla sembra animare la routine quotidiana della loro vita. Ma nei colloqui con la psicologa aziendale scopriranno che ogni notte si incontrano da oltre due anni nello stesso sogno, ritrovandosi in una foresta innevata, popolata da due cervi. 

“Sentivo la necessità di raccontare una storia d’amore passionale e travolgente nel modo meno passionale e spettacolare possibile (…) Volevo evocare quella situazione dove nulla è visibile ad occhio nudo, mentre ci sono tante cose da scoprire all’interno». (Ildikó Enyedi)

Sabato 13 febbraio dalle 1.05 alle 6.30

SCARTO MINIMO / MASSIMA VERTIGINE

(Richard Fleischer alla RKO) 

(3)

a cura di Donatello Fumarola

LE JENE DI CHICAGO                    

(The Narrow Margin, USA 1952, b/n, dur., 68’15”’)

Regia: Richard Fleischer

Con: Charles McGraw, Marie Windsor, Jacqueline White, Peter Virgo, Gordon Gebert, Queenie Leonard.

Un detective della polizia si lancia in un mortale inseguimento a bordo di un treno con assassini della mafia per fermare la vedova di un gangster ucciso prima che possa testimoniare davanti al Gran Giurì. Ultimo film realizzato da Fleischer per la RKO, uscito due anni dopo il suo compimento a causa delle vicende legate al film “Suo Tipo di Donna”.

IL SUO TIPO DI DONNA       

(His Kind of Woman, USA 1951, b/n, dur: 115′)

Regia: John Farrow (e Richard Fleischer)

Con: Robert Mitchum, Jane Russell, Vincent Price, Tim Holt, Raymond Burr, Charles McGraw.

Noir dalla storia travagliata. Girato inizialmente da John Farrow, ma riscritto da Howard Hugues (da poco proprietario della RKO) che ha fatto sostituire e aggiungere nuovi attori e ha fatto fare nuove riprese a Richard Fleischer (ufficialmente non accreditato ma obbligato a seguirne la supervisione da Hugues, che minacciò di non far uscire Le Jene di Chicago, che Fleischer aveva appena terminato).

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