LIBRI DI CINEMA – “La bomba e l'onda – Storia dell'animazione giapponese da Hiroshima a Fukushima”, di Andrea Fontana

La bomba e l'onda copertinaLa bomba e l'onda – Storia dell'animazione giapponese da Hiroshima a Fukushima

di Andrea Fontana

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Bietti Heterotopia, 1a edizione marzo 2013

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Anche se in Italia l'animazione giapponese è ormai una realtà sdoganata ai livelli più alti e sostenuta dall'entusiasmo di tantissimi appassionati, ancora la percezione del reale valore di molte opere non è stata raggiunta: questo accade perché, in larga misura, mancano strumenti in grado di creare le giuste correlazioni fra i risultati artistici e l'humus culturale, storico, sociale e umano che ha prodotto gli stessi, creando in tal modo una doppia dinamica. Da un lato il confronto sopra citato permette infatti all'opera di riverberare nuovi e più complessi significati, in grado di arricchire la fruizione dello spettatore; dall'altro la realtà stessa del Giappone si scopre perfettamente radiografata dal talento degli autori che l'hanno raccontata e trasfigurata mediante le tecniche della narrazione per disegni: al pari dell'America, che ha costruito la propria mitologia attraverso il cinema, insomma, anche il Giappone ha un immaginario che può essere interamente racchiuso nei percorsi tracciati dall'animazione.

 

In virtù di simili meccanismi, e consci dell'importanza che un serio lavoro critico è dunque in grado di apportare al dibattito sugli anime, accogliamo con favore e interesse il lavoro di Andrea Fontana, che conduce il lettore fra generi ed epoche dell'animazione nipponica in un saggio che pone come colonne d'Ercole i due disastri tristemente noti che hanno funestato l'Arcipelago nel corso degli ultimi settant'anni: lo sgancio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki nel 1945 e il terremoto, con conseguente tsunami, del 2011 che portò alla fuoriuscita di materiale radioattivo dalla centrale nucleare di Fukushima. Un intervallo che descrive una precisa circolarità, fra orrori portati da un uso dissennato della tecnologia e una voglia di affrontare le avversità per raggiungere i propri obiettivi: una Storia di continue cadute e rinascite, insomma, che fa il pari con la continua capacità rigenerativa di un'industria capace di essere sempre un passo dietro (e talvolta anche parecchi passi avanti) agli snodi più significativi della società.

 

Per far questo si seguono tre macro-periodi: il primo, relativo al dopoguerra, è quello de “I figli della bomba”, in cui il bisogno di ricostruzione passa per un'etica e un'estetica orientata all'esaltazione del sacrificio individuale in nome del raggiungimento del benessere generale. Sono gli anni dei pionieri, dei robot giganti di Go Nagai, ma soprattutto delle epopee sportive, genere che ha un vero e proprio boom e che Fontana correttamente collega all'importante evento delle Olimpiadi di Tokyo del 1964 (al centro anche di opere moderne come La collina dei papaveri), che fece segnare alla nazione un importante salto in avanti nella realizzazione delle infrastrutture. A questi seguono “I figli del boom”, ovvero gli autori (e le serie) che hanno prosperato durante gli anni del boom economico (primi anni Ottanta in particolare), proponendo storie più lievi e orientate all'esaltazione del romanticismo; e infine “I figli della bolla”, conseguenti alla grave crisi economica iniziata a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, e che sfociano nella cosiddetta Nuova Animazione Seriale, con storie più inquiete, cui si accompagna un fermento creativo e una voglia di sperimentare che trova sfogo nelle opere di Hideaki Anno (Neon Genesis Evangelion), Shinichiro Watanabe (Cowboy Bebop) e Satoshi Kon (Paprika).

 

Sebbene riconsiderare ogni opera nel cono d'ombra della prospettiva storica possa a tratti apparire limitante, Fontana riesce a trovare un giusto equilibrio fra l'esigenza di mantenere un punto di vista ben allineato allo scopo della sua ricerca, e la necessità di esaltare la diversità del variegato mosaico di autori che sfilano lungo settant'anni di storia: il ritratto che ne emerge e dunque composito e in grado di informare il lettore sulla progressione della società giapponese nel corso dei decenni, mentre fornisce un puntuale resoconto delle innovazioni artistiche del mercato, lasciando, alla fine della lettura, il senso di una piacevole compiutezza. Ci riesce grazie anche a uno stile scorrevole e a un'analisi supportata da precisi rimandi alle fonti e sempre perfettamente addentro alla materia, senza inutili divagazioni.

 

Per noi spettatori italiani, un simile lavoro ha un merito ulteriore: rimette ordine in una memoria comune che è stata traviata dalla distribuzione, spesso molto casuale, dei titoli. Soltanto per limitarci ai classici dell'animazione (quelli che oggi costituiscono il bagaglio nostalgico della cosiddetta “Goldrake Generation” di fine anni Settanta), bisogna infatti considerare come opere di tre decenni distinti (Sessanta, Settanta e Ottanta) siano arrivate nel nostro paese nell'arco di appena un lustro (fra la fine dei Settanta e i primi Ottanta), causando una sovrapposizione di temi, figure e stili che il libro riesce finalmente a ricondurre alle rispettive matrici estetiche e contenutistiche.

 

A margine vanno considerati anche i due saggi di Massimo Soumaré sui jidaimono (i racconti a sfondo storico) e di Susanna Scrivo sulla rappresentazione delle donne negli anime e nei manga, che completano la ricognizione storica; e inoltre le due introduzioni di Mario Rumor e Andrea Baricordi, che insieme alla pungente postfazione dell'autorevole Marco Pellitteri, parlando della loro conoscenza più o meno diretta della realtà giapponese, descrivono bene il perimetro entro il quale l'azione di Fontana viene naturalmente a iscriversi.

 

 

Indice

 

Di storie e di uomini. Per uno sguardo mai più distratto, di Mario A. Rumor

 

Prefazione – Come Virgilio, di Andrea Baricordi

 

Introduzione

 

1. I figli della bomba

Prima della bomba: il Giappone all'indomani della guerra mondiale

Hiroshima, Nagasaki e il dopoguerra nipponico

Dal miracolo economico alla crisi petrolifera

Il Dio del manga che osserva la Storia: Osamu Tezuka e la Mushi Production

Credere nel futuro: Tatsuo Yoshida e la Tatsunoko

Lo sport all'epoca del boom: il genere supokon

Un immaginario segnato: l'era dei robot giganti

Le contestazioni

Isao Takahata, per un'animazione eco-politica

Hayao Miyazaki, il poeta di nuovi mondi

L'anime filosofico: Mamoru Oshii

Fissare l'orrore negli occhi: la rappresentazione della guerra

Il futuro non è roseo: Katsuhiro Otomo

 

2. I figli del boom

Il Boom economico e i suoi effetti sociali

Gli anni Ottanta: tra la gloria e l'apocalisse c'è l'amore

L'orrore sociale: Yoshiaki Kawajiri

Distruggere per ricostruire: Rintaro

Verso un nuovo mondo (animato)

 

3. I figli della bolla

La crisi economica

Un nuovo assetto valoriale: il Giappone della crisi

Donne all'ombra della crisi: da Ranma a Nana, passando per Sailor Moon

La crisi non è fuori, è dentro: Hideaki Anno

La NAS, ovvero come dimenticare il passato e guardare il presente attraverso il futuro

Welcome to the Real World: Satoshi Kon

La bolla ha liberato l'orrore

Di crisi e di guerre: il Giappone contemporaneo

Per una nuova animazione eco-umanistica

Future Ghibli

Yuasa Masaaki: l'anime come fuga

Mamoru Hosoda: sognare la contemporaneità

Makoto Shinkai: annullare lo spazio e il tempo

Nuove leve, nuove ansie

 

Appendici

Dame di corte, guerrieri e mercanti: i jidaimono e l'animazione giapponese, di Massimo Soumaré

Buone mogli e sagge madri: le donne giapponesi e la loro rappresentazione in manga e anime, di Susanna Scrivo

 

Conclusione – L'onda e la paura nucleare

 

Postfazione – Sulle visioni del Giappone e delle sue storie culturali, di Marco Pellitteri

 

Cronologia completa

Breve glossario

Ringraziamenti

Bibliografia

Indice analitico