LIBRI DI CINEMA – L’Abc della ripresa cinematografica

L’Abc della ripresa cinematografica

Joseph V. Mascelli

Dino Audino Editore

Finito di stampare nel mese di dicembre 2011

pp. 175, € 19,50

 

[…] la cosa più importante da ricordare, per i registi più ambiziosi, è che per rompere le regole bisogna prima averle imparate”. Così sentenziava l’autore di questo libro nell’introduzione alla prima edizione, e di certo non era lontano dalla verità. E le regole, quelle che compongono e muovono il complesso universo della tecnica cinematografica in tutte le sue forme e sfumature, sono in gran parte canonizzate proprio nelle pagine di questo fondamentale testo, “L’Abc della ripresa cinematografica”, scritto dall’operatore di cinepresa, regista, editor e redattore statunitense Joseph V. Mascelli. Il suo nome dirà quasi nulla ai più: ex cineoperatore nella Seconda guerra mondiale e in seguito cineasta civile per l’aviazione, è stato regista di un solo lungometraggio, nel 1963, ma l’esperienza accumulata negli anni, unita alle sue competenze tecniche, ne fecero uno dei maggiori esperti della ripresa cinematografica.

 

Cominciamo a dire che cosa queste pagine non sono: il lettore non si troverà davanti a un usuale dizionario tecnico del cinema, né a un ordinario compendio di storia della tecnica. Il volume fu pubblicato per la prima volta, negli Stati Uniti, nel 1965, e si affermò in breve tempo come primo e dettagliato manuale di ripresa cinematografica, tuttora un vero e insuperato classico sull’argomento. A distanza di quasi cinquant’anni, mai accantonato da cineasti e appassionati delle tecniche di ripresa e del cinema in generale, questo ricco e puntualissimo testo didattico arriva alla terza ristampa per i tipi della Dino Audino. La veste grafica è quella consueta della casa editrice, il logo di copertina risulta modificato e “attualizzato” rispetto alla precedete edizione, ma impaginazione e contenuti (con un’ottima e robusta carta semilucida) rimangono identici ad affascinare (e formare) il futuro operatore cinematografico, il regista, o semplicemente il lettore/appassionato che voglia apprendere e applicare le tecniche di ripresa.

 

Nonostante la complessità degli argomenti come assi di azione, mappe direzionali, raccordo di sguardi in movimento, il testo è permeato di un tecnicismo e di una lingua specialistica (ben resa nell’ottima e confermata traduzione di Fabrizio Calcabrina) di certo elevati, ma non esasperati o fini a sé stessi, essendo perfettamente inseriti nella macchina espositiva e divulgativa. La struttura generale appare dunque molto leggera, ariosa, e la densità totale è comunque contenuta, con sole cinque sezioni (angolazioni dell’inquadratura, continuità, montaggio, primi piani e composizione: da qui viene il titolo originale, “The five C’s of cinematography”) distribuite in poco meno di centottanta pagine, tutte ovviamente dettagliatissime e supportate da un prezioso quanto indispensabile apparato iconografico-illustrativo, che assieme centrano pienamente l’intento didattico.

Come brevissima e generosa introduzione al volumetto, sono state mantenute le parole accorate e venate di autobiografismo del fotografo hollywoodiano Arthur C. Miller, tre volte premio Oscar per la migliore fotografia negli anni Quaranta.

 

INDICE

Introduzione di Arthur C. Miller 

Capitolo primo Angolazioni d’inquadrature

Capitolo secondo Continuità 

Capitolo quarto Montaggio

Capitolo Terzo: Il dinamismo della macchina da presa

Capitolo quinto Composizione