Lo scambio di principesse, di Marc Dugain

Marc Dugain trasforma la nobiltà in una Wunderkammer a misura di bambino attraverso cui ripensare il period drama. Uno spunto esplosivo che però non trova terreno fertile su cui germogliare

Lo scambio di principesse, uscito in Francia nel 2017 ed arrivato da noi solo ora è un prodotto felicemente anomalo, che prova a ragionare su un nuovo posizionamento del period drama nel cinema contemporaneo. Nel 1722, per porre fine alle ostilità con la Spagna, il governo francese organizza un doppio matrimonio tra la figlia del reggente di Francia e l’erede al trono spagnolo e tra il piccolo Luigi XV e l’infanta di Spagna. Ma le parti coinvolte sono troppo giovani per accettare le convenzioni e mal sopportano quei giochi di potere che stanno rubando loro l’infanzia.

Tra moti di ribellione adolescenziali e spietatezza della vita di corte, Lo scambio di principesse manda dunque in pezzi quel matrimonio politico centrale nel meccanismo dinastico, una falla, questa, che corrode anche le coordinate tradizionali del dramma in costume. Il film è dunque un ambizioso post period drama in cui tutti gli elementi legati al genere sono deflagrati e cambiati di segno, come in un archivio disordinato. Dugain ne attraversa i confini partendo dal pittorialismo di Barry Lyndon ma si spinge fino a esiti imprevisti, tratteggiando la vita di corte con tratti pruriginosi e decadenti. Ne viene fuori un racconto sfuggente, che nei suoi momenti migliori rimodula i suoi tratti ad un tempo come un dramma sentimentale visto attraverso gli occhi di due adolescenti, ad un altro come una parodia a misura di bambino del film in costume.

lo scambio di principesse

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Lo scambio di principesse riduce un intero genere ad un’artefatta wunderkammer che però non riesce a spingersi più in là del suo deflagrante concept. Lentamente, la regia si ripiega sul suo nichilismo, non costruisce argomentazioni forti e finisce per girare a vuoto, fino a perdere gran parte della sua carica eversiva e ad abbracciare, nell’ultimo atto, quella natura da period drama televisivo che inizialmente aveva rigettato.

Insicuro della potenza della sua premessa, Lo scambio di principesse arriva al finale stanco, sprecando quel germe rivoluzionario che stava covando, poi portato a frutto da alcuni prodotti successivi, da La Favorita di Lanthimos al Dickinson di Apple tv+. Il film di Dugain, alla fine è rimasto indietro, incapace di mettere a frutto il suo promettente approccio al materiale, facilmente archiviabile come un film derivativo piuttosto che come un precursore di molto di ciò che è stato e sarà.

 

Titolo originale: L’échange des princesses
Regia: Marc Dugain
Interpreti: Lambert Wilson, Anamaria Vartolomei, Olivier Gourmet, Catherine Mouchet, Patrick Descamps, Kacey Mottet Klein, Maya Sansa, Andréa Ferréol
Distribuzione: Movies Inspired
Durata: 100′
Origine: Francia, 2017

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.7

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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