Michael Winterbottom, un regista in crisi e…Amanda Knox

michael winterbottom e cara delevingne sul set di the face on an angelMichael Winterbottom è un tranquillo signore inglese. Che ama toccare argomenti scottanti nei suoi film. Come quando raccontò l’odissea di un ragazzo afghano, dagli altopiani martoriati dalla guerra giù giù, di nascondiglio in nascondiglio, fino all’Italia, dentro un container, e poi via verso Francia e Inghilterra, in Cose di questo mondo, Orso d’oro a Berlino nel 2002.

 

Questa volta, Winterbottom racconta la storia di un regista, che vuole fare un film su una giornalista, che a sua volta si sta occupando di un delitto. Un delitto che somiglia molto a quello più chiacchierato, in Italia, negli ultimi dieci anni: il delitto di Perugia. La storia di quella studentessa inglese trovata sgozzata, a casa sua: Meredith Kercher. E di quei due studenti, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, sospettati di un omicidio feroce. E di volta in volta condannati, assolti, processati di nuovo.

 

Lui però, Winterbottom, si affretta a dire che il suo film “non tratta del delitto di Perugia”. Sì, però il film, che si chiama The Face of an Angel, è liberamente tratto dal libro della giornalista americana Baribe Latza Nadeai Angel Face: Sex, Murder and the Inside Story of Amanda Knox. Che racconta proprio quel delitto. E la protagonista del film, la ex top model Cara Delevingne, così come la hanno truccata nel film, è difficile sostenere che non ricordi Amanda Knox, la studentessa americana sospettata dell’omicidio. E allora?

 

 

cara delevingne e michael winterbottomAllora noi giornalisti non abbiamo capito niente?

No, il film è la storia di un regista in crisi. Un regista che fa un film su una giornalista che scrive la storia di un delitto….

 

 

Insomma, due passi indietro, rispetto alla cronaca. Due livelli narrativi di distanza…

E la studentessa che io racconto si chiama Melanie, e studia a Siena, non a Perugia.

 

 

Ah, allora sì, cambia tutto…

Il vero protagonista del film è Thomas, il regista incaricato di scrivere un film sulla storia di una studentessa inglese uccisa.

         

 

Dove avete girato?

In gran parte a Siena, la città dove vive la studentessa del film, a Colle val d’Elsa e a Firenze, dove lei va a visitare il Battistero.

 

 

Ci sono attori italiani nel film?

Sì, c’è Valerio Mastandrea, che ha il ruolo di un tipo misterioso, uno ossessionato dalle statistiche sui crimini, dai data base sui criminali. Poi ci sono anche Edoardo Gabbriellini e Andrea Tidona.

 

 

michael winterbottom e cara delevingneLei dice che il film non racconta la storia di Amanda Knox e di Meredith. Però ha incontrato anche i giornalisti e gli avvocati che si sono occupati del processo…

Sì, è vero, ho parlato con gli avvocati, e ho anche incontrato i familiari dei protagonisti del caso. Ma è normale: volevo documentarmi su un crimine tra i più discussi degli ultimi tempi.

 

 

Una delle protagoniste della storia è una giornalista, interpretata da Kate Beckinsale. E lei ha fatto già altri film su giornalisti. Perché?

Perché penso che i giornalisti rappresentino tutti noi. Se noi possiamo avere un’opinione, un’idea sulle cose che accadono nel mondo è grazie a loro. I giornalisti sono letteralmente i nostri occhi. Ci danno il senso di che cosa succede nel mondo. 

 

Intanto, negli scorsi giorni, i fiorentini hanno potuto vedere Cara Delevingne aggirarsi, con i capelli lisci, l’aria da ragazzina – quale, del resto, è – e lo zainetto in spalla per le strade del centro di Firenze. Inseguita da una telecamera, e dal sospetto, difficile da cancellare, che somigli un pochino ad Amanda Knox.