Notre-Dame in fiamme, di Jean-Jacques Annaud

Un kolossal vecchia scuola che esibisce tutto il suo budget ma si perde per strada tutti i personaggi. Dell’incendio di Notre Dame del 15 aprile del 2019 resta solo la cenere.

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Il fuoco è per gli eroi. È quello di Ron Howard (Fuoco assassino), Quentin Tarantino (l’incendio nel cinema di Bastardi senza gloria), ma anche quello di Trappola di cristallo o della coppia John Travolta/Joaquin Phoenix in Squadra 49. Jean-Jacques Annaud in Notre-Dame in fiamme prende l’impalcatura del disaster-movie ma in mano gli resta soltanto la cenere. Il film ripercorre i momenti antecedenti e le ore successive del devastante incendio della cattedrale avvenuto il 15 aprile 2019. Si comincia con tutte le fasi precedenti: l’arrivo del nuovo dipendente che deve già fare lo straordinario, i turisti in chiesa, le guide che parlano diverse lingue, i dipendenti allertati dai primi allarmi. Poi i dettagli: il piccione sui cavi, la sigaretta accesa. Il tempo viene scandito come in un film di Tony Scott, ma il kolossal francese, quando non è nella mani di Besson (regista o produttore), non riesce a condensare l’azione perdendosi in mezzo a troppe strade, impantanandosi sulla via dei soccorsi allo stesso modo dei vigili del fuoco che cercano di arrivare alla cattedrale.

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Annaud è un cineasta che dispone spesso di budget consistenti. Anche Notre-Dame in fiamme, commissionato al regista dal presidente della Pathé Jérôme Seydoux, è costato circa 25 milioni di euro. Come in Sette anni in Tibet o Il nemico alle porte esibisce la sua enorme macchina produttiva, trionfante come quella di Oliver Stone in World Trade Center. La tensione si affaccia appena solo nel momento in cui due pompieri salgono le scale al buio o quando non riescono a spegnere l’incendio perché la pressione dell’acqua è debole. Ma gli eroi in Notre-Dame in fiamme sono appannati. Anzi, se li perde proprio, come gran parte dei personaggi che entrano in azione che rischiano la caricatura come il giovane architetto o la preghiera del prete oppure mostra l’inefficacia action nella corsa dell’intendente di Notre-Dame da Versailles alla cattedrale. Si sprecano modellini, split-screen, musica celestiale come nel recupero della corona. La struttura del documentario-reportage dove ci sono anche le immagini d’archivio Emmanuelle Macron o il sindaco di Parigi Anne Hidalgo nei panni di sé stessa, con in più la testa di Donald Trump, si mescolano quelle tracce misteriche di Il nome della rosa. Un cinema dove il tempo non sembra passato mai, che si ammira e si celebra da solo, che porta a immedesimarsi con i suoi personaggi allo stesso modo dei suoi orsi o delle tigri di Due fratelli. Uno spettacolo imponente, (auto)celebrativo quanto falso, con in più quel sospetto di voyerismo simile alla gente che guarda Notre-Dame in fiamme e la filma col telefonino. L’inferno è per gli eroi. Notre-Dame in fiamme e il cinema di Annaud non sanno assolutamente cosa sia.

 

Titolo originale: Notre-Dame brûle
Regia: Jean-Jacques Annaud
Interpreti: Samuel Labarthe, Jean-Paul Bordes, Mickaël Chirinian, Jérémie Laheurte, Maximilien Seweryn, Dimitri Storoge, Pierre Lottin, Jules Sadoughi, Vassilli Schneider, Chloé Jouannet
Distribizione: Vision Distribution/Sky
Durata: 110′
Origine: Francia, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1.5
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Il voto dei lettori
1.67 (3 voti)
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