Per tutta la vita, di Paolo Costella

Un dramma trasteverino scorrevole costruito in funzione del suo cast d’eccezione, ma che non riesce a mascherare un discorso quantomeno dubbio sulla vita di coppia e la maturità

In Immaturi era l’esame di maturità a subire l’annullamento. Lì, come in Perfetti sconosciuti c’era alla regia Paolo Genovese e alla sceneggiatura Paolo Costella, che in Per tutta la vita si scambiano le posizioni e decidono di far cadere sotto la paranoia burocratica, tanto viva nella realtà italiana, il matrimonio. Il vincolo sacro, infatti, non è valido visto che il prete che lo ha celebrato nella cappella di San Cosimato a Roma si fingeva solo tale. Così, quello che doveva essere un nodo spirituale che doveva legare per sempre le anime di quattro coppie si infrange di punto in bianco, anche se questo sembra portare lo stesso effetto che può dare trovare nella cassetta della posta una multa o un rimborso inaspettato.

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Eppure, sotto la superficie scorie e non detti ribollono. Quando l’interior designer Luca Bizzarri chiede quasi sovrappensiero se non sia meglio non celebrare di nuovo il rito per riassaporare il brio di essere fidanzati, la banchiera Carolina Crescentini comincia a storcere il naso. Cosa che Paolo Kessisoglu, uomo di una moralità apparentemente immacolata, e sua moglie Claudia Gerini, avvocato, notano al primo sorso di bollicine in Piazza San Cosimato. È difficile, invece, che non si noti lo scontento in Claudia Pandolfi, architetto, quando il suo compagno Filippo Nigro, speaker radiofonico, le chiede quando potranno diventare una vera famiglia. Oppure in Ambra Angiolini alla lettura della sentenza che, in assenza di matrimonio, annulla gli assegni di mantenimento che l’ora mantenuto Fabio Volo le versava ogni mese.

L’aderenza dei ruoli ai loro interpreti riesce a sgravare il film da una necessaria e altrimenti pesante introduzione dei singoli personaggi e delle dinamiche di coppia. Per tutta la vita è costruito interamente per supportare il lavoro degli attori, che sono il fulcro dei momenti commoventi, delle piccole punte di erotismo e della scorrevolezza che rappresentano i punti forti del film. Eppure, questo cinema trasteverino alto borghese, che mette il naso fuori dal quartiere solo per una gita fuori porta a Castel Gandolfo, e quello che dovrebbe essere per i personaggi un percorso di crescita fuori tempo massimo lascia come minimo dubbiosi.

L’unico strumento che Per tutta la vita sembra vedere in una trasparenza esasperata l’unico mezzo per crescere e per saggiare la resistenza delle coppie. I coniugi futuri e passati diventano confessori e sorveglianti l’uno dell’altro, svelando spiacevoli verità, cercando di modellarsi a vicenda come due pezzi di un puzzle da far combaciare. Un processo doloroso che il film vorrebbe far coincidere con il suo finale, che anche nella rottura ha le intenzioni del lieto fine. Allora, in definitiva la rottura iniziale del vincolo sacro sembra riflettersi in una perdita totale della sacralità dell’altra persona, in fondo irriducibile e insondabile, inseparabile dai suoi punti ciechi. Che sia l’accettazione di questo mistero la via maestra per la maturità?

Regia: Paolo Costella
Interpreti: Claudia Gerini, Claudia Pandolfi, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Fabio Volo, Ambra Angiolini, Filippo Nigro, Carolina Crescentini
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 101′
Origine:
Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.77 (22 voti)
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