Sir – Cenerentola a Mumbai, di Rohena Gera

La Cenerentola di cui si parla in Sir è una giovane donna di nome Ratna, partita da un villaggio dell’entroterra indiano per lavorare come serva a Mumbai. La casa di cui dovrà occuparsi è quella di un giovane erede proveniente da una famiglia di costruttori, che vive solo in una sorta di mausoleo dal cui terrazzo è possibile avere la città ai propri piedi.

Mumbai è una metropoli labirintica, congestionata da un traffico folle e da migliaia di colori o profumi, che ne rallegrano le strade come fosse un’eterna festa dell’Holi

La regista Rohena Gera con questo film firma il suo primo lavoro di fiction e si fa conoscere dalle parti di Cannes, avendo partecipato alla Semaine de la Critique del 2018. Ed è un debutto europeo in cui si vuole portare tanto del proprio Paese, del proprio microcosmo.
Certo, Sir non raggiunge mai i toni melodrammatici di Cafarnao – altro lavoro firmato da una donna, passato a quella stessa edizione di Cannes e però ambientato a Beirut – ma allo stesso modo cerca di denunciare vizi e virtù di uno stato, quello indiano, ancora irrimediabilmente imbrigliato nella trama delle contraddizioni.


La sinossi allora procede portando avanti almeno tre tipi diversi di conflitto, quello tra città e villaggio, tra progresso e tradizione e, come è ovvio, tra ricchezza e povertà. Sir
Perché, andando oltre la storia d’amore che dovrebbe essere il perno fondamentale del film – che però risulta spesso prevedibile – ciò che più sembra essere riuscito alla regista è il ricorso continuo a quelle carrellate che fotografano Mumbai, restituendo il cuore pulsante di un’India in cui due persone appartenenti a caste diverse non sono libere di amarsi.

Il riferimento autoriale preso da Sir è chiaramente il Wong Kar-wai di In the Mood for Love (ma anche di Hong Kong Express), quindi un’attitudine tra le più occidentali, tra i maestri del cinema orientale.
La Cenerentola che sgobba nell’attico di Mumbai, allora, prova ad assumersi la responsabilità di essere l’espressione di un dolore transnazionale, che supera la società indiana e prova a parlare ad una platea più ampia. Quella delle donne ancora subordinate al patriarcato in migliaia e migliaia di casi in tutto il mondo.
Del resto la stessa fiaba di Cenerentola, in origine, sembrerebbe provenire dall’antico Egitto, ma venne ripresa nei secoli un po’ a tutte le latitudini, da Giambattista Basile a Walt Disney. A testimonianza del fatto che, purtroppo, certi episodi di sottomissione non sembrano essere superati proprio mai.

 

Regia: Rohena Gera
Interpreti: Tillotama Shome, Vivek Gomber, Geetanjali Kulkarni, Rahul Vohra
Distribuzione: Academy 2
Durata: 96′
Origine: India, 2018