SOME PREFER CAKE 2013 – Jack and Diane, di Bradley Rust Gray

Prima di risvegliare principesse o mutare il mostro in essere umano, il bacio (che è un morso) suggellava vite eterne da vampiro o svelava nell'essere umano l'animale (che dunque siamo). Dentro a un contatto autentico con l'estraneo si verifica puntualmente l'inevitabile: l'amore è spaventoso, ricorda Bradley Rust Gray: perchè riapre una ferita originaria.

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SOME PREFER CAKE 2013 - Jack and Diane, di Bradley Rust GrayCon Jack and Diane, passato al Tribeca, Sitges e Locarno 65, presentato in anteprima italiana al Some Prefer Cake 2013, il regista americano si rifiuta di accettare la cesura pretestuosa tra cinema fantastico e romanzo di formazione, visione e quotidiano. Sembra incredibile, ma l'irrompere del fantastico (attenzione, non fantasy, almeno non il fantasy all'acqua di rose che sta spopolando ultimamente) in un film che non mette le mani avanti dichiarandosi horror, anzi, si limita a raccontare l'eterna storia romantica del primo amore, scatena ancora una certa diffidenza. Gray non è certo Lynch, eppure anche a lui dovrebbe essere concesso il beneficio di sovrapporre i due piani senza districarli, in quell'avventura pericolosa che è il corpo di un'adolescente.

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Dovevano essere Olivia Thirbly e Ellen Page, ma la scelta delle due attrici non fa rimpiangere la sostituzione: Jack – Riley Keough, modella e nipote di Elvis, già vista in The Runaways e Magic Mike, qui in grado di abbandonare del tutto la sua immagine glamourous per abbracciare i panni di una giovane skater ferma nella sua disillusione, senza farne una macchietta) e Diane – una Juno Temple di meravigliosa innocenza, costantemente in parte, rinchiusa in uno sguardo interrogativo, metà Dottie di Killer Joe, metà London di Kaboom – a partire dal loro primo bacio inquieto scatenano l'inferno. Una se lo porta dentro, nell'esperienza di un fratello maggiore che non ha retto alla violenza del dovere di crescere e affrontare il rifiuto, l'altra, che già contiene una gemella più indifesa (forse immaginaria, forse è parte di lei) lo elabora fisicamente, nell'incapacità di dominare qualcosa di troppo brutale per dargli un nome.

Riley Keough in Jack and Diane di Bradley Rust GrayLa densità delle sue emozioni, come nel capolavoro di Charles Burns Black Hole in cui davvero  non esiste nulla di più misterioso del corpo di un adolescente, è già svelata dal sanguinamento dal naso (che poi diventa reciproco per entrambe le ragazze) ribolle in una densa materia di pelle, peli, denti e sangue, letteralmente filmata dall'interno del suo corpo grazie alle creazioni dei Quay Brothers, fratelli maestri dell'animazione che qui, con il contributo di Hrafnhildur Arnardottír, sono stati chiamati a interpretare con arte l'affiorare di emozioni incontrollabili.

Come in una storia di mutanti, il corpo di Diane risponde gradualmente alla scoperta del potere del sesso, generando in lei e da lei una bestia divoratrice (creata dal Gabe Bartalos di Cremaster), con la quale si identificano l'amante e l'amato: "vorrei  aprirmi una cerniera nel corpo e metterti dentro di me", dice Jack. Se Diane risponde ingenuamente: "come in un sacco a pelo?" la bestia che è l'amore sta già lavorando alacremente nelle sue viscere, esprimendo esplicitamente il desiderio di nutrirsi del cuore dell'altra.

Juno Temple in Jack and Diane di Bradley Rust GrayLa favola, la metafora viene illustrata nei particolari e risulta al tempo stesso grottesca, realistica, inquietante e divertente, arricchita da un umorismo doloroso. Come per lo studente di Un lupo mannaro americano a Londra, la creatura si è costruita ed esplode nel suo corpo adolescente; ma un attimo dopo ritorna a esibire la goffaggine e la fragilità di una sedicenne.

Intorno alle due ragazze palpita una New York nostalgica e incantata non troppo diversa da quella del film precedente di Gray, The Exploding Girl (i club notturni, i manifesti delle band, la sortita illegale nella piscina dell'albergo, la stazione dei bus come luogo d'elezione per ogni abbandono) mentre il viaggio di Jack e Diane si contrappone alla solitudine e forse alla rassegnazione delle donne più anziane – la tatuatrice, un cameo di Kylie Minogue, la zia, interpretata da Cara Seymour).

Riley Keough in Jack and Diane di Bradley Rust GrayCerto il film non è perfetto, ma non è e non vuole essere un'opera di rigore: come il sogno di una notte, per goderselo occorre assecondare le vibrazioni della musica dei Múm, ricordarsi cosa significa fare per la prima volta l'alba, tornando a casa con la sensazione di aver compiuto un'impresa colossale, con le note dolci (smielate, anche) di Only You dei The Flying Pickets contenute in un vecchio nastro. Anche se questo significa finire in un incidente. L'amore è un incidente. Poi, richiede la constatazione amichevole. Ma questo film viene prima del compromesso, del patteggiamento, del progetto comune: è il primo amore, che è un fumetto. E sanguinario.