SOUNDTRACK- Southpaw – L’ultima sfida, di Antoine Fuqua

I am phenomenal
With every ounce of my blood
With every breath in my lungs

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Won’t stop until I’m phe-no-menal
I am phenomenal
However long that it takes
I’ll go to whatever lengths
It’s gonna make me a monster though
I am phenomenal
But I would never say, ‘Oh, it’s impossible’
Cause I’m born to be phenomenal”

Da un orfanotrofio di Hell’s Kitchen ai ring più prestigiosi di New York. Dalla stabilità familiare ed economica al perdita affettiva e professionale. La parabola umana fatta di salite, successi, cadute e riscatto di Billy Hope (Jake Gyllenhaal), il pugile mancino campione dei pesi massimi ritratto da Antoine Fuqua nel suo Southpaw – L’ultima sfida. Inizialmente ritratto come un vincente, Billy ha tutto, soldi, fama, una villa faraonica, una moglie bellissima e premurosa(Rachel McAdams) e una figlia che lo adora. Perde tutto in un’istante e, per uno cresciuto in strada facendo avanti e indietro dal carcere, non è facile trovare la razionalità necessaria per affrontare un lutto, lo sgretolarsi di una carriera e l’allontanamento dalla figlia. Caduto in un vortice di autodistruzione alimentato da alcool e violenza, il film ne mostra la lenta risalita fatta di umiltà e sudore, tra allenamenti in una piccola palestra di quartiere, affiancato da Tick (Foster Whitaker), allenatore di ragazzini strappati dalla strada, ed un percorso umano fatto di costanza ed autocontrollo. Scritto da Kurt Sutter, già penna e produttore di Sons of Anarchy e The Schield, il film vede Jake Gyllenhaal trasformare nuovamente il suo corpo, dopo l’impressionate performance, snobbata agli Oscar, del viscido e spietato operatore video di Nightcrawler – Lo sciacallo, al servizio di un nuovo personaggio. Questa volta abbandona il profilo emaciato e nervoso di Lou per mettere su muscoli e addominali, strumenti necessari a rendere credibile la sua interpretazione, convincente ed intensa durante tutta la durata del film

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Fuqua, dunque, si inserisce in un filone cinematografico, quello dedicato al pugilato, ricco e variegato 

siuthpaw3che comprende alcuni titoli entrati, potenti come un destro sferrato di soppiatto, nella cinematografia mondiale. Tra la vera storia di Rubin “Hurricane” Carter portata sul grande schermo da Norman Jewison ai vari capitoli del leggendario Rocky Balboa, interpretato da Sylvester Stallone, passando per la testarda Maggie di Million Dollar Baby all’Alì di Michael Mann, fino al classico dei classici, lo scorsesiano Toro Scatenato, Billy Hope si fa strada, tra un match e l’altro, e prende il suo posto tra i tragici eroi con i guantoni. Un terreno scivoloso quello nel quale si è addentrato Fuqua che però ha reso interessante grazie a sequenze registiche potenti, con soggettive originali ed incisive, rese ancora più potenti dall’uso della macchina a mano e che coincidono quasi sempre con i combattimenti o gli allenamenti di Billy Hope. Script quello di Southpaw nato inizialmente come sequel di 8 Mile, pellicola, diretta da Curtis Hanson, che vedeva il debutto sul grande schermo nella veste di attore di Eminem con una storia dai tratti autobiografici. Il rapper di Detroit ha “ripiegato”, invece, dopo i numerosi cambiamenti che hanno caratterizzato il progetto, per il ruolo di produttore esecutivo della colonna sonora del film. Presenza la sua parallela a quella dello storico compositore James Horner (Apollo 13, Titanic, The New World) che ha firmato la sua ultima colonna sonora, a titolo gratuito per sopperire ai problemi di budget del film, prima della tragica scomparsa avvenuta a causa di un’incidente aereo qualche mese prima dell’uscita di Southpaw (ultimo lavoro ad essere registrato sebbene rilasciato prima della pellicola di Patricia Riggen, The 33). Il lavoro del compositore si caratterizza per l’uso continuo del piano, che o si limita alla ripetizione di due note cadenzate come le gocce di sudore del pugile durante i suoi combattimenti (The Preparations), o si caratterizza per una melodia più sostanziosa, accompagnata dal basso distorto da un sound elettronico e da accenni di percussioni (The Fatal Tragedy, Training, A Long Road Back). Un lavoro molto distante dai precedenti di Horner, solitamente caratterizzati da un uso massiccio dell’orchestra, capace di dare un senso di apertura alle composizioni, qui invece limitato a pochissimi elementi e che da il senso di un nuovo percorso intrapreso dal compositore prima della sua scomparsa. E proprio ad Horner è dedicato il lavoro prodotto da Eminem con la sua Shady Records.

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southpaw4Il rapper, dopo l’ultimo album in studio, The Marshall Mathers LP 2, torna al cinema in una veste prettamente musicale che si accosta ai suoi brani migliori, non tanto quelli legati alle parodie al vetriolo dei protagonisti dello star system, quanto piuttosto a quelli nei quali le influenze hip hop e rock si legano al rap. È il caso delle due canzoni interpretate dallo stesso artista: Phenomenal e Kings Never Die. La prima viene inserita da Fuqua in una scena chiave nell’economia narrativa del film, quando Billy è determinato a tornare sul ring per vendicare la memoria della moglie e dimostrare di essere sia un campione sia un padre degno di poter crescere sua figlia. Per farlo si allena duramente, in un modo nuovo, grazie agli insegnamenti di Tick che lo portano a stravolgere il suo modo di combattere, inizialmente votato ad un’aggressività cieca per virare verso una capacità di difesa e di tattiche che ne ridefinisce lo stile. Eminem scrive un brano che racchiude perfettamente lo stato d’animo del pugile, tra rabbia, determinazione, autocelebrazione e riscatto, con quel ritornello “phenomenal” che risuona come le urla del pubblico che assiste ai suoi match. Disseminando il film di altri brani rap e hip hop, con ospiti illustri come Busta Rhymes nel remix corale di Beast, 50 Cent con Drama Never Dies, che nel film interpreta l’ex manager del pugile, Jordan Mains, fino ai Bad Meets Evil con Raw, Eminem chiude sui titoli di coda con Kings Never Die. Dalle sfumature rock, il brano vede la partecipazione di Gwen Stefani, la voce dei No Doubt nonché solista di successo, accompagnare il rapper in un brano che potrebbe tranquillamente essere presente in uno dei suoi dischi. Dalla struttura classica, ritornello/strofa, Kingd Never Die, con le percussioni in sottofondo a dare un ritmo incessante e concitato, il finale prettamente rock tra chitarre elettriche e batteria, e lo stile riconoscibile di Eminem, è la chiusura perfetta per il film, capace di unire il nuovo atteggiamento combattivo e consapevole di Billy Hope.

 

 

Track listening:

1. James Horner – Cry For Love (Part 1)
2. Eminem ft. Gwen Stefani – Kings Never Die
3. Rob Bailey & The Hustle Standard ft. Busta Rhymes, Kxng Crooked & Tech N9ne – Beast (Southpaw Remix)
4. Denaun – This Corner
5. Action Bronson & Joey Bada$ ft. Rico Love – What About The Rest Of Us
6. Bad Meets Evil – Raw
7. Slaughterhouse – R.N.S.
8. The Weeknd – Wicked Games
9. Bad Meets Evil – All I Think About
10. 50 Cent – Drama Never Dies
11. Prhyme ft. Logic – Mode
12. The Notorious B.I.G. ft. Bone Thus N Harmony – Notorious Thugs
13. Eminem – Phenomenal
14. James Horner – Cry For Love (Part 2)

 

 

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