SOUNDTRACKS – The Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson

La facciata di un albergo, impressa sulla copertina di un libro, stretto gelosamente tra le mani di una giovane ragazza seduta sulla panchina di un cimitero imbiancato dalla neve, contiene al suo interno una moltitudine di storie e personaggi eccentrici che prendono vita grazie al potere evocativo della lettura. L'albergo in questione è il Grand Budapest. La sua storia viene raccontata, a posteriori, da uno dei suoi protagonisti: Zero Moustafa. Anziano proprietario di un albergo ormai in declino e prigioniero volontario dei suoi ricordi, Moustafa racconta i suoi inizi come lobby boy al servizio di Monsieur Gustave, raffinato e premuroso concierge del Grand Budapest e della loro avventurosa amicizia. Incastonato tra le montagne dell'immaginaria Repubblica di Zubrowka, l'albergo ci viene mostrato durante il suo inconsapevole canto del cigno. Lo spettro di un conflitto mondiale, nell'Europa del 1932, aleggia per tutta la pellicola, inseguendone i protagonisti e mutandone inevitabilmente il cammino. Il giovane Zero si ritrova così a vivere la stagione più spericolata della sua vita, tra il furto di un quadro dall'inestimabile valore, omicidi, inseguimenti ed evasioni intervallati dall'amore per Agatha, giovane pasticciera di Mendl con una voglia a forma di Messico sulla guancia e dall'amicizia con Monsieur Gustave, suo mentore e leale amico.

 

Ispirato alle opere e alla figura dello scrittore austriaco Stefan Zweig, The Grand Budapest Hotel, si muove con la leggerezza e l'indole freak tipiche del cinema di Wes Anderson. I suoi personaggi sembrano sospesi dalla realtà, protagonisti di dipinti che si staccano dalla tela e prendono vita, seguiti dall'obiettivo innamorato del regista. Se già in passato le stanze di alberghi (da The Royal Tenenbaums al corto Hotel Chevalier) avevano ospitato le storie dei suoi personaggi, qui il Grand Budapest è un protagonista effettivo. Con quella sua facciata rosa come la glassa di un dolce di Agatha, gli interni sgargianti delle stanze che racchiudono, dietro le porte chiuse, miriadi di storie, l'albergo prende vita, divenendo complice alleato di Monsieur Gustave e del giovane Zero. Anche in questa nuova pellicola il regista statunitense sfoggia tutta quella serie di artifici tecnico/estetici che rendono la sua cinematografia immediatamente riconoscibile e che lo avvicinano, estremizzando, all'arte pittorica. Lo schermo è la sua tela che riempie con quella gamma di colori pastello che da Rushmore a Moonrise Kingdom sfrutta per enfatizzare la composizione armonica e simmetrica di ogni sua inquadratura. I suoi personaggi sono posizionati sulla scena come i soggetti di quadri rinascimentali, in composizioni corali o singole arricchite dall'immancabile carattere Futura, l'uso di miniature e zoom rapidissimi. Anderson mischia il pop con il classico e ne ricava uno stile fortemente personale che alimenta di pellicola in pellicola, imponendo allo spettatore il suo sguardo registico senza però mai risultare dispotico.

 

Nella sua tavolozza un ruolo di rilievo è assegnato alle musiche. Se spesso Anderson viene accusato di essersi fossilizzato, ripiegato su se stesso, senza progredire, ecco che l'evoluzione delle musiche dei suoi film smentiscono queste critiche. Se da Bottle Rocket a Le Avventure acquatiche di Steve Zissou le colonne sonore, tutte curate da Mark Mothersbaugh, erano composte principalmente da brani pop/rock che coprono un arco temporale che va dagli anni '60 ai '90 (dai The Rolling Stone ai The Kinks passando per Elliot Smith e John Lennon e le splendide rivisitazioni dei classici di David Bowie riarrangiati in portoghese da Seu Jorge) con  Il Treno per il Darjeeling viene piantato il seme di un cambiamento. Primo film che non vede la collaborazione Anderson/Mothersbaugh, The Darjeeling Limited, mantiene una struttura musicale fatta di brani rock anni '70 ma inizia a lasciare maggiore spazio alla partitura originale, rappresenta dalle musiche di Satyajit Ray e di altri registi indiani. Con Fantastic Mr. Fox, film d'animazione stop motion del 2009, Anderson inizia a collaborare con l'eclettico compositore francese Alexandre Desplat. Questa nuova unione porta ad un progressivo mutamento delle musiche. Le composizioni originali di Desplat acquistano primato mentre i brani pop vengono ridotti al minimo come in Moorise Kingdom dove le note de Le Temps de L'Amour di Françoise Hardy accompagnano la fuga d'amore di Sam e Susy e la tenera goffaggine dei loro primi baci. Con The Grand Budapest Hotel la metamorfosi è completa.

 

Coadiuvato da sceneggiatura e connotazione spazio/temporale, Desplat ha potuto creare una partitura originale fatta di rimandi alla tradizione classica europea del secolo scorso. Giocando con brani originali e popolari russi di compositori come Siegfried Behnred e Öse Gnutov, Alexandre Desplat ricostruisce le atmosfere musicali dell'Europa dell'Est. I trentadue brani che compongono la colonna sonora, ricca ovviamente di elementi orchestrali, sono la summa di più culture. Troviamo infatti riferimenti alla musica da chiesa con l'organo protagonista in Last Will and Testament, la chitarra flamenca d'ispirazione gitana in Overture: M. Gustave H., cori yodel e alpini (Rothe -Zäuerli), strumenti a pizzico, marcette, percussioni (The Daylight Express to Lutz), pianoforte e cori di voci bianche (J.G. Jopling, Private Inquiry Agent) e strumenti della tradizione musicale russa come la balalaika. Desplat, inoltre, alterna registri musicali diversi al cambiare della condizione dei protagonisti. Ecco dunque che i toni si fanno più scherzosi o eccentrici, cupi o lirici. La partitura musicale di The Grand Budapest Hotel è un mix di stili e strumenti geograficamente dissimili ma che si ricollegano tutti alla tradizione musicale che trova il suo epicentro pulsante nella cultura dell'est Europa. Senza dubbio la collaborazione con il compositore francesce ha arricchito il cinema di Anderson e lo ha aiutato a rafforzare l'individualità dei suoi malinconici personaggi, dotandoli non solo di gesti, parole o colori personali ma anche di note che arricchiscono la loro psicologia. Tante e variegate come sono le stanze che compongono il Grand Budapest tante sono le realtà musicali create da Alexandre Desplat. Una matrioska di note e melodie.

 

 

Tracklisting:

1. Ose Schuppel – S'Rothe-Zauerli



2. Alexandre Desplat – The Alpine Sudetenwaltz

3. Alexandre Desplat – Mr. Moustafa

4. Alexandre Desplat – Overture. M. Gustave H

5. Alexandre Desplat – A Prayer For Madame D

6. Alexandre Desplat – The New Lobby Boy

7. Siefried Behrend & Dzo Chamber Orchestra – Concerto For Lute

8. Alexandre Desplat – Daylight Express To Lutz

9. Alexandre Desplat – Schloss Lutz Overture

10. Alexandre Desplat – The Family Desgoffe Und Taxis

11. Alexandre Desplat – Last Will And Testament

12. Alexandre Desplat – Up The Stairs-Down The Hall

13. Alexandre Desplat – Night Train To Nebelsbad

14. Alexandre Desplat – The Lutz Police Militia

15. Alexandre Desplat – Check Point 19 Criminal Internment Camp

16. Osipov State Russian Folk Orchestra-Vitaly Gnutov – The Lind

17. Alexandre Desplat – J.G. Jopling, Private Inquiry Agent

18. Alexandre Desplat – A Dash Of Salt (Ludwig'S Theme)

19. Alexandre Desplat – The Cold-Blooded Murder Of Deputy Vilmos

20. Alexandre Desplat – Escape Concerto

21. Alexandre Desplat – The War (Zero'S Theme)

22. Alexandre Desplat – No Safe-House

23. Alexandre Desplat – The Society Of The Crossed Keys

24. Alexandre Desplat – M. Ivan

25. Alexandre Desplat – Lot 117

26. Alexandre Desplat – Third Class Carriage

27. Alexandre Desplat – Canto At Gabelmeister'S Peak

28. Alexandre Desplat – A Troops Barracks (Requiem For The Grand)

29. Alexandre Desplat – Cleared Of All Charges

30. Alexandre Desplat – The Mystical Union

31. Osipov State Russian Folk Orchestra-Vitaly Gnutov – Kamarins

32. Alexandre Desplat- Traditional Arrangement. Moonshine


 

 

 

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

 

 

 

 

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

 

 

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"